In difesa della matematica (ebook)
La polemica tra Croce ed Enriques sulla matematica, che per don Benedetto era uno strumento privo di contenuto speculativo autonomo, è ben nota; e del resto anche l’impostazione gentiliana del liceo scientifico. Quello che non sapevo è che la polemica era molto più ampia, soprattutto contro l’ideaismo crociano, tanto che Papini e Prezzolini nella loro rivista Leonardo accettavano volentieri contributi contro Croce da parte di matematici come Giovanni Vacca (curiosità: era il padre del futurologo Roberto Vacca), qui messo in forma di ebook. Alcuni punti del suo discorso non mi sono chiarissimi: ma ho trovato molto interessante il suo spostare il discorso dalla matematica all’arte, facendo notare che non si vede perché uno non debba rimanere estasiato dalle costruzioni di Euclide e Archimede. Una lettura molto breve ma interessante per un punto di vista spesso negletto.
Ah: l’edizione (gratuita) Liber Liber di questo pamphlet è del 29 aprile 2026; Passerino l’ha pubblicata il 2 maggio. Spero non abbiano lavorato anche il giorno della festa dei lavoratori.
Giovanni Vacca, In difesa della matematica, Passerino 2026 (1905), pag. 12, € 1,03, ISBN 9791224463986 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5
Ultimo aggiornamento: 2026-06-09 10:44

Come si sa, delle collane kiosk non si butta mai via nulla. Ecco che così dalla collana del Corsera Le parole dell’italiano a cura di Giuseppe Antonelli è stato prodotto prima il libro La vita delle parole e poi questo Parola per parola. Qui troviamo la storia etimologica di 158 parole ed espressioni, divise in cinque sezioni: lessico comune e familiare, parole che arrivano direttamente da latino e greco, prestiti da altre lingue, espressioni gergali o dialettali, e infine le parole arcaiche o “d’autore”. Da quest’ultimo capitolo lasciatemi segnalare “gibigianna” (io la scrivo raddoppiando la n: per chi non l’avesse mai sentita, è l’effetto di far riflettere i raggi di sole muovendo un vetro), che a quanto pare era amatissima da Manzoni che ci rimase anche male quando scoprì che non c’era un termine toscano equivalente. Io imparai la parola al liceo, quando il professore di storia e filosofica (per l’appunto lombardo) si fermò in mezzo alla lezione chiedendo “chi è che sta facendo la gibigianna?” e ottenendo ventisei sguardi stile mucca-guarda-treno. Ma tutte le storie del volume sono bellissime: soprattutto quelle dove l’etimologia è ancora dubbia e i compilatori delle singole voci raccontano la storia delle ipotesi. Se amate l’italiano non potete perdervi questo volume.
Cosa si intende per “bullshit”? In italiano sono le cazzate, o forse meglio le stronzate, nel senso di affermazioni che non solo necessariamente false (anche se di solito lo sono), ma sono infiocchettate in modo da cercare di impressionarci o convincerci, senza preoccuparsi che siano vere o false: con un giro di parole, notizie false e tendenziose. Un esempio che portano gli autori è scrivere la recensione di un libro senza averlo letto. (Io il libro l’ho letto, ma non è questo il punto). È molto facile farlo con i numeri e le statistiche, e infatti questa è la parte principale del libro; ma lo si può fare in tanti altri modi, come per esempio i clickbait dei siti web di “notizie”. Ma a parte tutti gli esempi portati, i due capitoli finali “accorgersi delle stronzate” e “confutare le stronzate” dovrebbero essere letti da tutti per formarsi gli anticorpi sempre più necessari in un mondo dove creare testi fasulli è diventata una banalità.
Ludwig Bolzmann è stato un grande fisico teorico, uno dei maggiori sostenitori dell’atomismo (in un periodo in cui non c’era la possibilità non dico di “vedere” gli atomi – in realtà non lo si può fare – ma nemmeno di pensare a un esperimento fisico a favore della loro esistenza. Questi articoli, selezionati dalla versione tedesca che contiene tutti i discorsi divulgativi di Bolzmann, è specchio di un periodo di grandi mutamenti nella fisica, mutamenti che avranno il culmine appunto nella definizione del modello classico dell’atomo. Ho trovato positiva la visione più filosofica che fisica dei suoi discorsi, ma quelli davvero interessanti per me sono solo stati tre: “Sullo sviluppo dei metodi della fisica teorica in tempi recenti”, la prima parte di “Sui princìpi e le equazioni fondamentali della meccanica” e “Sulla meccanica statistica”. Provavilmwente la forma della traduzione di Anna Cercignani, che risente del periodo in cui è stata scritta, ha contribuito a questa sensazione di pesantezza.
C’è qualcosa che mi ha lasciato perplesso nella lettura di questo libro, anche se non riesco a focalizzarla bene. Non è lo stile molto personale di Adami; non è nemmeno la parte matematica della spiegazione delle peculiarità della teoria quantistica, che anzi è fatta molto bene. La parte di crittografia quantistica poteva forse essere più ampia, ma uno si accontenta anche così. Ecco, forse il problema è che almeno io ho spesso perso il filo conduttore, cosa che su temi non certo semplici come questo è un problema. Però nonostante ciò mi sento di consigliare il testo per chi volesse avere una visione un po’ più personale della teoria dei quanti.
Io non sono un grafico. Sono stato a contatto con grafici, però, e quindi almeno qualche idea di base ce l’ho. Questo volume raccoglie vari testi scritti nel corso di più di cinque secoli dove i creatori di font spiegano quali sono i motivi delle scelte che hanno fatto. Non si parla tanto delle comuni relazioni tra caratteri con o senza grazie o monospaziati, ma dei piccoli particolari che distinguono le varie font (tipicamente serif, nel testo). Le tavole finali che mostrano appunto diverse font graziate potevano forse avere qualche spiegazione in più; il glossario finale è però davvero utile per avere un’idea della terminologia usata.
Magari siete tra coloro che non capiscono quale sia il senso di mettere per scritto il testo di uno spettacolo teatrale, dove Newton si pone di fronte alla luce e cerca di svelarne i misteri. Però sono certo che apprezzerete il lavorone del mio amico Peppe Liberti, che in una delle postfazioni ci racconta “Newton parola per parola”: un glossario dei termini legati a Newton, visto non come semplice spiegazione del significato ma calato nella realtà del grandissimo scienziato. Tracce di tutto ciò si trovano naturalmente anche nel testo teatrale vero e proprio: un bellissimo esempio di come arte e scienza non devono essere per forza agli antipodi.
Se volete davvero capire la logica alla base degli modelli attuali dell’intelligenza artificiale questo è il libro che fa per voi. Ferrara parte proprio dalle basi per spiegare quali sono le caratteristiche di un LLM, il motore alla base di tutto (poi ci sono mille altre migliorie pratiche, a partire dalla capacità che ormai hanno i modelli, come quella di fare ricerche in rete oppure testare il codice prodotto). Non dovete lasciarvi spaventare dalla matematica, che comunque non è di per sé complicata; mettetevi a leggere con calma e assaporate la sua miscela di tecnica e filosofia, per arrivare a non avere paura di un’IA… o magari di averne paura, ma per tutta un’altra ragione.