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_The Information_ (libro)

[copertina]Non lasciatevi intimidire dalla mole di questo libro (James Gleick, The Information : A History, A Theory, A Flood, Vintage 2012 [2011], pag. 544, $16.95 , ISBN 9781400096237: esiste anche la traduzione italiana L’informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio. edita da Feltrinelli e tradotta da Virginio B. Sala che però non ho letto). Gleick, oltre che storico della scienza, è un giornalista e scrive molto bene, pur ammassando una quantità di informazione (ehm…) che richiede parecchio tempo per essere digerita, anche perché il suo punto di vista è assai peculiare. D’altra parte il protagonista del suo racconto non è una persona ma un concetto: l’informazione appunto, qualcosa per cui fino al 1948 non esisteva nemmeno una parola e che ancora adesso resta piuttosto nebuloso. Oggi possiamo però rileggere dal punto di vista dell’informazione quanto capitato nei millenni passati, partendo dai suonatori di tamburo africani che ovviano con la ridondanza semantica alla possibilità di errori di ricezione, passando all’alfabeto visto come un codice e arrivando poi a geni in anticipo sul proprio tempo come Babbage e Turing e terminando con una panoramica sull’informazione quantistica. Quello che mi è piaciuto di più, come dicevo, è proprio il suo punto di vista diverso dal solito e che ti costringe a rivedere gli assunti impliciti che hai sempre avto in mente ma non hanno in realtà alcuna solida base logica.

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_Things to Make and Do in the Fourth Dimension_ (libro)

[copertina]Era tanto tempo che non trovavo un libro di matematica ricreativa così scoppiettante. Intendiamoci: comincio ad avere il sospetto che nella perfida Albione l’idea di base nel parlare di matematica al mondo consista nel fare pessime battute, e anche se Matt Parker è di origine australiana mi pare abbia fatto propria la lezione di Ian Stewart. Ma se si riesce a sopportare i vari pun, il libro (Matt Parker, Things to Make and Do in the Fourth Dimension Penguin 2015 [2014], pag. 480, Lst 9.99, ISBN 9780141975863) è una vera miniera di informazioni, parecchie delle quali mi erano anche nuove… il che non è certo banale. Per esempio, sapreste costruire un computer che funziona a tessere del domino che cadono a cascata? Oppure avete mai avuto a che fare con i numeri narcisisti? O ancora: vi interessa una sciarpa a correzione di errore? Un’altra caratteristica peculiare del libro è che ha un approccio molto pratico,il che è sempre strano quando si parla di matematica: l’appendice è da fotocopiare e ritagliare per fare esperimenti pratici, anche se consiglio di andare sul sito di accompagnamento, http://makeanddo4d.com, per non rovinare il libro. Se la matematica vi spaventa ma non vi spaventa l’inglese, dateci un’occhiata!

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_Minions_ (film)

Erano dieci giorni che i miei seienni continuavano a vociare perché volevano vedere il film dei Minions. Mercoledì sono stato costretto a passare davanti al cinema, mostrare loro la locandina e dire “Cosa c’è scritto qui in rosso?” E Cecilia: “do…ma…ni… Domani!” Capite perché ho dovuto andare alla prima ddel film.
Pur non avendo mai visto i Cattivissimo me, garantisco che mi sono divertito: il film è studiato anche per gli adulti, con tutta una serie di inside jokes dall’uso smodato del tè allo sbarco sulla Luna. La colonna sonora poi è pura anni ’60, giusto con l’anacronismo finale dei Van Halen, e quindi me la sono allegramente cantata tutta. In definitiva, un film che dà quello che promette. P.S.: c’è stata una scena in cui ho cominciato a ridere cinque secondi prima del resto della sala, praticamente mezzo secondo dopo il suo inizio: ma lì giocavo in casa.

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_100 Math Brainteasers_ (libro)

[copertina]Se non sbaglio la conversione delle classi scolastiche, questa raccolta di problemi matematici (Zbigniew Romanowicz e Bartholomew Dyda, 100 Math Brainteasers (Grade 7,8,9,10), Tom eMusic 2012, pag. 94, $10.99, ISBN 9781623210298) è destinata ai ragazzi della fine delle medie e dell’inizio delle superiori: i problemi sono insomma alla portata di tutti, il che è sempre comodo per la propria autostima. Devo dire che – tranne nella sezione di algebra che mi pare parecchio inferiore al resto del libro come qualità – i problemi sono presentati in maniera accattivante e piacevole, anche grazie ai disegni simpatici che li accompagnano. La parte finale con le soluzioni (sì, ci sono anche le soluzioni, non preoccupatevi) sarebbe però potuta essere preparata un po’ meglio: è una specie di anticlimax.

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_Slicing Pizzas, Racing Turtles, and Further Adventures in Applied Mathematics_ (libro)

[copertina]Con questo secondo libro di Robert Banks (Robert B. Banks, Slicing Pizzas, Racing Turtles, and Further Adventures in Applied Mathematics, Princeton University Press 2012 [1999], pag. 304, $18.95, ISBN 9780691154992) ho forse capito qual è la logica sottostante: un ossimoro, considerando che stavolta Banks era rimasto a corto di esempi prettamente fisici ed è dovuto affidarsi alla matematica per completare il testo. Più che un libro di divulgazione matematica, è infatti un libro per professori – a questo punto non saprei nemmeno definire a che livello, considerando che spesso è necessario un po’ di calcolo differenziale – che vogliano presentare qualcosa di diverso ai propri studenti. Preso da questo punto di vista, il libro è in effetti interessante: allo stesso tempo, ciò però significa che non è poi il massimo da leggere se si ha voglia di scoprire qualcosa di divertente.

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_La scienza in vetta_ (libro)

[copertina]Dopo il successo del libro di Andrea Giudice La scienza sotto l’ombrellone, Codice continua sullo stesso filone presentando un libro sulla scienza che si può fare pensando alle montagne. (Jacopo Pasotti, La scienza in vetta, Codice Edizioni 2015, pag. 196, € 16, ISBN 9788875785284) Io personalmente l’avrei asciugato un po’: leggendolo ho trovato parecchie ripetizioni che alla lunga diventano un po’ fastidiose. La struttura per il resto ricalca il format di successo dell’altro libro: capitoli che partono da un qualcosa che si fa o capita in montagna e che portano a una trattazione scientifica – sempre senza entrare troppo nel dettaglio:questo è un libro di divulgazione, non un manuale tecnico! – e vari riquadri di approfondimento. La grafica è sempre eccezionale, e dà sicuramente un plus al libro: personalmente ho apprezzato molto l’ultimo capitolo sulla neve. Buona montagna a tutti!

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_La Borgata Lesna_ (libro)

[copertina]Non sono nato in Borgata Lesna né sono stato presente negli anni del boom: nacqui al Lingotto e i miei si trasferirono in via Bionaz nel 1970, quando avevo sei anni e mezzo. Però ci ho vissuto per trent’anni, e il posto mi è rimasto nel cuore. Non potevo certo lasciarmi sfuggire questo libro, insomma! (Stefano Garzaro, La Borgata Lesna : Vita in un paese di città, Graphot 2013, pag. 173, € 18, ISBN 978-88-97122-53-1). Diciamo che il ritratto che Garzaro fa degli abitanti della borgata è un po’ troppo agiografico (e non avrei inserito le pagine sui negozi “storici”…) ma qualcosa di vero c’era. La posizione di Borgata Lesna, racchiusa tra la zona militare, la ferrovia e la campagna, faceva sì che anche quando ci vivevo la gente tendeva a frequentarsi tra di loro, pur senza avere la connotazione di quartiere ghetto di altre zone di Torino, forse grazie a un miscuglio di piemontesi, veneti e meridionali che non a fatto formare un nucleo etnico vero e proprio. Il libro è ricco di fotografie antiche e moderne ed è una testimonianza preziosa di un passato che stiamo perdendo – due delle persone intervistate, che conoscevo bene, sono morte in questi due anni dalla pubblicazione. Una lettura penso per pochi intimi, ma per loro imprescindibile.

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_Il tensore di Torperterra_ (ebook)

[copertina]Anche se i miei amici me lo consigliavano molto caldamente, ho aspettato quasi due anni per iniziare a leggere questo ebook (Emanuele Vannini, Il tensore di Torperterra, Blonk 2013, pag. 107, € 3,99) e devo confessare che il primo capitolo mi aveva lasciato molto freddo. Ma passato questo scoglio la storia è davvero filata via che era un piacere, e mi è dispiaciuto quando è terminata. Nel libro c’è davvero la Romagna (quando ho letto del bigliettino con su scritto “Voi, avanti così” ho sentito proprio l’accento emiliano). La storia si dipana tra la seconda guerra mondiale e (quasi) oggi, nella Romagna vicino a Divertimentificio – come il nome dell’album di Fabrizio De Andrè – dove tutti sono un po’ matti ma sono contenti così. Il tensore c’è davvero, e la cosa mi ha spiazzato perché io pensavo al tonsore (che c’è anche, ma non conta). Ci si diverte ma ci sono anche brani molto tristi. Insomma, leggetelo: mica posso spiattellarvi tutto!

(P.S.: per tutto agosto l’ebook è scontato a 1,99 euro. Non dite che non ve l’avevo detto)

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