_Brilliant Blunders_ (libro)
Mario Livio, che come si capisce dal nome è un romeno che da piccolo è emigrato con la famiglia in Israele e poi si è naturalizzato americano, è un astrofisico con centinaia di articoli pubblicati, ma è noto al grande pubblico per i suoi volumi divulgativi. In questo (Mario Livio, Brilliant Blunders, Simon&Schuster 2014 (riedizione), pag. 341, $16, ISBN 9781439192375) Livio parla delle cantonate (come da titolo della traduzione italiana) prese da alcuni grandi scienziati tra Ottocento e Novecento: Charles Darwin, lord Kelvin, Linus Pauling, Fred Hoyle, Albert Einstein: quest’ultimo con una “cantonata alla rovescia”. Il suo punto non è dire “vedete che anche loro sbagliano come tutti noi”, quanto piuttosto mostrare che ci sono dinamiche mentali che impediscono a tutti noi di intuire una diversa soluzione: per esempio Kelvin aveva calcolato erroneamente l’età della Terra partendo dalla sua temperatura, ma non aveva considerato la possibilità che ci fossero sorgenti interne che generano calore (l’uranio e la radioattività) né dinamiche come la convezione. L’altra caratteristica del libro è dare una panoramica dell’idea fondamentale per cui lo scienziato è conosciuto, facendo divulgazione senza che il lettore se ne accorga, e spiegare poi come si può perdere il tocco, nonostante l’indubbia genialità di costoro.
Una nota triste. Ho iniziato a leggere l’edizione rilegata del libro, tradotta da Stefano Galli, mentre ero in biblioteca aspettando che i bimbi terminassero di assistere a uno spettacolo. Mi sono trovato tra pagina 24 e pagina 25 due di quegli strafalcioni (quello sulla pressione nella fossa delle Marianne generata dal batiscafo che era sceso laggiù, è stata corretta nell’edizione in brossura; la confusione tra specie ed esseri viventi è rimasta) che mi ha fatto decidere di prendere l’originale in ebook.

Dal titolo di questo libro, sia in italiano che nell’originale inglese (Amir Alexander,
Questo libretto fuori commercio (Alberto Cadioli e Damiano Scaramella, Storia del Saggiatore 1958-2015, Il Saggiatore 2015, pag. 101, s.i.p., ISBN 9788842820468) nasce per raccontare i quasi sessant’anni della casa editrice, fondata da Alberto Mondadori (il figlio di Arnoldo) e ora guidata da Luca Formenton (nipote di Arnoldo). Secondo me, il testo soffre del voler fare due cose insieme: una storia aneddotica e un catalogo. La parte aneddotica è interessante, ma per me un po’ troppo ridotta; è bella la parte che mostra come Alberto Mondadori cercasse disperatamente, anche se senza troppi risultati pratici, di dstinguersi dal padre, ma la parte di De Benedetti e Formenton è davvero schematica. Sul catalogo, ho trovato tanti nomi che mi sono dimenticato subito: sarebbe forse stato meglio avere una struttura a tabella per vedere meglio come la produzione si sia diversificata, lasciando perdere la parte descrittiva. Alla fine comunque ho avuto un’idea più chiara del DNA dell’editore, e questa è una bella cosa.
C’è una cosa che non ho capito di questo libro (Edward Dolnick,
La tesi presentata nell’introduzione di questo libro (Sergio Romano,
Visto che pare che l’edizione italiana di questo ebook (Yamada Takumi,
Ci sono temi matematici che sono seri, non necessariamente complicati, ma che per una ragione o per l’altra non si studiano mai a scuola e nemmeno all’università. Questo libro (Dan Kalman,
Ivan Moscovich è uno dei maggiori ideatori di giochi matematici della seconda metà del ventesimo secolo. Le sue creazioni sono sempre molto colorate e spesso con una componente manuale. Questo libro (Ivan Moscovich,