_The Martian_ (ebook)
Leggendo questo libro (in versione originale, quindi non sono in grado di commentare la traduzione) ho scoperto che la sua prima edizione fu autoprodotta. Mi chiedo solo se il mercato anglosassone è diverso antropologicamente oppure ha semplicemente una massa molto maggiore dell’asfittico mercato italiano. Ad ogni modo, che dire di questo libro? (Andy Weir, The Martian, Broadway Books 2014 [2011], pag. 370, $ 7,61 , ISBN 9780804139038) Non ho le competenze scientifiche multidisciplinari per valutare se la storia regge, ma forse non è nemmeno così importante nonostante il libro sia di hard SF. Io lo leggo come un Robinson Crusoe del XXI secolo, o forse più correttamente come un McGyver dello spazio: l’idea che traspare è come l’ingegnosità umana permetta di trovare risposte a tanti problemi usando quello che si ha a disposizione. Diciamo che almeno per me questo alla lunga diventa esagerato, e non per nulla ho letto il libro ancor più a spizzichi e bocconi di quanto la mia già alta capacità di saltabeccare mi porta a fare. Posso immaginare che l’interesse primario di Weir fosse proprio questo, e i tentativi di recuperare il povero Watney siano stati aggiunti per rendere la trama più interessante: però credo che il tutto sia ancora sbilanciato. Magari il film è stato migliore da questo punto di vista: il libro almeno per me è risultato buono ma non ottimo.

Occhei. Se uno legge il titolo di questo libro (Walter Moers,
È abbastanza noto che la massima evangelica nella quale si vuol far passare un cammello attraverso la cruna di un ago è ritenuta un errore di traduzione: la parola aramaica per cammello ha infatti le stesse consonanti di quella per gomena, che nel contesto ha sicuramente molto più senso. Ma in questo libro (José Miguel García,
Quando ho preso in biblioteca questo libro (Vincenzo Fano,
Confesso di non avere esattamente capito qual era lo scopo di questo libro. (Umberto Bottazzini,
Fantascienza dovrebbe significare “scienza su premesse fantastiche” ma in realtà oggi è un termine onnicomprensivo. Resta però un nucleo di persone che continua a fare fantascienza hard, cioè su serie premesse fisiche ancorché portate a conseguenze estreme, e parallelamente c’è chi si mette a questionare tali premesse dal punto di vista scientifico, come Adler fa in questo libro. (Charles L. Adler,
Ho recuperato questo libriccino (Umberto Eco, De Bibliotheca, Biblioteca Sormani 1995 [1981], pag. 34, ISBN 9788885262225) in una visita alla Sormani in occasione dei 60 anni della biblioteca: i curiosi possono comunque liberamente scaricarlo da
Avete presente il libro di Piergiorgio Odifreddi