Un altro ciclista morto
Francesco Caputo è morto dopo undici giorni di coma. L’ennesimo ciclista. E
Io spesso ho dei dubbi sulle modalità di questi incidenti: per dire, quando io pedalo non mi sogno nemmeno di mettermi sulla destra a fianco di una macchina o peggio ancora di un camion fermo al semaforo: la probabilità che l’autista svolti a destra anche se non aveva la freccia è troppo alta. Ma in questo caso il ciclista è stato preso in pieno da una sportellata di uno che ha aperto la portiera dopo aver parcheggiato (dove non si poteva nemmeno, ma questo è irrilevante). E il posto lo conosco bene, visto che ci sono passato anche ieri mattina. Via Soperga (che poi sarebbe Superga, ma non puoi pretendere che a Milano sappiano il piemontese) è stretta ma non strettissima, e una macchina e una bici parallele ci passano quasi. Quindi il ciclista tende a stare troppo a destra, e il risultato è quello.
Inutile dire che io mi posiziono quasi al centro della strada: le auto aspettano.

La scorsa settimana Bikemi ha annunciato che
Io odio il bike sharing di tipo “free floating”, dove puoi lasciare la bici dove ti pare, e non in apposite stazioni come si fa con BikeMi, a cui in effetti sono abbonato. Il motivo? che queste bici, come del resto anche i monopattini, sono sbattuti davvero in modo osceno.
A pranzo sono uscito dall’ufficio per prendere qualcosa da mangiare e ho trovato un lago in via Giacosa, cosa che non avevo mai visto. E in effetti la vasca di laminazione del Seveso 

