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semafori e faidatè

Non essendo ancora riuscito a capire a chi segnalare il semaforo malmesso in piazza Stati Uniti d’America, e aizzato dal mio collega Damiano, oggi a pranzo gli ho dato un po’ di botte e ora punta nella direzione giusta (anzi qualche grado oltre, ma non si può pretendere una grande precisione dal sottoscritto). In effetti ha troppo gioco, ci credo che l’imbecille di turno l’abbia girato.

Aggiungo che nessuno mi ha fermato, nonostante il teorico spiegamento di forze dell’ordine.

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ORCID

my_orcid_qrcode Che cos’è ORCID? Come dice il sito,

La visione di ORCID presenta un mondo nel quale chi partecipa a ricerche, studi e innovazione è identificato in modo esclusivo e collegato ai propri contributi oltre le barriere di disciplina, confini e tempo.

Io sono tutto meno che un ricercatore, ma quando si tratta di perdere tempo sono sempre in prima fila: quindi mi sono fatto un account :-)

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Telefoni DECT – Help!

(Uso privato di blog privato, ogni tanto mi serve)
Alura: non avendo una linea fissa, a casa ho un telefono IP (Gigaset A510 IP). Il telefono in questione ha una grossa crisi, nel senso che se lo prendi in mano si spegne dopo pochi secondi. Non è un problema di pile, qualcuno probabilmente l’ha fatto cadere a terra e c’è un contatto interno scassato. Vabbè, dico io, il telefono in realtà come telefono è un DECT: mi prendo un Gigaset da poco e lo registro. Non è stato facilissimo, nel senso che all’inizio la registrazione falliva, ma ora è tutto a posto.

La mia domanda è però un’altra. Dove sta la parte IP del telefono? Posso essere ragionevolmente certo che se ne sta sulla base (che è quella attaccata al router) e non sul terminale, e quindi posso mettere via da qualche parte il telefono scassato senza che succeda nulla di male? Certo, posso fare la prova pratica, ma essendo io un tipo teorico gradirei una risposta da chi ne sa più di me…

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Codice 1000

Oggi pomeriggio siamo andati all’Ikea a Carugate. Nonostante la partita fosse alle 21 e noi fossimo arrivati qualche minuto dopo le 18, devo dire che l’idea che ha avuto Anna è stata meravigliosa. Nessuna coda allo Småland a lasciare il duo, quasi nessuno in giro per il labirinto, il ristorante svedese vuoto. Mentre giravamo è arrivato un temporalone – che a casa ci ha rilavato tutta la roba che avevo lasciato fuori a stendere, ma quella è un’altra storia – e per un attimo è saltata la corrente. Il duo ci ha poi detto che avevano fatto loro indossare il giubbetto ad alta visibilità e li avevano messi tutti attaccati a una corda, evidentemente perché temevano di doverli portare fuori, ma questo non lo sapevamo. In compenso a un certo punto abbiamo sentito agli altoparlanti un messaggio, ripetuto più volte: “A tutto il personale: codice 1000 all’area self service”.
Essendo noi gente vissuta, abbiamo intuito che fosse successo qualcosa di abbastanza grave, e che il “codice 1000” era un nome in codice :-) per non far preoccupare i clienti: ma non sapevamo cosa. Dopo alcuni minuti è stato fatto un nuovo avviso, “Codice 1000 rientrato”, anche questo ripetuto più volte. Arrivati all’ingresso dell’area self service, abbiamo capito. Stava diluviando dentro il reparto. Due corsie erano state chiuse e i clienti fatti passare da un lato, mentre l’acqua si stava accumulando per terra.
Quando dopo un’ora (pagato, messo la roba in auto e cenato) siamo di nuovo passati per di là la situazione era migliorata, ma c’erano non so quanti carrelli pieni di roba più o meno salvata…

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mai demordere!

L’altro giorno è improvvisamente apparso in camera nostra un calzino di Anna (di quelli colorati di Gallo) che era sparito da un anno o giù di lì, e il cui compagno era rimasto silente a vegliare nel cassetto per tutto il tempo.
Nessuno di noi ha capito come il secondo calzino sia giunto sin lì. La mia ipotesi è che sia passato attraverso un wormhole, ma Anna mi ha proibito di usare la datazione C-14 per verificare se ora hanno un’età diversa.

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Quasi borseggiato

Oggi pomeriggio, con Jacopo in castigo, ho portato Cecilia a fare una passeggiata culturale, a farle vedere san Simpliciano (dove Anna e io ci siamo sposati) e san Marco (dove ho cantato con il coro). Finito il giro, siamo andati a prendere la metropolitana in Turati. Il treno era abbastanza pieno, così non abbiamo potuto sederci e siamo rimasti in piedi tenendoci al palo all’altezza della porta. Partito il treno, un tipo sulla trentina si è avvicinato come se volesse scendere: faccio spostare Cecilia che era più davanti alla porta, ma il tipo si sposta dall’altra parte, sempre vicino al palo.
Mentre il treno va, abbasso gli occhi per guardare Cecilia e vedo due dita che stavano aprendo la zip del mio marsupio. Immediatamente prendo il polso del tipo – per i curiosi, stava usando il classico trucco dell’impermeabile sul braccio per non mostrare cosa stava facendo – e gli grido “Cosa stai facendo?”. Quello bofonchia qualcosa: io intanto lo prendo per il collo e lo sbatto fuori dal treno che intanto era arrivato a Repubblica, mentre la gente mi guardava abbastanza stupita. (No, non avrei potuto fermarlo e chiamare la polizia: mica avevo testimoni…)
Fortuna che c’era Cecilia, insomma :-)

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epiteti

Ah. Sappiate che stamattina sono stato definito “prepotente” perché non volevo far passare uno che con lo scooter si stava facendo un sottopassaggio pedonale.
Quello che non ho capito è perché non ha voluto aspettare mentre stavo chiamando i vigili.

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I miei fan

Ho un piccolo gruppo di fan. Niente di così importante, intendiamoci. Però volete mettere trovarsi nei socialini di nicchia frasi come questa?

ieri pomeriggio, sotto il monsone milanese, ho visto uno con un grande CAPPELLO GIALLO e scommetterei fosse .mau. [completo impermeabile, città-studi, zona avis, 18h00 circa]

(e garantisco che trovarsi poi davanti a sé un fan è sempre una bella sensazione)

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