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la chiavetta ritrovata

In ufficio abbiamo le macchinette del caffè. Oltre che con le monete, si può usare un’app per connettersi alla macchina. Magari poi capita come nella macchinetta più vicina al mio open space, dove il QRCode era completamente sbiadito e illeggibile, e quindi ci siamo arrangiati per conto nostro: prima generando su PC il codice corrispondente al numero identificativo della macchina, fotografandolo con l’app e aggiungendo quella macchina tra i preferiti, poi stampando direttamente il codice e appiccicandocelo sopra. Ma si può ancora usare la cara vecchia chiavetta.

Ero miracolosamente riuscito a non perdere la mia chiavetta nei due anni di lockdown, e ancora più miracolosamente funzionava ancora. Solo che giovedì scorso non l’ho messa via: me la sono sentita in tasca venerdì e sabato, poi domenica non l’ho più trovata nonostante l’abbia cercata ovunque: ieri mattina ho dovuto per forza usare l’app. Stamattina sono a casa per contratto di solidarietà: sono uscito ad accompagnare a scuola i gemelli, sono poi andato in palestra, e rientrando ho preso l’ascensore. Il nostro ascensore ha un mancorrente dal lato opposto alla porta. Mi casca l’occhio… e c’era la mia chiavetta lì sopra, evidentemente messa da qualcuno che l’aveva trovata.

Per la cronaca, io non scendo mai con l’ascensore, anche se abito al quinto piano, e spesso salgo comunque a piedi: ma almeno ieri sera devo averlo preso senza vedere nulla :-) Ora devo solo ricordarmi di lasciarla in un posto dove non la perderò…

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Problemi con il ritorno in ufficio

Da inizio maggio devo essere fisicamente in ufficio tre giorni la settimana. (Oggi sono a casa, ma è perché è una giornata di cassa integrazine causa contratto di espansione). La sede è anche relativamente scomoda da raggiungere se non sono in bicicletta: ieri per esempio mi sono fatto una quarantina di minuti di camminata per tornare a casa (con i mezzi ci vuole comunque mezz’ora, mentre in bici me la cavo in meno di venti minuti).

Ad ogni modo ha appena suonato il corriere GLS, che in questi anni è stato una presenza costante nelle mie tarde mattinate: quando sono sceso si è lamentato perché ieri non ero a casa :-)

Per la cronaca, la sede temporanea dove sono stato un po’ questo autunno ha un locker Amazon prima dei tornelli, questa attuale no. E ad ogni modo i pacchi che prende Anna arrivano di solito con GLS, quindi la cosa non cambia…

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Misteri misteriosi

Da questo blog è possibile inviarmi un messaggio. Non che me ne arrivino molti, ma ogni tanto qualcuno mi scrive: tipicamente ho un messaggio o due al mese. Ieri sera invece me ne sono arrivati ben due. Il primo parlava di racconti e di Fantamatematica. Il secondo, dal titolo “Caffè fidel”, è questo (copio verbatim):

Mi è stato detto che il caffè ex fidel è identico al Vs caffè smart :beh non è assolutamente vero .naturalmente il caffè smart oltre a costare di più fa proprio schifo .assaggiatelo ,fate un confronto e sentirete che differenza.NON COMPRERO PIU DA VOI IL CAFFÈ

Ho davvero molte difficoltà a capire come sia possibile che qualcuno pensi che questo blogghettino sia degli eredi Caprotti.

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tentativo di sondaggio

Ieri sera alle 20 sono stago chiamato da un numwro che il mio furbofono indica come “sospetto spam”. Rispondo. Un tipo si presenta come Ipsos, e dice che deve fare un sondaggio sull’ascolto della radio. Gli chiedo quando sarebbe durato (essendo io fortunello, la sera avrei avuto una riunione di condominio) e mi risponde “meno di mezz’ora”. “Venti minuti?” “Boh, dipende da quante radio ascolta”. Alla fine, per non sprecare tempo, dico che va bene. Il tipo mi snocciola tutto il pippone privacy, mi chiede se io o qualcuno della mia famiglia lavora nel campo dei sondaggi o della radio, e parte con le domande di profilazione. Una volta arrivato alla residenza e scoperto che sto a Milano, mi dice “un attimo che guardo la coda… no, è chiusa. Niente da fare. Arrivederci.”

Insomma non potrò aumentare lo share percepito di Radio Popolare :( Per quel poco che so io di statistica, immagino che la mia demografica fosse già piena. Però mi pare strano…

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Che ne sapete del Digital Services Act?

La scorsa settimana il trilogo ha approvato una formulazione più o meno finale per il Digital Services Act, che assieme al gemello Digital Market Act rappresenterà la regolamentazione dell’Unione Europea per i servizi digitali. Anche Wikipedia ne sarà toccata; stasera alle 21:30 chiacchiererò con Marco Schiaffino nella trasmissione di Radio Popolare Doppio click. Spero di sapervi dare qualche notizia… i documenti ufficiali non sono infatti ancora stati pubblicati.

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Che fatica duplicare un telecomando

Stavolta il telecomando del cancello che non funzionava più è stato quello di Anna. Provo inutilmente a riprogrammarlo, e alla fine mi decido a comprarne uno nuovo, che però non è più il GOL4 della Ditec ma il Why Evo che è assicurato essere compatibile. Cerco il manuale in rete, mi stampo la pagina relativa, e parto con il tentativo di copia, chiedendo in prestito al vicino il suo GOL4 perché la procedura “rolling complex” richiede di usare il tasto nascosto e il mio telecomando è una versione a metà nella quale non ero certo del da farsi. Provo una, due, tre volte: niente da fare. La cosa peggiore è che pareva che mancasse un passo nella procedura, che appare quella del “rolling simple”; ma anche seguendo l’altra procedura il telecomando continuava ad essere tristemente inerte.

Mi ero praticamente dato per vinto, ma ho tentato il tutto per tutto e ho fatto una cosa che aborro: guardare un video. E così ho scoperto che il manuale ufficiale segnala la parte finale della procedura più o meno come i produttori di pasta indicano il tempo di cottura, cioè in un modo per nulla visibile a meno che tu non lo cerchi molto bene. Il video invece segnalava perfettamente la procedura; a questo punto sono sceso per l’ennesima volta, ho completato l’ultimo passo di sincronizzazione con la ricevente e finalmente ho (anzi, Anna ha) un telecomando funzionante. Chissà se la prossima volta mi ricorderò il da farsi…

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il vero rientro in ufficio

È vero. Da settembre a gennaio ho fatto un giorno la settimana in ufficio (in una sede diversa dalla mia, ma il punto non è quello). Però le cose erano molto diverse: l’accesso era volontario, il che significava che me ne stavo da solo in un pezzo di open space ed era molto meglio che stare a casa con i gemelli. Stavolta invece siamo tutti obbligati ad andare in ufficio, e a questo punto abbiamo cercato di radunarci più o meno in due gruppi per fare cose assieme.

Solo che non siamo più abituati a trovarci tutti insieme, soprattutto perché siamo in un open space e le call le dobbiamo fare comunque… non so che succederà a partire da maggio quando saremo in ufficio tre giorni la settimana.

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