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io-2007

Bollettino medico

Ieri sera sono rientrato a casa e avevo 37.3 di febbre. Sono poi andato a letto con 38.1 (e non oso pensare come sia andato il lavoro di traduzione). Stanotte non sono praticamente riuscito a dormire. Però stamattina ero a 36.6, e quindi sono uscito bello bello per cercare di lavorare un po’ – tanto devo fare cartware, non serve una grande attenzione. Vediamo quando schiatto.
Aggiornamento: (10 novembre) Stamattina la febbre era scesa a 36.1, probabilmente per merito della presenza di Anna :-)

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Checcarino!

Non riesco più a trovare la mia cravatta “Yellow Submarine”, e Ciò Non È Affatto Bello.
Oggi, quindi, ho dovuto scegliere un’altra cravatta per farmi immortalare. Spero apprezziate lo stesso lo sforzo che ho fatto, nonostante l’attacco influenzale di stanotte.

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L’incredibile Hulk

il fu cavalletto Stamattina, prima di andare in ufficio, avevo provato a passare dallo studio del nostro amministratore, che è praticamente sul mio percorso. Scendo dalla bici, blocco la ruota con l’antifurto, suono il campanello, non risponde nessuno anche se erano le nove e qualche minuto, slego la ruota, e sento un “tac”. Guardo, e vedo il mio cavalletto per terra. Ora, non so quanto bene si veda dalla foto, ma vi garantisco che la ghisa – o quello di cui è fatto il cavalletto – si è rotta come fosse della plastica. Il tutto con duemila chilometri di uso della bici, pesante quanto volete ma pur sempre duemila chilometri. Sono così forzuto da imporre uno stress incredibile su quel povero cavalletto (Made in Italy, vorrei fare notare)?

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Misteri elettrici

Martedì pomeriggio sono uscito dall’ufficio che pioveva. Il problema è che non dovevo andare a casa: ho così lasciato la bicicletta sotto la pioggia per due ore e mezzo. Quando ho terminato l’incontro erano le 21 e pioveva ancora più forte di prima. Vabbè, mi dico, tanto a casa mi faccio una bella doccia calda. Ovviamente non provo nemmeno a far partire la dinamo, che con le gomme bagnate slitta solo. Accendo i led dietro, e poi cerco di accendere il famoso faretto ad energia solare davanti. Niente da fare. Il cursore si sposta, ma non succede nulla. Lascio perdere, tanto ho comunque indosso il giubbotto ad alta visibilità e non vado in giro contromano, torno a casa e metto in carica delle pile non alcaline, per sostituirle.
Ieri mattina prendo la bici, e per scrupolo provo ad accendere il faretto. Funziona perfettamente. La bicicletta è rimasta per tutta la notte in un box al buio, quindi le pile non possono certo essersi ricaricate: il cursore di accensione sta nella parte inferiore del faretto, e quindi non dovrebbe essersi infiltrata dell’acqua… per tacere del fatto che stamattina ho lasciato guanti e sciarpa a casa perché erano ancora umidi, quindi non penso proprio si sia asciugato nulla. Secondo voi, è uno degli spiriti di Halloween che si è impossessato del faretto, o è semplicemente questione di sfiga?

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devo smetterla

A ottobre ho superato di botto le cento notiziole scritte nel mese; 105, anzi 108 perché questa e le due successive sono state preparate ieri… e ho evitato di scriverne un’altra che ho in testa. Come chi mi legge sa e chi mi conosce di persona sa ancora meglio, non è che questa sia stata chissà quale fatica. In genere le idee e una struttura di massima mi vengono in testa mentre sono in giro, poi lascio aperto un tab e aggiungo una frase per volta quando ho bisogno di rilassare un attimo il cervello; tanto per dire, qui ho iniziato alle 17:45 e ho ripreso alle 20:50. Diciamo che in questo mese si contano sulle dita di una mano le notiziole su cui ci ho lavorato davvero su.
Ma detto questo, resta il fatto che sto scrivendo troppo, e questo significa che sto cercando di evitare qualcosa. Quindi sarà meglio che rallenti un po’ il ritmo: mi spiace per i miei ventitré lettori che si erano abituati troppo bene, ma temo che dovranno cercare qualche altro sistema per allietare le loro giornate.

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Security Telecom: il dopo Tavaroli

Non so se ricordate quanto scrissi un paio di settimane fa sui blocchi al nostro firewall aziendale. La situazione si è leggermente aggiornata, nel senso che YouTube è improvvisamente tornato a funzionare, mentre FeedBurner è sempre tristemente bloccato.
Dato che io sono una persona che ama la trasparenza, avevo scritto al gruppo di ITProvisioning che gestisce il firewall chiedendo lumi. La risposta è stata “Abbiamo applicato una direttiva di sicurezza”, e l’indirizzo di Quelli Che Fanno Le Direttive Di Sicurezza. Ho scritto loro: niente. Dopo che è riapparso YouTube ho riscritto loro: niente. È chiaro che la sicurezza deve ormai essere così sicura da arrivare ai livelli della NSA americana, il cui nome come ben saprete sta per “No Such Agency” :-) Resta il fatto che non posso sapere perché un sito che non faceva nulla di male né mangiava chissà quale tempo e banda sia stato cassato.
A proposito di sicurezza, sono finalmente venuti a “riparare” il dominio con cui mi connetto in rete. Ho così avuto la gioia di scoprire che – sempre per “ragioni di sicurezza”, immagino – i miei diritti di amministratore non mi permettono ad esempio di inserire uno sfondo sul desktop, né di spostare la barra dei programmi. Per fortuna che, a differenza di quanto mi capiti col portatile, la configurazione mi è rimasta congelata come piace a me, cioè con una riga di icone quicklaunch e una riga con i tab per le varie finestre. Certo che più che amministratore mi sento curatore fallimentare di questo pc.

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Ufficio oggetti smarriti

Vediamo se Internet è davvero così ubiqua. Ieri (29 ottobre) sul treno da Milano a Torino ho trovato un ciondolo di madreperla a forma di conchiglia. Credo l’abbia perso la ragazza che era seduta davanti a me, ed è scesa a Vercelli. Se mai le capiterà di leggere questa mia notiziola, può contattarmi, facendosi riconoscere (no, non abbiamo scambiato nessuna parola, ma l’ho osservata abbastanza :-) )
Aggiornamento: (18 dicembre) diciamo che non è così ubiqua :-)

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