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oggi non è giornata

Stamattina arrivo in ufficio, mi tolgo il giaccone e mi accorgo di avere lasciato il mio marsupio (noto anche come “extension”, vista tutta la roba che ci metto dentro…) a casa. Beh, mi dico, l’unica cosa che forse potrebbe essere utile è il telefonino… ma magari posso farne a meno.
Dopo un’oretta, faccio per prendere della roba dalla mia borsa, e mi accorgo che non è sulla cassettiera come al solito. Ci penso un attimo su, guardo fuori dalla finestra verso la mia bicicletta parcheggiata in cortile, ed effettivamente la borsa è ancora attaccata al portapacchi.
Spero sia solo stanchezza/stress sottonatalizio.

Ultimo aggiornamento: 2007-12-20 10:39

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Freddo 2007

In questo momento l’iconcina “weather at Milan Linate airport” del mio Klipfolio segna -5. Posso assicurare che tre quarti d’ora fa, mentre pedalavo per arrivare in ufficio, sentivo freddo. Nulla di straordinario, ma credo che anche in città fossimo sotto lo zero: cosa che non capitava da tre o quattro anni.
La fregatura è che mi sa che così gli inquinanti appestino ancora di più l’aria, almeno ieri sera era davvero irrespirabile; il vantaggio è che col freddo ci si mantiene più giovani :-)
Come commento finale, ecco la vignetta di due settimane fa (che però è apparsa oggi sul sito, per i soliti problemi di syndication) di Mutts :-)

Ultimo aggiornamento: 2007-12-18 09:36

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help: Disney Magico Artista 2

è un vecchissimo software (credo 2001) che dovrei regalare a mio nipote. Il “vecchio” è necessario, perché il nipote in questione erediterà un vecchio notebook con su win98 perché di più non regge. Tra l’altro il PC ha un sistema antifalsi assolutamente eccezionale: sembra che il CD originale lo legga, ma una copia no, almeno così dice mio fratello.
Domanda: qualcuno sa dove recuperarlo? nei negozi online lo segnano ancora a catalogo, ma non ci sono copie disponibili :-(

Ultimo aggiornamento: 2007-12-17 12:35

IA e informatica, io-2007, old

Assistenza al cliente

Ieri pomeriggio verso le 18 finisco di rivedere una parte della traduzione (questa volta non mia) di un capitolo, invio il mail – senza allegato perché sono lesso – al team e me ne esco. Rientro dopo un’ora e Anna mi fa “guarda che non funziona la connessione di rete”. Contemporaneamente mi arriva un SMS di Loris (il mio provider) che mi dice “prova a spegnere e riaccendere il router, perché non riesce ad autenticarsi”. Eseguo la solita operazione informatica, ma nulla da fare. Comincio a guardare la configurazione del router, ma non vedo nulla di strano, e comunico la cosa per telefono a Loris. Lascio tutto fermo, e dopo un po’ mi arriva un altro messaggio: “prova a cambiare server e usare blu invece che bianco”. In effetti, dopo averci pensato un po’ su per ricordarmi dove diavolo è cablato il nome del server, è funzionato tutto a meraviglia.
Cosa è successo? non si sa, però i due server autenticano in maniera diversa e si vede che il mio router ha le paturnie. Nulla di male. Però immagino capiate perché preferisco pagare un po’ di più per una connessione ADSL che è solo da 2 mega: volete mettere avere qualcuno che alla sera di un giorno festivo (ieri era sant’Ambrogio…) ti rimette in sesto le cose? Quanto vale tutto ciò?

Ultimo aggiornamento: 2025-12-29 18:50

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Batteria kaputt

Ieri sera Anna ed io siamo andati a cena a casa di Loris. Siamo arrivati a casa sua, lasciando la macchina dove c’era spazio (quindi in divieto di sosta su una via chiusa: sulle strisce gialle di posti ce n’erano a bizzeffe, ma i pochi posti sulle blu erano tutti occupati) e cenato amabilmente. Usciti di casa, entro in macchina, giro la chiave e si spegne tutto. Non è che il motorino d’avviamento girasse a vuoto: non girava e basta. Il quadro elettronico ha iniziato a dare i numeri, pensando probabilmente di essere un succedaneo di un albero di Natale. Vabbè, penso, chiamo Loris e vedo se ha i cavi. Peccato che lui e Michi stessero riportando a casa Roberto, e lui avesse lasciato a casa il cellulare. Comincio a pensarci un po’ su, e mi viene in mente che il cellulare di Roberto ce l’avrei anche… in qualche email. Lancio la connessione gprs a gmail, recupero il numero, lo chiamo, ma oramai lui era già stato lasciato a casa: fortunatamente però Loris stava arrivando, e nonostante le sue gufate su come fosse successo la stessa cosa con la macchina della Michi e non ci fosse stato verso di farla partire la nostra 147 si è messa immediatamente in moto appena sono stati messi i cavi.
Anna è convinta che qualcuno avesse tentato di rubare l’auto e l’antifurto si fosse scaricato; secondo me è molto più probabile che le batterie al giorno d’oggi siano un sistema binario, e si sia scaricata di colpo, o per meglio dire non abbia più il voltaggio necessario per fare partire il motore. In effetti, dopo avere parcheggiato sotto casa – non siamo scesi nel box per evidenti ragioni – Anna ha provato a riaccenderla immediatamente e il risultato è stato esattamente quello di prima: buio totale. Quattro anni e mezzo mi sembrano una durata possibile per una batteria, così ad occhio: devo poi aggiungere che erano due o tre mesi che mi accorgevo che quando partivo i fari davanti erano leggermente tremolanti, almeno per i miei occhi – Anna diceva di non vedere nulla di strano, ma per questo tipo di cose un mezzo cecato come me è più adatto – e mi sa che fossero i primi sintomi dello schianto finale. Diciamo che c’è andata ancora bene.

Ultimo aggiornamento: 2007-12-03 10:14

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Sembrava troppo bello

Ricordate il trasloco di Accenture dal palazzo dove c’è il nostro ufficio, con conseguente (?) liberazione di un bel posto per bloccare la bicicletta? Bene, venerdì sera la guardia mi ha intimato che a partire da oggi avrei dovuto lasciare la bicicletta sopra, quindi non coperta e in un posto che secondo me è l’ideale per un ladro che passi da quelle parti. Sì, è vero che finalmente hanno riparato il cancello che quindi resta generalmente chiuso, ma mi sa che la cosa non durerà a lungo. Secondo voi, è possibile denunciare il datore di lavoro se vi rubano la bicicletta (lucchettata, claro) in orario di lavoro?
p.s.: la rabbia maggiore è che le moto continuano a parcheggiare nel cortile interno.

Ultimo aggiornamento: 2007-12-03 09:40

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Rimozione forzata

Nella sede Telecom dove lavoro dalla scorsa primavera, c’è un cortile dove si possono lasciare bici e moto – le prime moto al coperto, le altre no perché non c’è spazio: le bici sono più maneggevoli e si riescono comunque a piazzare. Ci sono anche un paio di archetti, di quelli che servono per impedire alle auto di parcheggiare ma sono comodissimi per legare la bici: peccato che da marzo scorso ci fosse legato un vecchissimo catorcio con le ruotine stile Graziella e della quale nessuno ha mai visto il proprietario. Mi è capitato di arrivare in ufficio alle 7 del mattino di un lunedì ed era là, immobile monumento. Avrei anche pensato a cercare un tronchesino e tagliare la catena che la teneva legata, ma non sono così bravo come ladro.
Bene, stamattina sono arrivato e la bici era sparita! È vero che quelli di Accenture, che stavano ancora nella palazzina con noi, se ne stanno andando; ma è anche vero che loro avevano una rastrelliera da tutt’altra parte, rastrelliera che tra l’altro era a noi vietatissima. Ma perché scervellarsi? L’importante è godere del posto in più!

Ultimo aggiornamento: 2007-11-29 09:58

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Una gita a… Torino

Devo sfruttare tutti i modi possibili per tornare nella mia natia città. Così ieri ce ne siamo andati al PalaIsozaki dove si teneva l’edizione torinese 2007 di Golosaria. Fino a sabato, visto il tempo, la gita sembrava in forse: ma qualcuno lassù in alto mi vuole bene, e anche se a Milano, quando a mezzogiorno siamo partiti, il cielo era ancora coperto, a Torino ci siamo trovati una bellissima giornata. Rispetto all’anno scorso, quando gli stand erano a Stupinigi, gli spazi erano molto più ampi, anche se mancava chiaramente la bellezza del luogo. Anna si è molto lamentata per l’assenza del banchetto dove si poteva – pagando il giusto – comprarsi le ostriche da mangiare al volo, ma credo se ne sia comunque fatta una ragione, visto che alla fine avremo speso sì e no cento euro di prodotti vari.
Dopo questo simpatico modo per aiutare l’economia italiana, ci siamo diretti verso il Lingotto, dove siamo stati raggiunti da Maria e Yagoub, per vedere la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli: insomma, qualche quadro – no, ci sono anche due statue di Canova – di quelli che Giuanin Lamiera teneva a casa sua. Sono venti quadri o giù di lì, ma sicuramente meritano. Certo che però va bene che ti dicano che l’ingresso è a partire dalla galleria di negozi 8 Gallery, ma magari un paio di indicazioni in più per capire che devi salire al primo piano e poi lanciarti oltre il cinema non sarebbero state così male. C’era anche una mostra temporanea, di titolo Why Africa? e dedicata alla “Pigozzi collection”, creata da Jean Pigozzi, che si è fatto i soldi con il venture capital e si è dedicato all’arte africana contemporanea. Ah, naturalmente era sottolineato che è di origine torinese… ma per noi sabaudi non c’è nulla di strano ad aggiungere queste note. Non sono riuscito a farmi fotografare vicino alla Bicicletta rurale, visto che come si sa in Italia i musei hanno paura non si sa bene di cosa.
Il bonus non scritto nello spendere i sette euro del biglietto è che si ha la possibilità di uscire sulla pista sopraelevata del Lingotto. Ieri, con il cielo terso dopo la pioggia dei giorni scorsi, era davvero uno spettacolo: c’era un tramonto con dei colori incredibili, e poi garantisco che la curva parabolica è davvero inclinata… se uno è in macchina e non pesta sull’acceleratore si ribalta immediatamente.
Per terminare il pomeriggio e spendere ancora un po’ di soldi – per uno sconto del 5% Anna si è comprata sei bottiglie di vino – siamo finiti ad Eataly, quella che non piace a vb. Io però vorrei plaudire a come hanno rimesso in sesto il vecchio stabilimento della Carpano, un recupero industriale davvero ben riuscito.

Ultimo aggiornamento: 2007-11-26 11:29

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