Terra e spazio vol. 4 (rivista)
Ultimo volume della raccolta dei racconti di Clarke, qui (Arthur C. Clarke, Terra e spazio vol. 4, Urania Collezione 200, pag. 373, € 6,90, trad. vari) partiamo dal 1960 in poi, stranamente non in ordine cronologico. La vena scientifica appare al massimo: pensate a Vento solare, con le navi spinte dalle vele che catturano la pressione del sole, o La creatura degli abissi, dove si propone di generare elettricità dalla differenza di temperatura tra l’acqua marina superficiale e quella dei fondali (beh, in effetti questa idea non è ancora stata proposta in pratica). Oramai la Luna conta poco, e si può andare su Marte o addirittura su Giove (“Incontro con Medusa”), se non addirittura verso le stelle (“Il continuum del filo”, non mi aspettavo un racconto così bello scritto da Clarke nel 1997). Certo che se in quarta di copertina si parla del racconto “Gli anelli di Saturano” uno può chiedersi quale possa essere la cura nella progettazione; a parte le traduzioni di Abramo Luraschi dove ogni tanto la grammatica salta, come fa Enzo Verrengia a tradurre “for each pound of payload” (presumo) con “per mezzo chilo di carico utile”? Lui compra le cose a mezzi chili?


Venerdì scorso il Corsera ha pubblicato 
Premessa: io amo dire di avere studiato armonia sulle canzoni dei Beatles. In realtà una quarantina abbondante di anni fa avevo letto una buona metà del Rimsky-Korsakov, senza capirci davvero molto. Insomma si può dire che sono un falso principiante. Il mio problema con questo libro (Massimo Colombo,