sputi e ipocrisie
Nemmeno Giulia Bongiorno, che pure è riuscita a fare assolvere Andreotti, ha potuto nulla contro la giustizia finale: quella UEFA. Er Pupone, all’anagrafe Francesco Totti, è stato squalificato per tre giornate. Motivo: una televisione danese ha mostrato un filmato dove si vede il baldo alfiere della nazionale azzurra di calcio sputare addosso al suo marcatore. Fine della notizia.
Io proseguo, segnalando i commenti ipocriti che ho beccato qua e là.
Cominciamo proprio da Totti. Sua propria frase: “Non mi riconosco in quello che vedo in questo video”. Ebbene sì, possiamo finalmente svelare il segreto: lunedì c’era una controfigura a giocare al suo posto. Altra sua precisazione: Totti “non ha autorizzato le riprese e non sapeva che esistessero”. Qui si dimostra la sua Vera Italianità: se sai che non sei pescato, puoi fare di tutto.
Non che gli avvocati siano meglio: “C’è stato un accanimento mediatico sul giocatore. Per tutta la partita una telecamera è stata puntata su Totti ed è normale che in novanta minuti di gioco possa succedere qualcosa”. Insomma, volete che in novanta minuti a uno non venga in mente di sputare addosso a qualcuno che ti sta sempre alle costole? E poi, come potevamo pensare che un divo possa essere oggetto di attenzioni video per un’intera partita? E quindi la Bongiorno afferma che “per il futuro bisogna stare attenti a queste prove trappola. In 90 minuti chiunque può essere sorpreso in un gesto illecito”. Corsivo mio.
Guardate: io posso immaginare che Poulsen non sia esattamente stato una mammola durante la partita. Credo anche che Totti di spintoni e simili se ne sia pigliati, e avrei capito una sua reazione fisica contro il suo marcatore. Ma uno sputo, no. Se uno, per quanto stressato possa essere, sputa addosso a un altro io mi faccio un’idea ben precisa di che tipo di persona sia. Sono queste le cose che importano, altro che l’italiano approssimativo. Per i pubblicitari che lamentano un danno di 35 milioni: se lo sono scelti loro come testimonial.
Visto che sono qua a pontificare, ce n’è anche per Zucconi, che nella sua rubrica scrive che “un giocatore di calcio è pagato soltanto per giocare al calcio e non per essere un esempio di vita e di pensiero per i fanciulli”. Certo che non è pagato per quello. Perché sono cose che si dovrebbero avere dentro. Non si monetizza l’educazione.
PS: Il Codacons ha deciso di citare in giudizio Francesco Totti per i danni che il calciatore, con il suo comportamento scorretto, ha provocato all’immagine dell’Italia all’estero. Qualcuno potrebbe citare a giudizio direttamente il Codacons?
