Perché Claude Fable 5 è stato bloccato?

Last Updated on: 2026-06-21

Sono passati dieci giorni dal blocco di Claude Fable 5 per chi non si trova negli USA oppure non è cittadino americano, e tutto tace, almeno a livello ufficiale. Poi ci sono ovviamente tutte le voci di chi lavora nel campo: Gary Marcus dice che l’aveva previsto già due anni e mezzo fa, e che nessuno è ancora stato in grado di definire dei “guardrail”, dei limiti insomma, che funzionino davvero; i blocchi aggiunti a Mythos prima di lanciare Fable sono stati infatti aggirati, secondo un documento di Amazon. Ma soprattutto fa il complottista, ricordando che il presidente di OpenAI, Greg Brockman, è un grande finanziatore di Trump, e il fratello di Jared Kushner è un grande investitore in OpenAI, così come Amazon che ha dato il la alla procedura. Non sappiamo quali siano questi blocchi, ma immagino che ci siano davvero riusciti, anche perché il governo USA avrà provato a replicare l’attacco. Sullo Scientific American (qui la versione italiana su Le Scienze) si nota che pare che il problema sia legato alle falle di sicurezza che i grandi player come Mozilla o Cloudflare hanno trovato usando le  versioni di preview di Mythos, e quindi ci si trova in una situazione simile a quella degli anni ’90 con la crittografia… con due differenze: non è possibile stampare una maglietta con l’equivalente del codice RSA, e non è detto che fuori dagli USA non si riesca a ottenere gli stessi risultati. Alberto Romero sostiene che in realtà ad Anthropic va bene così, perché possono evitare di diventare anche pubblicamente il sistema più performante e soprattutto perché non avrebbero comunque avuto sufficiente capacità computazionale. Infine SE Gyges crede che Anthropic se la sia cercata, con tutti gli alti lai di Amodei sul proteggerci dalle IA… almeno finché erano le altre.

Che posso aggiungere io? Non molto, a dire il vero. È possibile che in realtà la vera parte di Mythos/Fable che preoccupa così tanto il governo USA sia appunto quella sulle vulnerabilità del codice, anche perché ho dei dubbi che la parte per così dire conversazionale sia così migliorata rispetto al passato. È però certo che non ci sono modi sicuri per evitare risultati di questo tipo, e quindi sarà solo questione di mesi, non di anni. Ho provato a chiedere a Claude di tirare fuori le stime al riguardo, e mi ha risposto «Lo Stanford AI Index 2026 parla di un gap sceso a circa 2,7 punti percentuali a marzo 2026 (da 17,5-31,6 punti nel 2023), e Demis Hassabis (DeepMind) a gennaio ha detto che i modelli cinesi di punta sono ormai “a pochi mesi” da quelli occidentali. Epoch AI è più conservativo (gap medio di 7 mesi, nessun modello cinese ha ancora superato il livello di o3 di OpenAI), e il CFR ha pubblicato un pezzo che ridimensiona l’allarme dopo DeepSeek V4, sostenendo che non è competitivo con la frontiera USA. » Inoltre un modello cinese «(GLM-5.1, 754 miliardi di parametri) è stato addestrato interamente su silicio Huawei Ascend — cioè aggirando anche i controlli sull’export dei chip NVIDIA, che sono un vincolo molto più “fisico” e difficile da eludere di un blocco su un login a una chat. » Siamo insomma davanti a un disperato tentativo di chiudere la stalla quando ci sono buoi, o almeno vitelli, ovunque? Aspettiamo qualche mese e vediamo.

 

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