Sicurezza aeroportuale 2
Ieri sera al controllo sicurezza di Fiumicino sono incappato in un poliziotto che ha fatto togliere a tutti la cintura, per fare in modo che il metal detector non suonasse. Posso garantire che io non avevo nulla in tasca, il mio orologio ha il cinturino in plastica: eppure il cicalino era lo stesso suonato. Secondo il poliziotto, non è colpa sua se i tecnici tarano il metal detector così basso – in effetti a Milano ero vestito allo stesso modo e non era successo nulla; che gli ordini sono questi e che se alle altre file facevano passare, sbagliavano loro. Non ho pensato di chiedergli cosa sarebbe successo se per caso avessi avuto indosso un coltello in ceramica, ma forse ho fatto bene così: avevo sì parecchio anticipo, ma certe cose possono andare avanti per le lunghe. Mi resta solo un dubbio: se la stessa procedura sarà stata applicata alla signora Turco Livia che l’altoparlante ha invitato con urgenza ai varchi di sicurezza del Terminal A.
(ah, non c’entra nulla: essendo arrivato presto, ho preso il volo delle 18:20. Quando sono arrivato all’uscita, era indicato come ritardato alle 18:35. Bene, siamo partiti alle 18:30 senza nemmeno aspettare per lo slot, e alle 19:15 eravamo attaccati alla proboscide di Linate. Ero così in anticipo che me ne sono tornato a casa con la 73, corso Vittorio a piedi e poi la metro gialla)
