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rec-2004

_Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte_

Dopo avere letto il libro (Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, 247 pagine, Einaudi Supercoralli, 16 €, ISBN 8806166484) sono andato a dare un’occhiata ai commenti in giro per la rete, e ho visto una polarizzazione abbastanza netta. Leggendo le stroncature, ho notato che si incentravano su alcuni punti: fregatura della pubblicità che presentava il libro come il nuovo Holden, storia – il giallo indicato dal titolo – inconsistente, troppa matematica.
Che posso dire? A me sembra stupido comprare un libro solo perché ne fanno tanta pubblicità. La trama della storia è indubbiamente sconnessa: tanto per dire, l’assassino del cane ammette il misfatto mentre si sta parlando di tutt’altro. Il fatto è che il libro non vuole parlare di questo, ma del ragazzino autistico. E vuole far capire che essere autistici non significa essere degli idioti, anche se a prima vista si può dare quell’impressione. Banalmente, la mente è focalizzata su un insieme di cose diverse da quelle che si ritengono “normali” e che servono per vivere in mezzo alle altre persone. Lo stile cerca di rendere questo modo di pensare: non credo che sia quello che ha in realtà, ma sicuramente dovrebbe costringere il lettore, a meno che non abbia comprato il libro perché voleva un giallo, a pensare in maniera un po’ diversa.
La matematica? C’è gente che alla sola parola scappa a gambe levate. Spero però che qualcuno, leggendo il libro, scopra che non è poi così difficile come credeva… a meno che non decida che bisogna essere matti per capirla. Ah, in certe cose comprendo bene Christopher :-).

rec-2004

<em>MadamX</em>

Come dovrebbe esserti noto, le mie recensioni sono di ogni tipo. Stavolta si tratta di un gioco da tavolo, di ideazione italiana e prodotto dalla Nuova Faro. La presentazione ufficiale italiana è stata il 22 giugno; io sono stato a quella “di riserva” che si è tenuta alla Città del Gioco venerdì 25.
MadamX a prima vista sembra non essere nient’altro che la buona vecchia dama. Scacchiera otto per otto con trentadue caselle nere, dodici pedine per parte. Le pedine non possono muoversi all’indietro, però se arrivano all’ultima fila di caselle diventano MadamX e acquistano anche quel movimento, oltre a non essere mangiabile dalle pedine. La presa è obbligata, per quanto la mossa possa non essere quella preferita.
C’è però un piccolo particolare. Quando hai fatto la tua mossa, muovi anche la casella. Sì: le caselle nere non sono fisse, e si possono mettere in una qualsiasi posizione libera, aprendo nuovi percorsi, anche orizzontali e verticali. La casella che viene spostata è quella dove stava originariamente la pedina, mentre nel caso di presa è quella dove si trovava la pedina mangiata. Sembra incredibile, ma la strategia di gioco cambia completamente. Ho giocato – e perso – due partite: nella prima mi sono davvero sentito sperso come una mosca nella tela del ragno, mentre l’altra è andata leggermente meglio ma è terminata anch’essa con una mia ignominiosa sconfitta per mancanza di mosse possibili.
Non oso poi pensare alla variante a quattro: due squadre, in ciascuna delle quali uno muove i pezzi e l’altro le caselle, ovviamente senza parlarsi. Mi pare un sistema foriero di litigi furiosi peggio dello scopone scientifico.
Ulteriori informazioni sul gioco si possono trovare sul sito relativo.

admin

Lavori in corso

Sto cercando di passare da Movable Type a WordPress, mantenendo tutti i link ai commenti. Per il momento il clic “commenta” non funziona, perché è sfasato. Però se al posto di “notiziole” scrivete “MT-2.63-full-lib” andrà tutto bene. Fidatevi.

2001-06

Votate, votate, votate

Stamattina, andando a votare. Sulle scale per entrare ai seggi c’è una vecchietta che cammina a fatica, accompagnata da due persone. Mentre passiamo, sentiamo uno dirle: “sulla scheda, in alto a sinistra, c’è scritto Ombretta Colli…”

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Dai giornali di oggi

Mi limito a Metro, che oggi mi sembra particolarmente in forma, pur non riportando esplicitamente la logica cerchiobottistica del ministro Lunardi che dice “non sposto la data di obbligo del patentino per i ciclomotori, quindi chi non l’ha fatto deve lasciare il motorino a casa; però invito i tutori dell’ordine a non accanirsi”.
Però volete mettere? “Dalla natura arriva il caffè decaffeinato”, visto che si sono trovate alcune piante di caffè che non avevano caffeina. La Hag sta già bruciando le piantagioni sospette. Ma la natura non è più quella di una volta: non basta più una mela al giorno, ce ne vogliono almeno due.
Il meglio però è quando veniamo resi edotti che Hugh Grant “non sarebbe estraneo all’ondata di divorzi che recentemente ha colpito amiche sposate dell’attore”. Mica male, no? Altro che il caffè autodecaffeinato. Qui abbiamo un ormone rompilegami, e nessuno che si metta a studiarlo! Si vede che i ricercatori sono tutti uomini eterosessuali, o al più neutri.

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Il giorno dopo

È andata tutto bene. Non c’era moltissimo pubblico, diciamo 150 persone al massimo: peggio per chi non è voluto venire a vederlo, e un plauso particolare ad Antonella arrivata fin da Torino per fare il tifo per noi colleghi improvvisatori milanesi che per una volta provavamo a cimentarci col copione. Naturalmente c’era Anna, con i suoi genitori e un paio di nostri amici pronti a sostenere.
Non so quanto sia stato serio che l’unica prova “filata” – e con la scenografia – sia stata fatta ieri pomeriggio dalle 17:30 alle 19:30, senza avere nemmeno avuto la possibilità di riprovare le cose andate male, ma tenendocele solo a mente. Più normale che abbiamo dovuto montarci e smontarci tutto, il famoso teatro faidate.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata l’atmosfera, più complice che nei match di improvvisazione, forse perché qui siamo tutti nella stessa barca. Per quanto riguarda me, la mia parte è stata sicuramente catartica. Prima che toccasse a me ero tranquillo, dopo ci ho messo una decina di minuti per calmarmi un po’.
Però sono contento. Mi sono piaciuto. E anche questo è Bello.
ps: qualche foto del backstage.

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