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povera_matematica

risparmi del 1000%

È il titolo virgolettato di un articolo sulla Stampa di oggi (non metto il link, tanto tra un mese sarebbe inutile…): per la precisione, La burocrazia va on line: «Risparmi del 1000%».
Ora, chiunque può prendere una calcolatrice che abbia il tastino “percento” – persino quella di Windows va bene! e provare a digitare “100 – 1000 % =”. Il risultato è ovviamente meno 900, il che significa che il risparmio sarebbe così favoloso che vengono restituiti dei soldi. Purtroppo non è così: è vero che secondo le stime del ministero il costo totale di una lettera in formato cartaceo da un’amministrazione pubblica a un’altra è maggiore del 1000% (20 euro contro i 2 euro dell’equivalente elettronico), ma non si può semplicemente girare le operazioni e dire che il risparmio è del 1000%, quando in realtà è del 90%.
Ora, chi è che è riuscito a fare un capolavoro del genere? Ho provato a dare un’occhiata al comunicato stampa del ministero, dove non c’è scritto nulla del genere. Potrebbe essere stato l’anonimo titolista della Stampa? Beh, a dire il vero la prima riga dell’articolo – per i posteri, a firma di Giacomo Galeazzi – recita P.a.: dalle lettere alle e-mail con un risparmio del 1000%.. Nessun virgolettato: decidete voi.

serio

Nicola Calipari

Potevo aggiungere queste frasi nella mia notiziola precedente, ma non sarebbe stato giusto nei suoi confronti.
Penso che la grandezza di Calipari risiedesse proprio nel fatto che nessuno lo conosceva. Sembra lapalissiano, che un agente segreto sia appunto segreto: eppure si sente sempre parlare di mediatori, vicemediatori, assistenti mediatori che sembrano più interessati a farsi conoscere che a fare il loro lavoro. E ora una persona che – purtroppo solo dopo la sua morte – ci ha fatto vedere che anche nei nostri servizi c’è gente di cui possiamo fidarci non c’è più.
Mi chiedo solo come si possa credere che uno che era da anni laggiù in condizioni così pericolose si fosse dimenticato di avvisare gli americani che stava per arrivare all’aeroport.

y2005_pipponi

Povero Silvio

Era riuscito a fare tutto bene, questa volta. Non si era messo a parlare a vanvera come suo solito promettendo cose senza nemmeno sapere cosa fossero, aveva stoppato sul nascere i soliti mediatori e persino Scelli, aveva trovato i soldi da pagare – ed era anche pronto a farlo trapelare in maniera sottile per quanto gli fosse possibile: “visto che non voglio male nemmeno a quella comunista della Sgrena?” Sì, eravamo qualche settimana in anticipo rispetto alle elezioni regionali, ma con un’accurata campagna elettorale quei sette-otto punti guadagnati nei sondaggi sarebbero in buona parte rimasti.
E Giorgino Bush – per procurata persona, ma che conta? – non gli va ad ammazzare uno dei nostri rovinandogli tutto?

y2005_io

Nevica

Questa settimana avevo pensato di riuscire ad arrivare quattro giorni in ufficio in bicicletta, visto che tanto Anna non è a Milano e quindi non si sarebbe potuta lamentare della mia stanchezza al rientro. Bene, oggi è il secondo giorno su quattro in cui è nevicato. Solo che lunedì c’è giusto stata una spruzzata, non valeva nemmeno la pena di parlarne: oggi invece…
Mi alzo e vedo che sta nevicando. Cerco di fare colazione e mettere a posto in fretta, e riesco a ricevere la telefonata di Regina che dice che non sarebbe venuta a stirare; di Anna che mi becca nel momento in cui sto pulendo la cassetta delle gatte, e riesce a farmi pinzare un dito in mezzo mentre cerco di chiuderla con una sola mano – e a farmi sanguinare il dito, non so assolutamente come sia riuscito; di Adolfo che avevo preallertato ieri per un passaggio se fosse nevicato. Tutte le chiamate sono arrivate due alla volta, per complicare ancora la vita.
Il viaggio casa-ufficio è durato un’ora e mezzo, con visioni turpi soprattutto usciti da Milano, a parte il ciclista davvero stoico che abbiamo incrociato sul Naviglio. Il guaio è che sta continuando a nevicare, siamo sui quindici centimetri e ho qualche preoccupazione su come torneremo a casa…

y2005_io

Nuovo cappellino lavorativo

Sono arrivato nel mio angolino di open space rozzanese il 15 luglio 2001. Oggi, senza essermi mai mosso, ho cambiato per la terza volta società. Dopo Saritel, IT Telecom (dal 1. gennaio 2003) e TIM (dal 1. aprile 2004), il 1. marzo il mio contratto, come quello di tutti gli altri miei colleghi, è stato ceduto alla neonata TIM Italia SpA – anzi “Società per Azioni con unico Azionista” come indicato nella comunicazione consegnataci. Per gli amici, insomma, SpAcuA. La cosa che mi preoccupa di più è l’accelerazione di questi cambiamenti… speriamo di non arrivare all’equivalente logico dell’inflazione della Germania di Weimar, e non sapere al mattino di che azienda faremo parte la sera.
Rimangono ancora alcuni punti oscuri: per cosa sta la I all’interno di TIM in TIM Italia; se qualcuno riesce a comprendere che forse darci l’accesso alla intranet potrebbe essere utile; se ci sposteranno mai da qua.

sfrucugliate

La storia sui brevetti software

Qualche notizia in più sul tentativo di far passare la procedura sui brevetti software all’Unione Europea. Queste informazioni me le ha passate uno dei miei corrispondenti bruxellesi – conosco tanta gente :-)
La procedura istituzionale, molto semplificata, è la seguente:
– La Commissione, che ha il “potere di iniziativa”, produce una proposta di direttiva, che sottopone al Consiglio e al Parlamento;
– il Parlamento Europeo, dopo averla studiata nelle commissioni parlamentari, vota gli emendamenti alla proposta (delle commissioni parlamentari e dei singoli europarlamentari);
– il Consiglio (o meglio il COREPER, i rappresentanti permanenti), prepara una posizione di compromesso fra Consiglio e Commissione; posizione che, una volta che viene raggiunto un accordo politico, deve essere ratificata dal Consiglio;
– la posizione di compromesso torna al Parlamento Europeo in seconda lettura: per cambiarla, gli emendamenti devono avere la maggioranza degli aventi diritto al voto (e non dei presenti come in prima lettura).
Il problema è che nel caso di questa direttiva, il Parlamento Europeo, su pressione degli elettori, associazioni PMI, FFII, e altri, ha presentato una serie di emendamenti che hanno parzialmente limitato la brevettabilità, invece di armonizzarsi con le pratiche in vigore negli USA, come era l’obiettivo della Commissione (DG-MARKT). Un simpatico aneddoto: la copia della proposta iniziale della Commissione, come si è visto guardando il file word, era stata fatta con una copia MSWord licenziata alla BSA…
Il Consiglio, nel maggio scorso ha preparato (guarda caso sotto la presidenza irlandese) una proposta di compromesso. Peccato che non fosse quello che ci si potrebbe aspettare da un compromesso, ma anzi cancellava gli emendamenti del
Parlamento. Insomma, se possibile, ancora più estremo rispetto alla proposta iniziale. Su questa proposta era stato strappato (è il caso di dirlo) un accordo politico, ma se ne era rimandata la ratifica.
Nel frattempo la maggioranza che sosteneva la ratifica era stata erosa, a causa della modifica dei pesi dei paesi dopo l’entrata in vigore del nuovo trattato e del cambio di posizione degli “swing states”. Il Consiglio ha tentato più volte di fare approvare la “sua” proposta, nonostante non ci fosse più una maggioranza, mettendola in agenda come item-A per il quale non occorre un voto esplicito. Si è riusciti più volte fortunosamente a farla togliere dall’agenda.
Il prossimo tentativo è la settimana prossima, al consiglio competitività del 7/3, dove pare che il Consiglio abbia avuto l’assicurazione che nessun paese si opporrà e il punto rimarrà in agenda.
Nel frattempo il Parlamento Europeo, sapendo che è praticamente impossibile riuscire a modificare il testo in seconda lettura, ha chiesto per la prima volta nella storia di applicare l’articolo 55 del regolamento, dove si chiede di fare ripartire la procedura legislativa dall’inizio, visto che sono cambiate le condizioni. Questa richiesta è stata fatta dalla commissione affari istituzionale quasi all’unanimità (19 sì, 1 no, 1 astenuto), e dai capigruppo dei gruppi politici all’unanimità. Purtroppo Commissione e Consiglio non hanno l’obbligo di accettare la richiesta del Parlamento Europeo (sostenuta anche da molti parlamenti nazionali), e la Commissione non ha alcuna intenzione di tornare indietro.
Se volete maggiori informazioni la procedura e gli eventi sono descritti in dettaglio nei seguenti siti:
PdCI
ffii (inglese, francese, tedesco, portoghese)
nosoftwarepatents

y2005_io

-2.5

Era la temperatura di stamattina sul balcone in casa mia (termometro contro il muro e vicino alla finestra, quindi credo che quella reale fosse ancora bassa).
Insomma, i giorni della merla sembrano essersi spostati avanti di una trentina di giorni.
Visto che le strade sono asciutte e Anna non può lamentarsi della mia stanchezza serale non essendo a Milano, ho comunque preso la bicicletta. Ero sufficientemente coperto da non accorgermi del freddo, ma ho notato che sono andato molto più lentamente del solito… i muscoli dovevano essere abbastanza rigidi.

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