_L’algoritmo e l’oracolo_ (libro)
Prendendo in mano questo libro (Alessandro Vespignani con Rosita Rijtano, L’algoritmo e l’oracolo, Il Saggiatore 2019, pag. 197, € 20, ISBN 9788842825821) una domanda sorge spontanea: che significa “con Rosita Rijtano”? Tra l’altro non è nemmeno indicata nei ringraziamenti, e il libro è narrato in prima persona da Vespignani. Se posso fare un’ipotesi, Vespignani è ormai più aduso all’inglese che all’italiano – immagino tra l’altro i trentini sobbalzati al leggere “Bruno Kessler Foundation” – e quindi Rijtano ha preso un testo che probabilmente era fermo da un paio d’anni e l’ha non dico tradotto ma reso molto più scorrevole.
Attenzione però: questo mio commento non è affatto negativo. Un libro è fatto per essere letto: se prendete questo libro vi interessa probabilmente il tema trattato, no? Parliamo dunque del testo: e parliamone bene. Vespignani usa poca matematica, molti aneddoti personali a partire da quelli sui calcoli per simulare la diffusione di Ebola e Zika (ma anche sulle previsioni del vincitore dell’equivalente americano di XFactor!) ma riesce a rendere molto bene l’idea di quali siano le linee di attacco degli algoritmi previsionali in questo ultimo decennio: non solo l’aumento incredibile della capacità computazionale che ha permesso di simulare anche singoli elementi, ma anche gli approcci a scenario multiplo che portano alle stime previsionali, e naturalmente la quantità di dati che possiamo usare oggi. Io perlomeno ho trovato spunti nuovi su cui pensare: insomma il libro è stata un’utile lettura, che consiglio caldamente.


Per molti, Roald Dahl è semplicemente l’autore di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o peggio ancora del film tratto da quel famoso libro. Sì, nel film gli altri ragazzini finiscono in situazioni un po’ preoccupanti, ma nulla di grave. Il guaio almeno per un pauroso come me è che in genere nei suoi racconti, qui riuniti in un unico volume, (Roald Dahl,
Indubbiamente a Mickaël Launay la matematica piace. Piace così tanto che non si capacita che chi matematico non è non riesca a capire quanta bellezza ci sia in essa, e così ha pensato di scrivere questo libro (Mickaël Launay,