parolescritte

Guardando i referral verso il mio sito web, ho scoperto l’esistenza di parolescritte.it, creato da Michele Giordano. La parte che mi piace di gran lunga di più del sito è naturalmente quella delle interrogazioni, dove gli amanti della linguistica computazionale possono scoprire tante belle cose. Per esempio, in Fantamatematica il 73,1% delle parole distinte che ho usato (nella pagina c’è un refuso e viene detto “ripetute”) fanno parte del Vocabolario minimo, mentre Primo Levi in L’ultimo Natale di guerra ha il 71,1%. Visto che non scrivo poi così difficile?

Scuola: anche quest’anno c’è il Bebras dell’informatica

Se tra i miei ventun lettori c’è qualcuno che insegna matematica, scienze o informatica (dalla quarta della scuola primaria fino alla fine della secondaria)? C’è qualcuno che conosce bene uno dei suddetti insegnanti? Se sì, è il vostro giorno fortunato!

Scherzi a parte, sono aperte le iscrizioni al Bebras, che è una gara a squadre non competitiva (ma con attestato di partecipazione, che serve sempre a fare gruppo…) dedicata all’informatica non tanto come programmazione quanto come capacità di comprendere e usare i suoi concetti di base come la codifica delle informazioni, la logica, il pensiero algoritmico, l’elaborazione dei dati. Il Bebras è un progetto internazionale; i curatori dell’edizione italiana (docenti di informatica…) scelgono di non forzare l’aspetto sulla competitività troppo spinta proprio perché pensano che sia più importante un’educazione di base al pensiero logico che la formazione di piccoli programmatori; i più bravi possono sempre continuare per conto loro, ma è bene che tutti sappiano almeno riconoscere le basi 🙂

Trovate qui il volantino ufficiale; potete trovare il regolamento completo nel sito Bebras italiano, dove sono anche presenti esercizi di allenamento. Ah: il tutto è gratuito. Buona informatica!

Ultracrepidari di tutto il mondo, stattevene alla casa!

Licia spiega sul suo blog il significato del termine ultracrepidarian, che stranamente non è presente sul Merriam-Webster come voce a sé ma solo in una rubrica. L’ultracrepidario è la persona che esprime opinioni su qualunque cosa, specialmente quelle che non conosce: è un conio moderno – ma appare per la prima volta nel lessico inglese quasi due secoli fa! – dal latino ultra crepidam, “più in là della scarpa”, come da aneddoto raccontato da Plinio il Vecchio sul calzolaio che corresse Apelle sulla forma di una scarpa che questi aveva dipinto, ma che fu fermato dal pittore quando fece un’osservazione sulla forma del ginocchio, con la lapidaria frase “non giudicare oltre la scarpa”.

Credo che userò spesso questa parola 🙂

Folle di scienza

Mi segnalano questo evento a Strambino, il 20 e 21 ottobre. Cito dalla pagina Facebook: «50 partecipanti. Due giorni intensivi di formazione, discussione, lavoro e buone mangiate, per provare a immaginarsi il futuro prossimo della comunicazione della scienza. […] La partecipazione è gratuita. L’organizzazione, inoltre, copre le spese relative ai pasti e ai trasferimenti in navetta dall’albergo principale alla sede dell’incontro.»

Strambino è tra Torino e Ivrea, un posto raggiungibile abbastanza facilmente dal nord-ovest (persino in treno, sempre che la Canavesana Chivasso-Aosta funzioni)… e poi la domenica c’è anche la festa del paese 🙂

Il posto delle biciclette (2)

Ho scoperto solo in questi giorni questo post di BikeItalia che spiega come posizionarsi ai semafori quando si è in bicicletta. Tutte regole di buon senso, che sono applicate automaticamente da chiunque giri seriamente in bicicletta per la città e sia ancora vivo e vegeto (d’accordo, se volete questa è un’applicazione della probabilità bayesiana, ma non partiamo per la tangente). Peccato che tutte queste regole siano contro il codice della strada. Sì, anche quelle in cui ci si mette in coda dietro l’ultima auto restando al centro della corsia: il codice prevede infatti che la bicicletta stia sempre il più a destra possibile.
Detto in altri termini: non prendetevela proprio sempre con le bici: certi loro posizionamenti sono fatti per puro spirito di sopravvivenza. (Poi ne ho visti tanti altri che nascono da volontà di morire giovani, intendiamoci)