_Di 28 ce n’è 1_ (ebook)

[copertina] È stata dura riuscire ad avere i Rudi Mathematici nel catalogo di Altramatematica, o #40kmate che dir si voglia. Non che loro non fossero interessati, ma chi li conosce sa bene come il loro concetto di tempistica non sia esattamente ottimale. Forse per contrappasso, il loro libro (in formato Kindle su Amazon o in epub su BookRepublic e altri store: prezzo 1,99€) parla proprio del calendario, o per meglio dire della storia del calendario.

Il problema – dal punto di vista della matematica – è che ci sono almeno tre unità di tempo “naturali”: giorno, mese e anno. Peccato che il rapporto tra le loro durate non sia un numero intero, e quindi da vari millenni tutti (no, diciamolo meglio: sacerdoti e/o politici) hanno cercato di trovare la quadra, ciascuno a modo suo. Così esistono calendari lunari, solari e lunisolari; si sono aggiunti e tolti giorni in modo più o meno “scientifico” (lo sapevate, per esempio, che nell’era moderna c’è stata una nazione che in un certo anno ha avuto il 30 febbraio? No, non vi dico quale, ma nell’ebook è spiegato). Paradossalmente, l’unica misura di tempo rimasta stoicamente intatta è stata la settimana, che invece è un’invenzione tipicamente umana: solo i soviet russi tentarono per un paio d’anni di eliminare questo residuo capitalistico, per poi dover soccombere alle abitudini di tutti.

Come sempre, i Rudi Mathematici scrivono in maniera molto piacevole e con una visione non certo ristretta al nostro mondo occidentale: come bonus, poi, avrete la possibilità di scoprire come usare il Giorno del Giudizio per trovare al volo a mente il giorno della settimana corrispondente a una data. Cosa volete di più dalla vita?

10 comments

    • @Gianc: no, il mese sinodico è 29 giorni e mezzo, quindi sarebbe stato più logico avere cinque gruppi di sei giorni e toglierne uno ogni due piuttosto che quattro da sette giorni e perdere un giorno e mezzo al mese.

      • Questo se si volesse essere puramente matematici, ma allora si dovrebbe negare anche che il mese corrisponde ad un ciclo lunare. Quello che voleva dire Gianc. è un’altra cosa: che la settimana ha anch’essa un suo collegamento con i cicli naturali nell’essere approssimativamente (e non matematicamente) un quarto di luna.

        • No, quello che dico io è che si poteva dividere il mese in sei gruppi da cinque giorni, lasciando ogni tanto un gruppo da sei giorni per rimanere nel mese. Sarebbe stato più semplice che avere quattro settimane e un pezzo ogni mese, no?

          • Si, sono due discorsi diversi, che si sovrappongono senza contraddirsi. Uno è storico, l’altro è matematico.
            1) Storicamente la settimana ha un nesso con il ciclo naturale, del quale rappresenta con approssimazione un quarto.
            2) Matematicamente si potrebbe ridurre tale approssimazione con un sistema che abbia un minore grado di imprecisione.

  1. giusto, io ingenuamente* vedo che la luna cambia quarto ogni 7 giorni e spicci, definisco una settimana e poi mi rifaccio al caso precedente 😉

    “Peccato che il rapporto tra le loro durate non sia un numero intero”

    * Mi’ fijo di 6 anni

  2. Il Giorno del Giudizio! Mi hai fatto venire in mente una vecchia conferenza in cui Conway ha mostrato tutte le sue doti di showman 🙂

  3. Tutti voi volponi a discettare della luna, come se fosse quella la periodicità a (circa) ventotto giorni più vicina all’umanità.

    • La biologia non è molto precisa però (come molti hanno scoperto con grandi spaghetti nella loro vita di coppia)

  4. Pingback: Carnevale della Matematica #74 | backup del Post