Stamattina Anna si sveglia per andare in bagno, e tornata a letto si abbranca a me per riscaldarsi un po’. Quando suona la sveglia, mi chiede se per caso il termosifone è andato in blocco. Io tocco il termo, sento che è caldo, e dico di no. Guardo poi il sensore, e dà 18.8 gradi, al che Anna si chiede come faccia a fare così freddo, visto che in fin dei conti era un’ora che l’acqua calda pompava.
Quando poi sono uscito, ho capito il motivo: strato di ghiaccio su tutte le auto in sosta. Aggiungiamo poi il nebiun da Famagosta fino al centro di Rozzano (!) e forse si riesce a capire perché oggi ho una voce sensualissima e un raffreddore che non finisce più…
(ah, oggi sono andato in ufficio coi mezzi, e ieri in auto. Non è colpa della bici :-) )
The Day After (l'8 marzo)
e sale la benzina
Me n’ero accorto, anche se è un pezzo che non faccio il pieno.
Non entro nelle polemiche lette oggi su Repubblica, dove sembra che – a parte le tasse – il costo industriale è comunque del 13 percento superiore a quello del resto dell’Europa.
Però voglio ricordare che quando fu siglato l’accordo per il contratto degli autoferrotranvieri, i soldi sono stati trovati aumentando di 3 centesimi (cioè trenta punti, visto che il prezzo della benzina è a millesimi di euro) le accise sulla benzina, e dicendo “tanto in questo momento l’euro è forte, quindi l’aumento verrà subito assorbito e la gente non se ne accorgerà nemmeno”. Si è visto.
Chissà però se qualcuno si ricorda ancora di cose capitate due mesi e mezzo fa…
_Giorni Felici_ (teatro)
Oggi siamo andati a vedere l’ultima rappresentazione al Piccolo – quello vero, in via Rovello – dell’opera di Samuel Beckett, nella rappresentazione di Giulia Lazzarini. A quanto ho letto, Happy Days dovrebbe essere l’opera più allegra del nostro simpatico dublinese. All’anima. L’opera mi è stata relativamente incomprensibile, il che non è poi così strano considerando come funziona il teatro contemporaneo: il testo serve a te a pensare, non ti viene certo detto tutto.
La scena è minimale a dir poco, in una specie di deserto con Winnie all’inizio immersa fino alla vita e poi nel secondo tempo con solo la testa fuori, e il suo marito Willie che ogni tanto sbuca in parte da una buca, oltre a leggere gli annunci economici. Eppure Winnie è sempre felice, non importa che la sua vita si riduca sempre più: qualunque cosa la rende gioiosa.
Il mio problema, lo ammetto, è stato reggere soprattutto il primo tempo. Un monologo così lungo non è mica semplice, nonostante la bravura della Lazzarini. In effetti tra il primo e il secondo atto il tipo davanti a me se l’è telata.
Nota sulla sala: fa un caldo boia, e almeno noi all’ultima fila (che però ha abbastanza spazio per le gambe…) sentivamo passare la metropolitana.
totocalcio oggi
Ho casualmente guardato la schedina odierna del totocalcio. Mancano all’appello due partite, Bologna-Lazio rinviata per neve e Salernitana-Piacenza sospesa non so per cosa.
Una volta cosa succedeva? venivano premiati gli undici (e forse i dieci, ma con due partite rinviate forse si limitavano a una sola categoria di vincenti). Oggi no. Visto che le schedine sono salvate elettronicamente e quindi sanno già quanti hanno pronosticato 1, 2 oppure X, a quanto sembra viene assegnato di default il risultato più pronosticato.
La cosa mi lascia abbastanza perplesso, perché sembrerebbe fare indurre che i risultati delle partite di calcio siano previsti dalle masse di giocatori. Questo sarebbe abbastanza palloso.
Ma volete mettere il divertimento a dire invece che in questo caso il risultato “ufficiale” è il meno previsto? dal punto di vista delle quote darebbe anche premi maggiori, no?
La coperta è corta
Che carino. Scongiurato lo sciopero dei magistrati contro la separazione delle carriere, adesso sono gli avvocati a indire sei giorni di sciopero perché la separazione non c’è più.
Almeno questo è quanto ho capito io, anche se ammetto la mia ignoranza in materia. Considerando che questo non sembra più un tema politico, che cosa è allora?
Don Raffaè
assemblea sindacale
Stamattina c’è stata un’assemblea, dove almeno in teoria avrebbero dovuto spiegarci cosa sta succedendo a IT Telecom. A dire il vero di quello si è capito poco: sarebbe simpatico capire fin dove vuole arrivare lo spezzatino aziendale, ma questo non ci è dato saperlo
La cosa più interessante che ho scoperto è cosa sta succedendo in Telecom Italia. Come sappiamo, il debito di Telecom è di 35 miliardi di euro, e in qualche modo deve essere ridotto, facendo cassa. Ad esempio, la fatturazione fatta da Telecom è passata da 120 giorni a 25. Cosa significa questo in pratica? Che Telecom ha guadagnato cassa (insomma, contanti) prendendo prima i soldi dagli altri operatori telecom. Così c’è un effetto domino: i piccoli operatori, come Noicom a Torino, stanno per essere strangolati.
Per il resto, mi pare che il sindacato abbia delle idee fisse. È vero che il piano industriale di IT Telecom non esiste, ma le minacce che i sindacalisti ci hanno fatto (il nostro passaggio in TIM come il primo passo per essere fatti fuori) mi paiono alquanto esagerate. D’altra parte del nostro passaggio si parla da sei mesi, e non mi pare che il sindacato ne avesse mai accennato. Anzi, quando all’ultima assemblea gliel’abbiamo chiesto noi, sono cascati dalle nuvole…
Mi sembra più logico vendere fuori dal gruppo, se occorre fare cassa: è possibile che si voglia semplicemente mettere la parte informatica all’interno delle società produttive. Non so, l’economia è sempre una cosa difficile.