Quando sono in trasferta a Santa Palomba, tendo a cercare un albergo in zona Termini. Non per altro, ma c’è un simpatico trenino che alle xx.10 parte in direzione Nettuno, e ferma alla stazione di Pomezia-Santa Palomba alle xx.29: da qui la navetta Telecom mi porta in sede. C’è questa fregatura di avere solo un treno l’ora, ma la comodità è innegabile.
Stamattina faccio una levataccia, perché voglio prendere il treno delle 8.10. Arrivo con un quarto d’ora d’anticipo – ho sbagliato i tempi… – e scopro che non si sa quando partirà il treno; il banale motivo è che quello che doveva arrivare da Nettuno aveva tre quarti d’ora di ritardo. Passa il tempo, e non succede nulla, se non l’aumentare dei ritardi. Provo ad andare nell’ufficio informazioni, e mi trovo altre due persone che stavano facendo la stessa domanda: il ferroviere risponde che c’è un guasto sulla linea, proprio come una settimana fa. I due miei compagni di sventura chiedono (molto civilmente) se non fosse possibile far fare una fermata straordinaria all’intercity per Napoli delle 8.27, visto che ci sono parecchie decine di persone impossibilitate a raggiungere il proprio ufficio; la risposta è stata “quel treno è sotto la gestione del dirigente campano, bisogna che il nostro dirigente chieda il permesso a Napoli”. Il tutto per un tempo perso di due minuti, sempre a detta del ferroviere. Inutile dire che non se n’è fatto
nulla: il treno da Nettuno è arrivato alle 8.40 e ripartito alle 8.55, tanto valeva che dormissi un’ora in più.
Uno non si arrabbia neanche per i guasti: ma un po’ di flessibilità in più?
Errata Corrige
Giacomo mi rende noto (come potete vedere dai commenti alla notiziola originale) che la previsione del computer per il 2004 non è altro che una bufala. Maggiori informazioni le trovate su snopes.com.
Peccato, però: non tanto per esserci cascato come un pollo, che non sarebbe nemmeno la fine del mondo, ma perché l’idea non era male…
ps: mentre sono qui a scrivere che ho sbagliato, ricordo che il titolo exiente hebdomada valida potio Slavica bibo sarebbe dovuto essere hebdomade exeunte, validam Slavicam (oppure Sarmaticam) potionem bibam, come indicato da Massimo Manca. Ammetto vergognosamente il mio errore per non avere messo un accusativo: sul futuro al posto del presente rivendico una scelta volontaria, per la declinazione di exiens dichiari la mia ignoranza, e infine non capisco perché hebdomade. Ero convinto che fosse un ablativo della prima.
qui si girella
_Egitto – dalle Piramidi ad Alessandro Magno_ (mostra)
Per una volta siamo andati a una mostra appena aperta: ieri c’era infatti stata l’inaugurazione, e avete tempo fino a fine marzo per andare a Cremona (sito: www.cremonamostre.it).
L’esposizione è divisa in due parti, una a Palazzo Stanga e l’altra al Museo civico Ala Ponzone. Sono trecento metri scarsi di distanza, non preoccupatevi. Il materiale è raccolto da vari musei sparsi per l’Italia: si hanno circa 150 reperti, che non sono tantissimi, ma bisogna dire che l’allestimento è piuttosto interessante… perlomeno se si parla l’italiano e non si hanno problemi a salire scalinate.
Avremmo anche potuto avere un CD di un non meglio identificato cantautore in omaggio, ma li avevano già finiti tutti, quindi non posso dirvi che musica faceva :-)
quando il gioco si fa duro…
Leggo da PC World via slashdot che in Irlanda hanno deciso di prendere una misura piuttosto estrema contro i dialer: hanno bloccato la possibilità di chiamare direttamente in teleselezione ben tredici nazioni.
Per chi non sa cosa sia un dialer: è un programmino che viene caricato più o meno inconsapevolmente da un utente internet, che magari trova scritto “clicca qua per avere GRATIS tante immagini di donne nude” e si eccita subito, e sostituisce al numero telefonico che viene chiamato di solito un altro numero, di quelli la cui chiamata costa qualche euro al minuto. Ti accorgi del tutto alla prima bolletta, che sarà di qualche centinaio d’euro. Chi ha ADSL è immune, per sua fortuna. Molti di questi numeri sono di nazioni estere: una decina d’anni fa erano corse voci che l’allora Sip non inviasse neppure quelle chiamate – in genere si parlava di messaggerie erotiche – fuori dai confini nazionali: non saprei dirvi se le voci fossero vere o false.
Detto tutto questo, purtroppo una cosa del genere non avrebbe senso in Italia, anche se fosse possibile. Si fa infatti ormai molto più in fretta a chiedere un numero 899, che ti permette legalmente di mettere la tariffa che vuoi. In realtà una soluzione ci sarebbe: inibire per default la chiamata a questi numeri, e aprirli solo all’utente che li richiede esplicitamente – va bene anche per telefono, se stai chiamando dal tuo numero di casa. Farlo sul singolo numero sarebbe forse un po’ complicato, ma farlo in blocco su tutti i numeri con quel prefisso è assolutamente fattibile, e renderebbe ben più difficile approfittare della credulità altrui. Ma non penso che questo capiterà mai.
exiente hebdomada valida potio Slavica bibo
non preoccupatevi, non ho inserito un generatore casuale di caratteri. Ho semplicemente scritto quella che comunque è una bugia – non bevo mai vodka, nemmeno nei finesettimana – in latino.
A quanto sembra, il Vaticano ha preparato una lista di neologismi latini, o meglio di come si potrebbe tradurre in latino molte parole moderne. In fin dei conti, il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede, e non ci vedo nulla di male nel tenere aggiornato il vocabolario, invece che evitare di fare sforzi e prendere le parole così come sono scritte nelle alre lingue.
Alcune traduzioni mi piacciono particolarmente, come extráculum per cavatappi, o cucumella cafaeária per caffettiera. Altre sono logiche, come aleatórium per casinò. Ho invece dei dubbi ad esempio sul rendere kamikaze come voluntárius sui interemptor: intendiamoci, il concetto è chiarissimo, ma un giro di parole non rende in pratica l’idea.
Valete! (nel senso latino, chiaro…)
l'home computer del 2004
Ecco come la Rand Corporation cinquant’anni fa aveva previsto il calcolatore da casa per il 2004. Non fate della facile ironia, anche se viene spiegato che “il modello prevede innovazioni ancora sconosciute”. Pensate piuttosto al circolo vizioso che si è creato, con i calcolatori che hanno permesso di studiare componenti elettronici di dimensioni sempre più ridotte. E soprattutto provate a immaginare un mondo ancora “analogico”. Forse la rivoluzione maggiore di questi cinquant’anni è stata proprio nel modo di pensare, dove le lancette sono ormai diventate non tanto “out” – sono della scuola del buonanima di Douglas Adams a proposito di come deve essere un orologio da polso – ma indubbiamente “datate”.
come chiudersi fuori casa
Facilissimo. Si arriva a casa in auto pieni di borse della spesa. Si apre il box con il telecomando a cui sono attaccate le chiavi di casa. Si tolgono tutte le borse. Si chiude il box con l’interruttore. Si sale fino a casa. Ci si accorge che le chiavi sono rimaste dentro l’auto. (ah, potrebbe aiutare la stanchezza da inizio palestra autunnale)
Non avevo surgelati, e Anna è arrivata dopo una mezz’oretta, quindi non ci sono stati grossi problemi: ma forse è meglio che io inizi a scoprire qual è la chiave che apre il box senza telecomando, e attaccarla alle chiavi della macchina.