referendum

Ieri la mossa del governo che aveva comunicato alla Consulta di essere formalmente opposto ai referendum è stata chiara. Si è voluto paragonare la “convenzione di Oviedo” a un trattato internazionale in modo da scongiurare il referendum sull’abrogazione totale della legge, il che potrebbe anche essere una cosa sensata. Gli altri quattro referendum sono stati decretati ammissibili, ma già Silvio e sodali stanno cercando di fare in modo che si voti il 12 giugno, per fare vincere come sempre negli ultimi anni il Partito dell’Astensione.
Ho già scritto in passato che non sono assolutamente d’accordo sull’andazzo per cui chi non vuole cambiare una legge fa propaganda attiva per l’astensione: o perlomeno bisognerebbe scorporare dal quorum la percentuale di chi non ha votato nelle ultime elezioni politiche. Per quanto riguarda i referendum (per la promulgazione dei quali firmai) credo che voterò quattro sì, anche per la fecondazione eterologa che sembra il quesito che abbia il maggior dibattito in questi giorni. Non riesco infatti a capire bene la differenza tra l’inseminazione con il seme di un tizio sconosciuto e una donna che decide di avere un bimbo scopando con tizi qualunque. Anzi, si spera che nel primo modo la cosa sia più sicura anche per la madre.

Formigoni mi ascolta!

Avevo scritto ieri sulla differenza tra il Campidoglio e il Pirellone sulla gestione dell’inquinamento da micropolveri, e subito scopro che con provvida decisione avremo un miniblocco totale (9-12 e 15-18) anche domenica 16, oltre a quattro giovedì a targhe alterne con orario più serio, 8-20. Non credo servirà a molto, ma almeno qualcosa si muove. Controllare la temperatura nelle case sarebbe forse anche più utile, ma le vedete voi le Guardie Termiche?

Ristorazione romana 2

Decisamente questo giro non è stato il massimo per la scelta dei ristoranti. Stasera, per evitare di essere nuovamente cazziato da storiedime, prima di uscire dall’ufficio mi ero copiato due indirizzi di locali da lei consigliati. In albergo, verso le 19:30, telefono al primo, e mi becco una segreteria telefonica che dice “siamo chiusi dal 10 al 20 gennaio”. Vabbé, è un loro diritto, penso: e poi sono stato furbo e mi sono preso due indirizzi. Chiamo allora il Cul ce Sac, chiedo se posso prenotare per le 20:30, mi dicono “nessun problema”, lascio il mio cognome e via.
Alle 20:25 arrivo, vado dal caposala dicendo che ho prenotato, e lui mi fa “guardi che noi non facciamo prenotazioni: lei è il primo in lista di attesa”. Lo guardo stupito, e mi ribadisce che la loro politica è di non accettare prenotazioni. “Ma ha chiamato proprio lei?”, mi dice. “Certo”. “E quando?” “Un’ora fa”. “Ah”. A questo punto comincia a raccontarmi che si vede che chi ha ricevuto la telefonata pensava che tanto questa è stagione bassa non ci sarebbero stati problemi, soprattutto alle ottemmezza, e che invece sono arrivati tutti alle otto, e bla e bla e bla. Mentre stava partendo con la solita tiritera “ma non si preoccupi, in cinque minuti…” gli rispondo “nessun problema, me ne vado a cenare da un’altra parte”. Il tipo ha anche avuto il coraggio di guardarmi male, poi per sua fortuna ha abbozzato – anche perché se provava a dirmi qualcosa era la volta che mi incazzavo sul serio.
A questo punto ho dovuto ripiegare sul piano C, e tornarmene verso via dei Serpenti 27 dove mercoledì avevo adocchiato il ristorante giapponese Hasekura (telefono 06-48.36.48) che fortunatamente ho raggiunto prima che si riempisse. Mi sono fatto la mia solita figura provando a chiedere un insalata non condita e ritrovandomi così la proprietaria che mi chiede se c’era qualcosa che non andasse: ma a parte questi problemi miei personali ho mangiato bene, il che è sempre un’ottima cosa.

alberghi

Anche stavolta sono alloggiato all’Esquilino all’Ambra Palace. Stavolta assieme al badge per la camera ho anche ricevuto la letterina in cui mi si dice che non si fuma, se non nelle stanze che non sono nei piani non-fumatori. Amen. Purtroppo la 202 che ho vinto stavolta mi ricorda in dimensioni (e in mancanza del bidet) le camere francesi. Però c’era un bel CD infiocchettato “Concerto” (come la catena cui l’Ambra Palace fa parte) con qualche ouverture e un paio di concerti di Rossini.

plastichina coprischermo. dove?

Ho tanti problemi nella mia vita. Ad esempio, la libreria a casa che sta spaccandosi (ma di quello ne parlerò tra qualche giorno). Al momento però ho un problema piccolo, ma forse più risolvibile.
I telefonini arrivano ormai con la plastichina adesiva per proteggere il display: lo stesso dovrebbe capitare con i palmari. Dopo un po’ però la plastichina si stacca. Bene, dove diavolo si compra della plastichina nuova, e magari a prezzi non assurdi? Io so di un posto a Hong Kong, ma non è esattamente banale da raggiungere: Milano sarebbe molto più comoda per me.
Io il messaggio in bottiglia l’ho lanciato: aspetto speranzoso.

ristorazione romana

mah, ieri sera non è che avessi tutta quella voglia di cercare posti e mi sono infilato alle Tavernelle®, in via Panisperna. Se avessi guardato il loro sito web, non credo ci sarei finito, ma tant’è. Non è che possa dire di aver mangiato male, anche perché io piglio sempre cose standard: però l’idea che i tortelli arrivino già col formaggio e non mi venga chiesto il livello di cottura del filetto non mi pare indice di un posto così valido.
Ah: Karol ci è passato anche lui, come da gigantografia.

Qualità dell'aria

Oggi a Roma targhe alterne (9-12 e 15-19, secondo me servono a poco). Il tutto perché le centraline hanno registrato valori preoccupanti” di PM10:” 77, 90, 75 e 61 microgrammi per metro cubo. I non catalizzati sono già bloccati da nove giorni dalle 7:30 alle 20:30.
E a Milano? Nema problema, è già previsto il blocco preventivo per domenica 23. Intanto i valori restano costanti: al Verziere 92, in via Juvara 130.

la fede fa superare tutto

No, non l’ho recuperata su un giornale gratuito. È un trafiletto a pagina 12 di Repubblica di oggi. Sotto l’articolo sul processo per le torure ad Abu Ghraib.
“Gli scienziati dell’Università di Oxford sottoporranno un gruppo di volontari a una serie di torture per valutare se la fede riesca ad alleviare il dolore. […] I volontari saranno sottoposti a bruciature. Durante la tortura, ai volontari verranno mostrati simboli religiosi come crocefissi e immagini della Madonna per vedere la loro reazione in situazione di particolare dolore”.
Pensate, c’è gente che si fa torturare “per la scienza”, e non solo “per la fede”.