La notizia è di un paio di giorni fa, ma me l’ero persa. L’ineffabile assessore Goggi ha presentato in pompa magna la nuova proposta per il gratta e sosta per i residenti nella zona regolamentata che hanno un garage.
Premessa: a Milano stanno man mano rendendo la sosta a pagamento in tutta la città. Però il Comune ha tenuto conto dei residenti: quindi un terzo circa dei posti è a pagamento (strisce blu) mentre gli altri due terzi (strisce gialle) sono riservati gratuitamente ai residenti, a patto che non abbiano un box dove lasciare l’auto. Io trovo questo principio assolutamente iniquo: se partiamo dal presupposto che il residente abbia diritto di parcheggiare gratuitamente vicino a casa, non vedo perché chi decide di pagare per acquistare un garage debba essere penalizzato. Se poi il garage lo vuole affittare, meglio per lui…
Ad ogni modo ci sono state numerose proteste perché i residenti muniti di parcheggio facevano notare che un conto è lasciare la macchina fuori per la notte, un conto è parcheggiare un attimo per fare delle commissioni. Che ha pensato Goggi? “Semplice”: un blocco da millequattrocentosessanta tagliandi (quattro al giorno per 365 giorni), ciascuno valido per mezz’ora di parcheggio. Il tutto al costo di venti euro, che probabilmente è davvero il rimborso spese di stampa. Una soluzione barocca come non mai: ma è quello che ci meritiamo.
usa e getta
Stamattina ho buttato via il vecchio (vecchio, poi… l’avevo comprato quattro anni fa) cordless che ha improvvisamente smesso di funzionare. Non era un problema di pile, quanto proprio del segnale telefonico che non arrivava più al telefono.
Devo dire che la cosa mi è dispiaciuta: non certo per il valore affettivo nullo che davo a quel telefono, quanto perché mi sento sempre a disagio ad eliminare qualcosa che probabilmente si potrebbe riparare. È vero che un cordless nuovo costa meno della manodopera per la riparazione, ma se ci fosse stato qualcuno che si diverte a fare quelle riparazioni per passatempo, o magari per insegnare a qualcuno il lavoro, ci sarebbe potuto essere qualcun altro che si trovava regalato un cordless. L’economia si sarebbe mossa lo stesso (io il senzafilo nuovo me lo sono ben comprato!) ma i rifiuti sarebbero stati di meno. Peccato.
Venti domande
Per gli anglofoni – o per le persone di cuore saldo che vogliano provare l’interfaccia in italiano – il gioco delle venti domande. L’intelligenza artificiale cercherà di indovinare quello che stai pensando.
Il bello del gioco è che il sistema impara dalle tue risposte e adatterà man mano la propria base dati. È comunque incredibile vedere quanto spesso riesca a indovinare, il che significa che la gente pensa sempre alle stesse cose…
ATM Milano
Secondo il Corsera, domani verrà inaugurata la stazione Abbiategrasso (piazza, non città) della metro verde. Tralasciamo che i lavori per una fermata aggiuntiva siano iniziati a metà 2001 e sarebbero dovuti essere terminati per dicembre 2003. Chi siamo noi per comprendere gli indicibili problemi incontrati in corso d’opera?
Però mi domando sommessamente quali siano i problemi che in questo momento (ore 11 della vigilia dell’apertura) impediscano l’ATM di aggiungere tale notizia nella pagina del sito pomposamente intitolata “ATM Informa”.
feed, sempre feed
In questi giorni ho fatto un po’ di manutenzione. Adesso si può avere il feed dei commenti, e i feed dei “titoletti”, in versione XML e RDF, indicano anche la categoria. Mi chiedo se abbia senso anche metterla nel full feed.
(per chi non ha capito di che cosa parlo: i feed sono le notiziole in un formato standardizzato, che viene letto e visualizzato da programmi apposta, senza dover scaricare tutta la mia pagina)
Elio Toaff per senatore a vita!
Tra tutte le polemiche su chi Ciampi “dovrebbe” fare senatore a vita, ho scoperto che qualcuno sta proponendo l’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff.
Personalmente la trovo un’ottima idea, per tutto quello che ha fatto nella sua vita, dalla Resistenza alla ricerca di dialogo in maniera non supina – un livornese non ci riuscirebbe mai – alla sua indubbia cultura.
Non so quanto sia utile scrivere a presidenza.repubblica[a]quirinale.it: io comunque ci provo.
La Mussolini e le firme
Diciamola tutta: che buona parte delle firme presentate per le candidature alle elezioni siano farlocche lo sanno tutti da una vita. Se non vado errato, gli unici che non si preoccupano sono i partiti presenti in Parlamento, che possono saltare questa fase. D’altra parte, nessuno si era mai messo a verificare quelle firme, fino a quest’anno quando Storace ha capito che stava rischiando di non essere rieletto, visto il drenaggio di voti che avrebbe avuto alla sua destra, e ha tirato fuori la storia.
Ciò detto, mi sembra molto più interessante notare che sembra che molte firme siano state avallate da consiglieri provinciali DS, e questo anche a Firenze, Pisa e Lucca. Può darsi che la loro risposta (“era un atto dovuto”: le firme non devono infatti necessariamente essere validate da un notaio, e tirarne fuori un par di migliaia in due giorni non è così facile) sia quella vera. Ad essere maligni, si può anche pensare che ci sia stato un do ut des: in Toscana ovviamente il centrosinistra non ha certo problemi nel trovare i voti, e aiutare Alternativa Sociale poteva poi pagare in altre regioni. Mah. Forse sarebbe meglio dire che ci si può presentare alle elezioni semplicemente versando una cauzione che verrebbe resa nel caso si superi l’1% dei suffragi.
begli adesivi
Volevo comprarmi questi adesivi da usare un po’ in giro, ma mi è venuto in mente che l’inglese è ancora sconosciuto da queste lande. Qualcuno conosce un equivalente italiano?