Per anni le previsioni di Radio Popolare erano altamente attendibili, nel senso che se dicevano “oggi sarà una bella giornata” non c’erano dubbi: ombrello in borsa. L’anno scorso stranamente si era verificata un’inversione di tendenza: le previsioni erano diventate generalmente corrette. Come si può immaginare, la cosa mi aveva sconcertato non poco, anche perché è sempre difficile cambiare un’abitudine.
Fortunatamente le cose sembrano tornate alla normalità: stamattina sia il GR nazionale che quello lombardo mi assicuravano sereno, e quando ho tirato su le tapparelle ho visto il cielo completamente coperto.
Sincretismo religioso
Forza Italia fa gli auguri a Elio Toaff per i suoi novant’anni. Da parte del responsabile per i rapporti con il mondo cattolico.
percentuali sparate
Oggi su Repubblica si parla della scarsa diffusione dei farmaci generici, vale a dire quelli che contengono lo stesso principio attivo dei nomi più blasonati ma sono prodotti da altre case farmaceutiche e costano generalmente parecchio in meno.
Secondo l’articolo, “dal 2001 ad oggi il mercato dei generici è passato dall’uno per cento al 10.1 per cento e le prescrizioni al 22 per cento”. Questo significa che in questo momento una ricetta su cinque contiene la prescrizione di un preparato generico, ma in un caso su due viene preso il farmaco “di marca” con il principio attivo corrispondente, nonostante – se non ricordo male – in questo caso il mutuato debba pagare di tasca sua la differenza.
Ma c’è un’altra possibilità, che mi pare ancora peggiore: che cioè la diversità delle percentuali è dovuta al fatto che se uno va in farmacia e chiede un’aspirina, gli danno un’Aspirina ™ Bayer, e non certo il generico corrispondente. Ma in questo caso abbiamo che metà degli acquisti di medicine sono di prodotti da banco: siamo un popolo di malati?
i logaritmi di Fibonacci
Ieri il numero di Specchio allegato alla Stampa aveva tra gli altri un articolo di Piero Bianucci sulla creatività (“Ma la creatività si può costruire in laboratorio?”) Tra le immagini che corredano l’articolo c’è quella di un’opera di Mario Merz (no, non quella sulla Mole), che la didascalia afferma essere “ispirata ai logaritmi di Leonardo Fibonacci”. Logaritmi, sì. È proprio scritto così. Peccato che i numeri di Fibonacci non c’entrino nulla con i logaritmi, che sono stati sviluppati qualche secolo dopo.
Ma bastava già l’inizio dell’articolo a capire che c’era qualcosa che non va. Viene chiesto se siamo capaci a “fare quattro triangoli con tre matite”, dicendo poi che “i quattro triangoli saltano fuori se si dispongono le matite in tre dimensioni per formare un tetraedro”. Tutto bene, se non fosse che un tetraedro ha ovviamente sei spigoli e non quattro…
Ma io sono buono e voglio dare un suggerimento creativo per fare quattro triangoli con solamente tre matite. Basta disporle a forma di triangolo dopo averle usate per disegnarne altri tre!
in presa diretta
Per il resoconto della Fiera del Libro, dovrete aspettare domani – ammesso che riesca a svegliarmi a un’ora decente, cosa di cui dubito. Temo che nemmeno le gatte riusciranno a smuovermi.
Per tutti coloro che non riescono a resistere per la mancanza di mie notiziole, posso però annunciare uno scoop: sto scrivendo in trasferta, a casa del collega e amico dei bei tempi di Cselt: Ugo. Mi sono fermato a mangiare una pizza, salutare la sua gentil signora e i due pupi, e naturalmente due chiacchiere, anche se per una volta non ho portato la chitarra per ovvi motivi logistici…
non ci sono più le mezze stagioni
Ho spento il riscaldamento la settimana scorsa, e oggi sono riuscito a beccarmi uno di quei temporali estivi che vi raccomando, comprensivo di grandinata. Naturalmente ha iniziato a piovere dopo dieci minuti che ero uscito, mentre ero sull’Alzaia del Naviglio Pavese: in pratica l’unica cosa che potevo fare era cercare di arrivare sotto il ponte di via Cermenate. Peccato che l’asfalto sia molto liscio e tirava vento di fianco, e quindi la bici tendeva a scodare se appena pestavo sui pedali; e peccato che a un certo punto sia appunto iniziato a grandinare e mi vedevo i chicchi rimbalzare sulle cosce.
L’unica cosa buona è che da buon temporale estivo mi è bastato aspettare un quarto d’ora; ero naturalmente zuppo (niente giubbotto oggi, solo una maglia a maniche lunghe) ma fortunatamente nella borsa da bici avevo una t-shirt che ho indossato più o meno in stile Nick Kamen, togliendomi l’altra maglietta e mostrando il mio non certo possente torace.
Adesso mi sto prendendo un tè caldo :-)
Fiera del Libro
Digestione pesante
Ieri ho preso al Calafuria una pizza con la GiusMan, ma pur non avendola nemmeno terminata, o forse per il quartino di bianco che l’accompagnava, la situazione non è stata delle migliori. Diciamo che dalle 3 alle 5 sono stato sveglio a cercare di spiegare al mio stomaco che forse la vita non era così brutta, alzarmi un paio di volte a bere – con Ariel e Momo subito dietro di me, sa mai che arrivi un po’ di pappa – mettermi al calcolatore a cercare di capire come mettere dei revision flag su un documento XML, leggiucchiare il libro del Wallace.
Adesso sto sudando tutta l’acqua di stanotte. Mah. Però la bici la piglio lo stesso.