D’accordo, anche quest’anno ci tocca la settimana dell’abbonaggio dove si fa più in fretta a spegnere la radio (sono già abbonato, quindi posso farlo senza sensi di colpa). Passi.
Però sentire parlare al GR della perdita dei diritti tv per le partite dei gironi eliminatori dei mondiali di calcio 2006 con toni da tragedia (“e dire che quel brav’uomo di Zaccaria ci aveva pensato, e aveva fatto un’opzione! E invece questo brutto CdA, addirittura illegittimo perché scaduto, l’ha lasciata scadere e ora ci tocca pagare Sky”) e persino un’intervista a Bruno Pizzul è troppo.
Se quanto scrive Repubblica è vero (sappiamo che è meglio non credere a molti dei suoi articoli) l’opzione sarebbe costata più di ottanta milioni di euro. E comunque, per il sollievo degli italici sportivi, le partite della nazionale azzurra, e quelle dai quarti in poi, verranno concesse all’etere non crittato e financo non digitalizzato. Su, la vita non vi sarà così dura.
E al limite compreremo un abbonamento a Sky da mettere in via Ollearo.
<em>Harry Potter and the Order of the Phoenix</em>
È sempre un problema decidere di scrivere una serie di libri con un protagonista che cresce. Se poi non ci si limita alla classica trilogia, ma si vuole arrivare a farne sette, i problemi aumentano: e Harry Potter non fa eccezione. Nel quinto volume della saga (J.K.Rowling, Harry Potter and the Order of the Phoenix, Bloomsbury 2004, p. 766, Lst 7.99, ISBN 0-7475-6107-9) cominciano a morire personaggi non esattamente secondari, e comincio a pensare che tra due anni avremo una scena simile a quella dell’Amleto dove tutti muoiono. Cosa dire del libro senza rivelare la trama – anche se mi pare una preoccupazione inutile: tutti ormai sanno di che si parla prima ancora che i libri siano pubblicati? L’atmosfera diventa sempre più cupa, non dico da horror ma quasi gotica; Harry crescendo si vede scuotere le poche certezze che aveva senza riuscire ad accettare la verità; la sua vita sentimentale è quella di un perdente – ho avuto un’esperienza pluridecennale che me lo fa capire senza problemi. Il tutto in un testo che è quasi lungo come i primi tre libri messi insieme, il che darà certo piacere a chi si mette a leggerlo, ma mi lascia dei dubbi su cosa riuscirà a fare negli ultimi due volumi della saga. Spero per lei che si sia preparata una scaletta dei nuovi colpi di scena. Il libro si fa leggere bene, nulla da dire, però mi è rimasto l’amaro in bocca. La vita sarà sì triste, ma perché rifletterlo anche nei romanzi?
gatte
Ieri sera arrivo a casa, apro una scatoletta per le gatte, Momo si ingozza al suo solito e poi vomita tutto, salvo venire subito dopo a strusciarsi per la serie “ho fame! voglio la pappa!!”. Stamattina alle sei e mezzo sento Ariel che deve essere andata a mangiarsi qualche foglia e sta per vomitare… sul letto. Prendo e la deposito persino con troppa grazia sul pavimento, ma tanto non mi sono più riaddormentato. Stamattina mi trovo la porta del frigo spalancata, perché mi sono dimenticato di mettere la “chiusura bambini”.
È dura sopravvivere con quelle due rompine.
i referendum sulla procreazione assistita
Che ne penso io di questi referendum? mi riesce difficile spiegarlo per bene. Provo a fare la mia dichiarazione di voto – che magari cambierà in queste settimane, preceduta da alcune premesse.
– io ho firmato a favore dei referendum.
– in ogni caso, non ritengo una scelta valida non recarsi a votare. (Quando fecero la Costituzione alle politiche si aveva un’affluenza ben superiore al 90%: la cosa era diversa)
– comprendo il concetto “non si sa quando si può cominciare a parlare di vita, quindi stiamo sul sicuro e diciamo al concepimento”; però non riesco a vedere una vita prima che ci sia una differenziazione cellulare con le prime cellule nervose (circa 14 giorni dopo il concepimento).
Ciò detto, vediamo i quesiti a partire da quello per me più semplice.
Fecondazione eterologa: SÌ netto. Che gliene deve importare allo Stato se il figlio di una coppia è biologicamente loro? Dal punto di vista del figlio che nasce, direi che è comunque un vantaggio; i “figli non nati” in questo caso sono delle semplici potenzialità.
Crioconservazione e multiimpianto: SÌ non troppo convinto. Ci sono punti sicuramente condivisibili nella proposta; non mi piace l’idea di fare un aborto selettivo nel caso troppi embrioni riescano ad attecchire, ma preferisco fidarmi del giudizio dei medici su quale sia la cosa migliore donna per donna.
Ricerca sugli embrioni: NO convinto. È una posizione irrazionale, visto quanto ho scritto sopra. Però non mi piace per nulla l’idea del “supermarket dell’embrione”, né mi piacciono le sirene “pensate quante brutte malattie potremo eliminare”. Preferisco davvero la distruzione degli embrioni non utilizzati, mi sembra una cosa meno cinica.
Diritti del concepito: NO non troppo convinto. Come scritto sopra, capisco la logica di chi non afferma che la vita inizia dal concepimento, ma tagliare via con l’accetta tutti i diritti mi pare esagerato; a questo punto diventa una semplice cosa.
Conoscendo il mio pubblico, sarò scomunicato da destra e da sinistra: amen. Non preoccupatevi se non commenterò…
referrer
Guardando le pagine web da cui si è arrivati al mio sito, ho scoperto che la mia pagina antispam è citata qui.
Mi chiedo se ciò sia bello oppure no.
il quiss del giorno
Via il neoquarantenne Leo, il quiz stupido di oggi è di che partito sei?. Intendiamoci: questo è il modo in cui un americano vede i partiti, il che non credo significhi molto nella patria di Minimo D’Alema. Ad ogni modo, il mio risultato è stato:
Democratico 83%
Verde 83%
Socialista 50%
Anarchico 50%
Comunista 42%
Repubblicano 25%
Fascista 8%
Nazi 0%
(quest’ultimo era difficile da ottenere, così ad occhio)
Siete avvisati.
Lavori non ottimali
Stanno rifacendo (era ora…) la pista ciclabile sul Naviglio Pavese, che sfrutto per qualche centinaio di metri quando vado in ufficio. Hanno buttato giù un bello strato di asfalto, ma in un paio di punti non hanno messo abbastanza catrame e quindi le pietruzze si stanno già staccando: non oso pensare cosa succederà questo inverno con il gelo.
Per la cronaca, ho provato a scrivere a riguardo all’assessore provinciale: vediamo se ci sarà risposta.
La saga del radiocomando
Premessa: quando Anna ha comprato la casa dove viviamo, ci sono stati dati due radiocomandi: uno apre il cancello e il box, l’altro solo il box. La divisione è stata ovvia :-)
Dopo due anni mi sono però scocciato di dovere aprire sempre il cancello con la chiave, e ho pensato “vabbé, spendiamo un po’ di soldi ma facciamoci una copia di questo radiocomando”, sfruttando il fatto che Anna non se l’è portato in Kazakistan. Dopo una faticosa ricerca, ho trovato un negozio di ferramenta in via Montello che li duplica (e ha anche dei buoni prezzi per copiare le chiavi, il che non fa mai male). Il guaio è che il primo giorno che sono passato non aveva i radiocomandi. Passo il giorno dopo, il tipo ci lavora un po’ e poi mi dice “sembra crittato” (non so cosa significhi, ma non importa) e che probabilmente occorre mandarlo in un centro specializzato, attesa prevista dieci giorni. Però se glielo lascio una giornata prova a vedere se riesce a farci qualcosa col modello di classe superiore, che mi farebbe comunque pagare lo stesso trenta euro in qualità di betatester. Non avendo fretta, accetto. Recupero quindi il nuovo telecomando dopo il weekend: il tipo mi chiede solo di telefonargli per assicurarsi che funzioni. Peccato che il radiocomando sia molto bello ma non faccia nulla (con conseguente “porco qua porco là” dall’altra parte della cornetta :-) )
Insomma, sono tornato alla casella uno. Suggerimenti? Per la cronaca, il radiocomando è della Nice.