Capisco che occorra capire se le misure antiterrorismo che sono state prese dalle autorità siano effettivamente valide, e che quindi bisogna fare un’esercitazione a riguardo.
Capisco anche che non è che si possa dire “beh, un giorno di questa settimana avremo una simulazione di attacco terroristico. Siate pronti”. Quindi mi va bene sapere che domani a mezzogiorno Milano sarà preda di non si sa bene chi.
Però sapere che “alle 12 arriva al binario 1 di Cadorna il treno “Malpensa Express” sul quale scoppierà un ordigno” e che “successivamente sul terzo vagone di un treno della MM2 in direzione Abbiategrasso fermo a Cadorna (così non devono muoversi troppo…) scoppierà un altro ordigno” mi pare francamente una presa per i fondelli: un po’ come dire “mi siedo qua e aspetto che i terroristi vengano a consegnarsi”. Era così difficile scegliere una decina di punti possibili per l’attacco e non dire a forze dell’ordine e protezione civile quali sarebbero stati scelti?
(E cosa succederebbe se a mezzogiorno qualcuno volesse fare un attentato vero in Centrale?)
Oste, il tuo vino è buono?
l'equinozio favorisce il concepimento
Oh, lo dicono sia Leggo che Metro: “l’equinozio autunnale, specialmente la notte tra il 22 e il 23 settembre, rappresenta il fotoperiodo ideale. Luce e temperatura sono ottimale affinché la ghiandola dell’epifisi sblocchi gli ormoni sessuali”. Pensate, la notte tra il 21 e il 22 è troppo corta – così ad occhio di tre minuti – e quella tra il 23 e il 24 troppo lunga…
Quello che però non mi torna è perché le zone “favoritissime” vadano a macchia di leopardo da Torino ad Agrigento passando per Viterbo e Perugia, mentre a Milano bisogna aspettare. Per colpa dello smog? Peggio ancora, per Leggo noi milanesi dobbiamo aspettare la seconda settimana di ottobre perché la luna è crescente, mentre secondo Metro il periodo giusto per i bauscia è fine ottobre.
Ad ogni modo bisogna dire che Italo Farnetani è coerente, visto che per l’altro equinozio disse la stessa cosa.
Milano è anisotropa
Stamattina ad andare in ufficio ho pedalato alla media dei 19 all’ora. Stasera a tornare a casa ho tenuto i 17. Tenendo conto che il cronometro si ferma quando sono fermo al semaforo, non si può usare l’onda rossa come causa del rallentamento: restano solo le ipotesi seguenti: (a) al mattino vado verso sud e quindi in discesa, la sera vado in salita; (b) la sera sono più stanco per essere stato davanti al video tutto il giorno; (c) il percorso serale ha troppi tratti in massello, e visto che le pietre sono sempre troppo sconnesse devo rallentare.
Scegliete la vostra ipotesi preferita.
Avete presente i vaccini?
Ecco il testo, tradotto in italiano, di un troiano che è arrivato su una mailing list che gestisco. Il testo era in HTML, e l’indirizzo era ovviamente di un iscritto alla lista che non c’entrava nulla: il messaggio proviene da un PC di Telecom Argentina. Il corsivo è mio.
Klez.E è il più comune worm che si sta diffondendo in tutto il mondo. È molto pericoloso, corrompendo i vostri file.
A causa del suo modo molto astuto di nascondersi e della tecnica anti-anti-virus, la maggior parte del software AV non riesce a scoprirlo o rimuoverlo.
Abbiamo sviluppato questo programma gratuito di immunizzazione per sconfiggere questo virus maligno.
Dovete solo lanciarlo una volta, e Klez non entrerà mai nel vostro PC.
NOTA: Poiché questo programma agisce come un finto Klez per confondere il vero worm, alcuni monitor AV potrebbero lamentarsi mentre lo fate girare.
In tal caso, ignorate l’avviso e cliccate su ‘continua’.
Per ogni questione, inviatemi una mail.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un sistema di “ingegneria sociale”. L’utente quadratico medio ha sentito dire che i vaccini (quelli che ti iniettano) sono forme deboli dello stesso batterio che devono combattere, e quindi magari non si scompone a leggere qualcosa del genere…
Ruini, i PACS e l'articolo 29 della costituzione
La scuola islamica di via Quaranta
Premessa: questa mia notiziola è un pippone non informato – altrimenti l’avrei messo nelle sfrucugliate… – e quindi se qualcuno ha delle informazioni ulteriori gliene sarei grato.
I giornali di questi giorni stanno facendo articoloni sulla situazione della “scuola islamica” di via Quaranta. La sede è stata chiusa ufficialmente per ragioni igieniche, e per protesta ieri i bambini hanno avuto le loro lezioni sul marciapiede: come scrivono i giornali, “in arabo e sul Corano”.
Solo che le cose non sono così semplici come si legge, mi sa tanto. Innanzitutto, la scuola non è “islamica” ma “egiziana”. Questo non è un semplice vezzo linguistico: significa che invece che fare i programmi scolastici italiani vengono insegnati quelli egiziani. La lingua araba e il Corano sono insomma due aspetti non dico secondari, ma diciamo da ridimensionare.
Ma se uno ci pensa un attimo su, gli viene in mente che in italia esistono delle scuole che si chiamano “francese – americana” e così via, che sono regolarmente riconosciute. E all’estero esistono delle “scuole italiane”: chiunque abbia fatto la maturità sa della leggenda metropolitana “cerchiamo un antipodale che ci dica con qualche ora di anticipo i temi di esame”. Come ho detto, non so assolutamente quali siano i loro programmi né se queste scuole diano un titolo di studio valido sia da noi che nell’altra nazione; però mi resta la sensazione che né da parte italiana né da quella egiziana si stia cercando una soluzione su queste stesse linee, che permetta ai genitori che vogliono che i propri figli abbiano un’istruzione superiore nella loro patria di avere un programma non italocentrico, ma faccia in modo che i bambini abbiano comunque un’istruzione anche sulle nostre particolarità. È davvero impossibile?
avvocati e aritmetica
Stamattina su Metro c’era un trafiletto dal titolo “Se l’avvocato vince con l’aritmetica”, dove si diceva che la contea di Centre in Pennsylvania ha abolito la tassa sulle proprietà immobiliari, mettendo semplicemente un’aliquota zero. In questo modo però sono mancati i fondi alle scuole, che hanno citato a giudizio la contea, vincendo la causa perché il loro avvocato “ha sostenuto che lo zero non è un valore” e per dimostrarlo “ha preso una calcolatrice e fatto una divisione per zero, ottenendo E per error”.
Già così la notizia è abbastanza tragica per meritare uno spazio su questa mia colonna, ma c’è ancora di peggio. Il trafiletto era siglato “Metro”, non “Ansa”, “Reuter” o simili. Bene, ho fatto una ricerchina per vedere se trovavo la fonte originale e l’unica occorrenza che mi è capitata è questa. Una pagina datata luglio 2000, nella quale si parla della recensione di un libro e la storia si dice essere capitata l’anno precedente, ed essere stata usata come un “case study”.
Mi chiedo ora se è una leggenda metropolitana, o una storia vera anche se vecchia; e se Metro ha per caso comprato un bel libro “tanti begli aneddoti per riempire le pagine di un giornale quando non si sa cosa scrivere” e ogni tanto recuperi qualche gemma da propinare al pubblico che tanto in metropolitana dorme…