Mi pareva strano che il lunedì uscisse solamente un quotidiano gratuito sportivo: e infatti stamattina, oltre a Sports, ho trovato sulla balaustra delle scale della metro anche Gool. Due “o” e nessun punto esclamativo; tra l’altro il sito sembra essere http://www.goalcity.com/
La distribuzione è molto strana: oltre a Roma, Milano e Napoli, lo si può trovare a Bologna, Genova, Firenze e … Pescara. Stranissimo anche il titolo odierno, Ite missa est. Si vede che Ratzinger e Ruini stanno facendo scuola davvero ovunque.
Sulla qualità dei testi come sempre non metto becco, date le mie conoscenze in materia; ho però notato che la scelta di un carattere senza grazie e stretto permette articoli generalmente più lunghi. Più di metà del giornale è dedicato alla serie A calcistica, con uno sguardo alla B e naturalmente a Napoli e Genoa. Gli altri sport? mezza pagina cadauno a basket, sci e formula 1. Il resto? una pagina sui diritti televisivi calcistici, e una mezza colonna al prezzemolino Mario Furlan. Probabilmente il giusto mix per il tipico lettore; anche la pubblicità è più generalista che sportiva.
Check up
In qualità di quadro, il gruppo Telecom mi paga un check up biennale. Diciamo che erano sei mesi che dovevo farlo, ma essendo io notoriamente pigro ho aspettato fino a fine dicembre per prenotarlo; aggiungendo a questo il piccolo problema di riuscire a farsi mandare la dichiarazione di stato di servizio, la visita è slittata ad oggi.
Che dire? Tante cose. Il CDI dev’essere una potenza nel campo, e quello delle visite mediche aziendali un business incredibile. Nel palazzone di fronte all’ospedale militare di Baggio c’è una parte di accettazione apposta per i checkuppisti, e – giusto per dire – ti riforniscono di tutina e maglietta da tenere come gentile ricordo della visita. La quale visita poi è più o meno il percorso di una pallina di flipper; in tre ore mi sono trovato a fare prelievi di sangue e urine, visita generica, elettrocardiogramma, visita oculistica dentistica otorinolaringoiatrica, ecodoppler, ecografia addominale e controllo della prostata :-( Ho scoperto quello che temevo, che cioè mi sono abbassato di un centimetro – sono solo 1.92, ormai – e che sono salito a 83 Kg. Un barile di lardo, insomma. Adesso aspettiamo senza troppa ansia i risultati.
di chi è la colpa?
Oggi pomeriggio verso le due stavo tornando a casa. Ero fermo al semaforo all’incrocio di via Keplero con via Taramelli con la mia bella freccia a destra; scatta il verde, e Anna mi chiede perché non parto. Dopo due secondi lo capisce: c’era un vecchio in bicicletta che tranquillamente mi ha superato sulla destra, proseguendo dritto.
Ora è assolutamente possibile che nella zona fosse stata lanciata una qualche arma segreta per aumentare l’imbecillità congenita; nei due minuti precedenti mi ero trovato uno che ha aspettato il rosso per attraversare in auto a tre chilometri l’ora corso Marche, e un altro che ha fatto retromarcia nella carreggiata centrale di viale Zara, tagliandomi la strada mentre stavo attraversandolo col verde, per fare tranquillamente manovra ed entrare – ovviamente contromano – verso via Abbadesse. Il primo per la precisione aveva l’aria di essere stato ipnotizzato e controllato remotamente, il secondo stupitissimo che esistesse qualcuno al mondo oltre a lui. Ma in fin dei conti la cosa non era così preoccupante: a parte il fatto che ce li avevo davanti e quindi era facile vederli, alla peggio avremmo rovinato due automobili, senza però farci male.
Col ciclista la cosa è diversa. Magari non sarebbe successo nulla, visto che ho preferito andare sul sicuro anche se così ad occhio ce l’avrei potuta fare a svoltare. Però ho cominciato a capire che forse, quando capita che un ciclista venga travolto da un camion il cui autista ha detto che non l’aveva visto per nulla, forse potrebbe anche essere vero. Oggi era una bellissima giornata luminosa e senza troppo traffico, io avevo segnalato regolarmente la mia intenzione di girare, eppure se non fossi stato più che attento avrei potuto finire nei guai. Come avrei potuto dimostrare la mia innocenza?
(Ah, io da buon ciclista urbano quando sono sulla destra e vedo un semaforo scattare al verde, io mi fermo piuttosto, per essere certo che l’auto davanti a me non decida di svoltare freccia o non freccia. Quindi so bene di cosa sto parlando)
ladri di computer
Dieci minuti fa passa qui nel mio loculo il consulente che gestisce le nostre dotazioni informatiche, chiedendomi se posso guardare il mac address del mio portatile. Apro il cassetto: il pc non c’è. Qualcuno me l’ha fregato, in un periodo non meglio identificato tra Natale e oggi (sì, non lo uso molto).
La grande fregatura è che adesso devo fare denuncia e cercare tutti i dati identificativi, il tutto per un computer che mi era stato dato a metà 2001, che è stato sempre scassato e scalda come un disperato, la cui batteria non funziona e nel quale non mi pare di avere dati di un qualunque interesse. Ve l’avevo detto che non lo usavo, no? Né credo me ne daranno uno nuovo in cambio, nel qual caso avrei quasi potuto essere felice…
La miglior barzelletta sulle bionde
(l’ex) blog di Luttazzi
A me buona parte della comicità di Luttazzi non piace. Non ci posso far molto, la trovo troppo greve. Intendiamoci: questa non è affatto una scusa per l’ostracismo televisivo che lo ha colpito: non certo per quel tipo di battute, altrimenti il Bagaglino avrebbe dovuto chiudere da anni, ma per avere osato parlare di Silvio non come voleva Silvio.
Ciò premesso, aggiungo che ho sempre ammirato l’intelligenza del comico, e ne ho avuto un altro esempio. Luttazzi aveva un blog, che io non seguivo come del resto non seguo quello di beppegrillo™. Bene. prima avvisa i lettori che lo vogliono come leader politico che lui non ha nessuna intenzione di esserlo; Poi evidentemente ci ha pensato su e ha deciso di chiudere il blog, avendo notato “che un blog tende ad assecondare le derive populistiche ( di chiunque )”, e che torna a fare il suo lavoro. Complimenti, davvero.
(Per chi è arrivato fino a qua: sì, dissento da Mantellini; sì, anche io ho derive populistiche, anche se in sessantaquattresimo)
Aggiornamento (15/1) come volevasi dimostrare, c’è chi è dell’idea completamente opposta.
Abbreviazioni SMS
Gli SMS li conosciamo tutti. Centosessanta caratteri massimo, da scrivere facendo contorsionismi fisici sulla tastiera del telefonino e mentali per evitare di sbrodolare e terminare lo spazio.
Per il primo problema, è stato inventato il T9: tu schiacci i tasti corrispondenti alle lettere e il telefonino dovrebbe indovinarti la parola. A volte sbaglia, consciamente o inconsciamente (stamani mi è stato detto che quando digiti “Motorola” scrive “Motosola”, e non gli darei nemmeno troppo torto), ma chi lo usa ne è estasiato. Io non ci riesco proprio, è un mio blocco mentale, ma riconosco che è un problema mio: ci convivo senza patemi.
Il secondo problema viene “risolto” con una serie di abbreviazioni più o meno incomprensibili ai non iniziati: a capire che che nn sia “non” e xkè “perché magari ci si arriva, ma sfido chiunque a decrittare tvcbcnpvsdt. Gli è che mentre per il T9 la scelta è personale, con le abbreviazioni chi ci perde tempo sono io che devo fare partire i miei neuroni per qualcosa di francamente inutile (chi ha ricevuto miei messaggini sa che io ci infilo dentro di tutto con sintassi impeccabile).
Ma il dubbio che non sono mai riuscito a togliermi è un altro: come diavolo fa la gente a fare abbreviazioni mentre usa il T9? gliele insegna? spreca più tempo ad accettare le forme sconosciute? Spiegatemelo, fatemi dormire tranquillo la notte!
niente brogli elettorali
Stante il clamoroso calo dei voti per la FIStel/Cisl (che da 3+1 è passata a 1+1 eletto) posso starmene tranquillo: non sono passato. Beh, sì, sono secondo a pari merito (i voti sono stati molto sparsi, quindi il fatto che ci sia stato un blocco di persone a votarmi qua a Rozzano ha falsato il tutto). Il fatto è che i “+1” indicano i componenti designati dalle organizzazioni sindacali, che possono scegliere chi vogliono: visto che comunque il mio ex-aequo è interessato alla cosa, non vedo perché togliergli il divertimento, no? In fin dei conti ho già dato a suo tempo.
Vedremo piuttosto che cosa capiterà di qui ai prossimi mesi, quando bisognerà giocare sul serio.