Non so quanti soldi abbia speso l’assessore Goggi per restringere i marciapiedi in viale Papiniano, in modo da spostare i posti auto e ottenere così tre corsie da San Vittore a corso Genova. Peccato che – come del resto corretto – i marciapiedi vengano allargati all’altezza degli incroci, così come davanti al distributore di benzina dove comunque non ci sarebbe stato spazio. Cosa succede allora? che la gente parcheggia a filo del marciapiede, probabilmente perché il neurone dedicato alla ricerca di un posto libero non riesce a immaginare la ragione di quell’improvvisa differenza di posizione. In pratica, così, si continuano ad avere due corsie, con l’aggravante di creare in prossimità degli incroci un po’ di ingorghi di cui si poteva fare tranquillamente a meno e di costringermi a non certo esaltanti slalom in bicicletta.
Considerando che solitamente ci sono sempre dei vigili a un paio di centinaia di metri, trovo che un costante passaggio con relativo stacco di multe non sarebbe una pessima idea. Al limite ci si rifà un po’ dei costi sostenuti.
44 gatti partiti
Sulla home page del sito di Forza Italia da ieri campeggiano alcuni manifesti taroccati che prendono per i fondelli la campagna dell’Unione. Mantellini si lamenta; io personalmente li trovo carini, a volte anche più interessanti di quelli originali, e sicuramente meglio di quelli ufficiali attaccati per le strade. Ma non è di quello che voglio parlare.
Uno dei manifesti recita “Oggi quattro partiti – Domani quarantaquattro”. L’iperbole non è purtroppo così lontana dal vero, ma quello che non mi torna sono i quattro partiti al governo. Oltre a FI,AN,Lega e UDC non c’erano anche i resti del Nuovo PSI? e Giorgio La Malfa si è perso per strada assieme ai suoi repubblicani di destra? Alle prossime elezioni, non ci saranno pure quelli della Nuova DC di Rotondi, il MIS di Rauti e altri ancora? Andrà a finire che quel cartello sarà profetico chiunque vincerà.
_Perché limitarsi a sognare?_ (libro)
Un libro (Alexandra Berger e Andrea Ketterer, Perché limitarsi a sognare? [Warum nur davon Träumen?], Feltrinelli – Universale Economica 20052 [1997], pag. 271, € 7.50, ISBN 88-07-81534-6, trad. Daniela Idra) scritto da due donne e destinato alle donne, dove il “sognare” si riferisce alla sessualità. Ammetto che come donna io valgo poco, e probabilmente il mio giudizio è inficiato; diciamo che guardando dalla metà sbagliata del cielo ho letto delle cose indubbiamente interessanti, ma anche informazioni piuttosto datate: lo sforzo di convertire dalla situazione tedesca a quella italiana è stato sì fatto, ma con risultati deludenti, e sicuramente non è stato rifatto l’anno scorso per la nuova uscita del libro in edizione economica. Sarà stata una congiura maschilista.
Tremonti
Complice il fatto che Anna doveva stirare, siamo restati a vedere l’apparizione televisiva di Giulio Tremonti alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo fa (a parte che il Magnifico Rettore ha un’aria molto più carina adesso che venticinque anni fa – questa la capiranno in pochi).
Commenti? Beh, innanzitutto Corrado Guzzanti è un maestro. Quando ha rifatto Tremonti dalla Dandini era assolutamente indistinguibile dall’originale. Ma quello che mi ha lasciato davvero basito è che Tremonti non ha senso dell’umorismo. Non capiva quando Fazio lo prendeva per i fondelli, si è messo a puntualizzare da maestrina sulla (vecchia) barzelletta raccontata in precedenza da Rutelli mettendosi a spiegare che l’Italia non è bagnata da tre mari, ma da quattro; la battuta che ha fatto (alla domanda su cosa si erano detti Berlusconi e Ciampi ha risposto snocciolando le cifre del numero telefonico del centralino di Palazzo Chigi) non era male, ma pronunciata così era incomprensibile.
Per il resto, idee poche ma confuse, o meglio che facevano confondere il povero ascoltatore. Ma sono certo che lui è uscito dagli studi milanesi convinto di avere riscosso un successone!
sacro copyright
Su La Stampa di oggi c’era un articolo che mi ha lasciato davvero basito. Papa Benedetto XVI ha infatti deciso che da ora in poi rafforzerà, attraverlo la Libreria Editrice Vaticana, il copyright sui suoi testi; quindi se un altro editore volesse stampare una copia di una sua enciclica d dovrà pagare i diritti d’autore a B16.
A parte che io avrei già dei problemi con il concetto di copyright su parole che si suppone siano per il mondo tutto, potrei ancora capire l’idea di impedire che qualcuno travisi i testi, e quindi l’apposizione di un copyright. Ma pagare i diritti? Se ci pensate un attimo, è assurdo. Un fedele non ha la possibilità di sapere cose che indubbiamente lo riguardano, se non pagando “un diritto” a chi glielo deve dire: quasi meglio della simonia.
Aggiornamento: Grazie a quasi.dot, ecco il lancio d’agenzia. Interessante notare la data: fine maggio scorso.
CX589VC
Se vi capita di vedere a Milano una Yaris rossa con questa targa – ripeto: CX-589-VC – vorrei che sapeste qualcosa in più della tipa che la guida.
Oggi pomeriggio eravamo andati a far la spesa all’Esselunga di viale Zara; mentre tornavamo a prendere la nostra auto in parcheggio vediamo la macchina in questione infilarsi a tutta velocità nel parcheggio riservato agli handicappati. Non che non ci fossero altri posti: in quello stesso piano ne ho visti almeno una quindicina.
Anna, che in certe cose è ancora più talebana di me, rimane casualmente vicino all’auto. La tipa dentro se ne deve essere accorta, perché ci ha messo un minuto buono prima di uscire; finalmente apre la porta, e Anna con la sua dolce voce le fa “guardi che quello è un posto per handicappati”. Il dialogo continua: “Lei è handicappata?” “No…” “E allora che c*** gliene frega?”
Il mio errore è stato di non prendere una foto, che avrei potuto allegare qua come sputtanamento completo. Sono ripassato alle 17:55, ma si vede che quell’essere di sesso femminile aveva già finito la spesa, probabilmente passando davanti a qualcuno in coda.
ed è stato Guardasigilli
In teoria uno che è stato ministro della Giustizia ne dovrebbe sapere più di me sul tema (anche se l’ingegner Castelli verrà subito a rimbrottarmi…), ma confesso di non avere capito il commento di Fassino alla notizia che Ciampi ha rimandato alle camere la legge sull’inappellabilità.
Chi non è stato attento probabilmente non sa molto di questa legge, che sostanzialmente dice “se una persona è stata prosciolta, il pubblico ministero non può ricorrere in appello”. Inoltre, non sono appellabili le sentenze che terminano con una condanna a una semplice ammenda.
Presumo che il motivo del rinvio alle camere sia dovuto al fatto che la Costituzione prevede che accusa e difesa siano alla pari, e in questo caso la legge diverrebbe sbilanciata verso la difesa.
Però Fassino dice tra l’altro che se la legge fosse rimasta così avrebbe “reso più lunghi e intensi i tempi dei processi”, e questo non mi torna proprio. Se si dice che in una certa serie di casi non si può più andare in appello, come fanno i processi ad allungarsi?
Aggiornamento: (20 gennaio) Per chi non ha voglia di leggere i commenti, i processi si sarebbero potuti allungare perché la Cassazione avrebbe giudicato anche nel merito, e quindi fare tornare al via parecchi processi. Chi invece non riesce a capire perché parlo di Fassino deve sapere che l’articolo di Repubblica che ho linkato non è quello che appare oggi: non c’era la spiegazione di Carl’Azeglio, ma appunto il commento di Piero. Riciclare i bit è facile!