Stamattina sono uscito baldanzoso di casa alle 8:20, con gli scarponi da montagna che Anna mi ha costretto ad andare a recuperare in cantina. Via Abbadesse naturalmente era uno strato unico di neve, ma anche la circonvallazione non scherzava. Dopo aver notato davanti a me una giovine signora in stivaletti e minigonna (ah, la moda!) mi sono infilato in metropolitana, emergendo in piazza Abbiategrasso alle 8:55 insieme ad Adolfo.
Lì troviamo altri quattro colleghi che stavano aspettando da una ventina di minuti il 15: la palina elettronica affermava intanto che in tre minuti sarebbe passato un 3, e in cinque minuti un 15. In effetti un paio di minuti dopo è arrivato il 3, e tre dei colleghi sono saliti; noi siamo rimasti giù per evitare la calca. Intanto passavano due 15 uno dietro l’altro in direzione centro. Il display per il “nostro” 15 intanto passava a “MAX 1 MINUTO” per poi improvvisamente ammutolire, presumibilmente a causa dell’apertura improvvisa di una frattura spaziotemporale nella zona della piazza. Passa invece un altro 3, e decidiamo di prenderlo, visto che era vuoto.
Arrivati al capolinea di Gratosoglio, ci infiliamo in mezzo alla neve per passare alla fermata del 15 e ce ne stiamo un quarto d’ora in attesa sotto la neve che continua a fioccare. Poi mi scoccio, e decido di farmi a piedi i tre chilometri verso l’ufficio. Mi seguono Vittorio, Ugo e Mauro, mentre Adolfo e Francesco preferiscono aspettare. Arranchiamo allegramente in mezzo alla neve, giusto con una sosta a un baretto sulla strada per fare colazione – Mauro da Vero Uomo prende un ponce. Usciti dal bar vediamo Adolfo arrivare di corsa, che ci dice che Francesco a un certo punto si è rotto e ha deciso di tornarsene a casa. Il nuovo gruppetto si divide ancora all’altezza della sede di Quattroruote: Adolfo e Mauro proseguono a piedi, mentre noi saliamo su una 220 per due fermate tanto per rilassarci un attimo. Arriviamo alle 10:15, e un quarto d’ora dopo spunta Daniele che abbiamo scoperto avere preso un 15 che alla fine era spuntato.
Oggi pomeriggio replica.
(ah, il sito dell’ATM non riporta assolutamente nessuna notizia… anzi no. Ben nascosto, spiegano che ATM informa che dallinizio del servizio di questa mattina le linee di superficie e metropolitane sono pienamente operative.)
nevica parte 2
Oggi pomeriggio sono uscito alle 17:12 per tornare a casa. Sono arrivato alle 19. Il vero problema sono stati i novecento metri dalla sede Telecom all’incrocio tra viale Lombardia e via Roma, percorsi in quaranta minuti: non mi è venuto in mente di passare da dietro se non dopo che ero in posizione per la rotonda.
In città di per sé non c’erano grandi problemi, saranno caduti un paio di centimetri di neve; ma nelle colonie oggi si sono superati i dieci centimetri (netti, nel senso che io conto lo strato che trovo per terra). Sono sempre pochi, ma a quanto pare ormai più che sufficienti a bloccare tutto…
Domani metro+tram.
Le false confidenze (teatro)
Sono in ritardo sul commento di quest’opera di Marivaux, visto che siamo stati a vederlo venerdì scorso allo Studio, appollaiati nel terzo anello della gradinata: non si capisce bene perché, visto che c’erano pacchi di posti liberi anche in platea, ma quando Anna aveva prenotato le avevano detto che non c’erano altri posti disponibili. Mi sa tanto che il sistema del Piccolo Teatro “io intanto fermo N biglietti, poi con calma decido che fare, tanto posso confermarli anche solo due giorni prima” non sia esattamente ottimale.
Abbiamo scelto l’opera per una ragione banale: la regia è di Toni Servillo. a mio parere uno dei migliori attori in circolazione. Devo ammettere però che la messa in scena mi ha lasciato molti dubbi. Servillo ha scelto di rendere la commedia come se fosse un gigantesco carillon: asciutta, con ingressi e uscite dei personaggi precise e puntuali come in un orologio, e giocando moltissimo su sguardi ed espressioni (il che non è stato una gran bella cosa dalla postazione in cui eravamo appollaiati; aggiungiamo poi che ci mancava la visione del retroscena dove passavano con regolarità alcuni personaggi di cui vedevamo solo le gambe).
La “colonna sonora” è naturalmente funzionale alla messa in scena: un continuo, lento “tum… tum…” che dopo qualche minuto ha cominciato a farmi innervosire, ma mi sono dovuto sorbire fino in fondo, inframmezzato solamente da qualche assolo di batteria che indicava la fine di una scena.
Per quanto riguarda i protagonisti, Servillo è al solito stato bravissimo, oltre ad essersi scelto il ruolo del servo, meno presente in scena ma indubbiamente più consono al suo stile; Anna Bonaiuto è stupenda nella parte di Araminta; meno incisivo Andrea Renzi – Dorante.
Fede (non Emilio)
Il quiz della settimana da queste parti sembra essere qual è la tua religione?. Bene: secondo loro, io sarei un Umanista. Ecco il testo completo:
“I tuoi ideali assomigliano maggiormente a quelli di un Umanista. Anche se non hai molta fede, vuoi rendere questo mondo migliore, nel breve tempo [tiè!] che ti tocca vivere. Gli umanisti non credono in genere a una vita dopo la morte, e pertanto si sentono in dovere di rendere il mondo un posto migliore per sé stessi e le future generazioni”.
Tralasciamo l’implicazione logica (therefore nell’originale) un po’ traballante, e passiamo al mio posizionamento nel quadrante scientifico-spirituale e fede-ragione (vedi anche questo simpatico grafico):
0% scientifico - 40% ragione.
Non aggiungo più niente. Evidentemente anche la matematica è spirituale.
Nevica
Ieri sono passato (di corsa come al solito) a Torino, per una triste assemblea dell’ormai sempre più ex cooperativa che gestiva la mensa Tilab, salutare mio fratello, e scambiare due chiacchere con la mia amica e adesso inquilina Maria – e naturalmente Yagoub. In effetti, il tempismo non è stato perfetto: ha iniziato a nevicare solamente stamattina. Temo sarà divertente tornare a casa, e oggi l’auto l’ho presa io e non Adolfo…
Già che ci sono, racconto le impressioni visive. Ieri sera ho fatto per la prima volta via Livorno e corso Mediterraneo, e mi sono sentito completamente perso, non riconoscendo affatto la zona. In compenso, ero convinto che avrebbero almeno chiuso un po’ di cantieri per le Olimpiadi, ma mi sembra impossibile che riescano a fare qualcosa all’ingresso dell’autostrada per Milano e in Piazza Statuto. Bel biglietto da visita, che si aggiunge al solito toboga della Torino-Milano.
E a proposito di quest’autostrada: ho scoperto, sfidando il gelo (-5.5°), che la chiesetta di San Rocco (è quella che spunta dal cavalcavia subito dopo il casello di Rondissone per chi esce da Torino) è in fase di restauro, pagato… dalla SATAP, cioè dalla concessionaria dell’autostrada. Quello che però mi chiedo è dove passerà alla fine l’autostrada, visto che tutto lo spazio dalla chiesa alle case permette giusto le tre finte corsie che ci sono ora.
Dichiarazione di voto
Domenica qui a Milano abbiamo le primarie dell’Unione per il candidato sindaco. Nelle migliori tradizioni della sinistra, si è scelta una giornata in cui si sapeva ci sarebbe stato il blocco della circolazione – secondo me, sono partiti dall’idea “così non vanno al mare” – e abbiamo avuto una lotta all’ultimo coltello tra i vari candidati, che temo porterà a un “effetto Orazi e Curiazi”.
Ad ogni modo, io voterò senza troppa convinzione per Davide Corritore. Gli altri?
Milly Moratti, a parte la tristissima pubblicità sull’alternativa, è l’unica candidata con un’esperienza politica, e quindi so che non funzionerebbe affatto. Bravissima persona, intendiamoci, ma come politica non mi piace affatto.
Bruno Ferrante (ma chi ha avuto l’idea di mettergli quella foto dalla faccia incazzata sul sito?) Vincerà lui, a meno che diecimila di destra si intrufolino per votare Fo. E secondo me sarebbe anche un buon sindaco. Però voglio che gli apparati di partito sappiano che non è che basti metterlo là e fargli fare quello che vogliono loro.
Dario Fo: a vottantann! L’entusiasmo non basta, né basta l’importanza indubbia del suo nome. Ho sentito un po’ di suoi discorsi elettorali, ed è chiaro che non ha un idea dell’indubbio casino di governare una città di più di un milione di abitanti. Sì, potrei fidarmi della squadra di assessori che sceglierebbe, ma non me la sento.
Insomma, rimane giusto Corritore. Riconosco che dirlo così non è bellissimo, ma tant’è….
discarica ciclabile
Avevo già parlato della pista ciclabile provinciale del Naviglio Pavese. Ah, naturalmente in Provincia non mi ha mai risposto nessuno.
Ad ogni modo, non c’è segnaletica, se non un quasi invisibile cartello di divieto di accesso, ed è stata tolta la sbarra che chiudeva il passaggio. Così ai motorini si sono aggiunti gli scooteroni, e non mi stupirei di vedere passare qualche finto SUV. Ma il peggio è che è ritornato il vezzo di usare il posto come discarica, come si può notare qua e qua (la versione più grande della fotina quassù).
Si accettano scommesse su come sarà la situazione ad aprile.
sciogliamo le camere! O no?
Magari molti non hanno capito cosa sta succedendo con il balletto delle date di termine della legislatura. Come parte del mio servizio pubblico, provo a spiegare le cose in maniera non dico chiara ma comprensibile.
La XIV legislatura è iniziata con la votazione del 13 maggio 2001, quindi dovrebbe terminare il 13 maggio 2006, e il voto tenersi domenica 14. C’erano però due problemi, uno costituzionale e uno politico. Il mandato di Ciampi scadrà infatti… il 13 maggio 2006. Di per sé la Costituzione in questo caso prevede una prorogatio, ma non è comunque una bella cosa. Ma c’è di più: questa primavera si voterà anche per numerosi comuni, tra cui Torino, Milano, e Roma, e quindi ci si sarebbe aspettato di andare alle urne una sola volta, previo apposito decreto. Però generalmente Forza Italia, essendo un partito incentrato su Berlusconi, è più debole nelle consultazioni locali, e Silvio non era molto convinto dell’accoppiamento. Così si sono messi d’accordo tutti, proclamando urbi et orbi che la data delle elezioni sarebbe stata il 9 aprile, sciogliendo le Camere il 29 gennaio. (noticina a margine: è la domenica delle Palme. Chissà cosa succederà con tutti quelli che faranno benedire i ramoscelli d’ulivo)
Poi sono però successe alcune cose. La più eclatante è stata il rinvio alle camere della legge Pecorella, che non potrebbe più essere ripresentata. Ma sotto sotto c’è dell’altro: la campagna elettorale di Berlusconi che finalmente ha avverato la predizione di Enzo Biagi (“Se Berlusconi avesse le tette, farebbe anche l’annunciatrice”) e quindi non aveva affatto voglia di essere vincolato dalle norme di par condicio in periodo elettorale; e il fatto che il Polo è indubbiamente in rimonta. A questo punto Berlusconi ha pensato di fare un bel giochetto e dire “massì, prolunghiamo la legislatura fino al limite naturale, così possiamo ancora lavorare”, ottenendo il subitaneo appoggio di tutti gli studenti che all’interrogazione di fine quadrimestre chiedono al prof se può essere rimandata a domani. Ciampi non l’ha presa affatto bene, anche perché lui poteva sì sciogliere le camere il 29 gennaio ma fino a che il governo non promulga i decreti per l’istituzione dei comizi elettorali non sarebbe successo nulla. A sinistra hanno sempre più paura di non vincere e quindi non vogliono toccare la data d’altronde concordata.
Risultato? La data del voto non si tocca, ma si riduce al minimo ammesso – 60 giorni – la durata della campagna elettorale, dando un paio di settimane in più ai lavori del parlamento. Tanto ai politici non importa più dovere tornare sul territorio per la campagna elettorale: ricordo che con la nuova legge non esiste più la preferenza, e conta solo l’ordine in cui sei stato messo in lista.
Chiaro?
Aggiornamento (26 gennaio) La notizia aggiuntiva è che il governo preparerà anche un “decreto tagliafirme”, per ridurre il numero di firme necessarie ai partiti non presenti in parlamento per presentarsi. A parte i giudizi sulla “democrazia perfettissima”, vorrei ancora aggiungere che se la legislatura termina anticipatamente (anche solo di un mese) il numero di firme richiesto viene comunque dimezzato, e secondo me questo conta molto, soprattutto nel momento in cui si è passati da un sistema maggioritario a un “proporzionale con finto sbarramento”…