Oggi Anna è a casa, tra una trasferta e l’altra. Stamattina riceve una telefonata di un tipo (“Andrea”) che le fa “mi hanno detto che lei sta vendendo la casa”. Io avrei risposto “scusi, chi gliel’ha detto?”, ma va bene lo stesso. Anna, che in queste cose è più scafata di me, dice che semplicemente era un tipo che cercava casa, ha preso i nomi dai campanelli e ha provato a telefonare. Sistema faidate, insomma.
In compenso, nel pomeriggio ha telefonato un tipo della Popolare di Sondrio, che voleva informare che avevano aperto una nuova filiale vicino a noi e che quindi saremmo potuti essere interessati. Questa volta Anna gli ha chiesto come facesse a sapere che eravamo vicini, visto che l’anno scorso abbiamo doviziosamente compilato il questionario telecom dicendo che non volevamo telefonate di pubblicità. Il tipo è stato zitto.
Visto che in questo caso è piuttosto chiaro che è stata usata una base dati per trovare gli indirizzi “vicini”, lascio a voi la domanda: dove è stata presa questa base dati? Io vedo due risposte possibili:
– Telecom continua a venderle (con qualche disclaimer del tipo «non fate i cattivoni e non chiamate un numero che non abbia il flag “pubblicità ammessa”», e tutti che rispondono «certo, noi siamo ligi alla legge»)
– qualcuno sta facendo un lucroso – per qualche anno – affare con le ultime basi dati prima del blocco privacy.
vento
Da ieri pomeriggio c’è un ventaccio (freddo, tra l’altro) che ha però un vantaggio: pulisce l’aria. Già ieri pomeriggio si vedevano tutte le montagne a nord: il che, visto che Rozzano è a sud di Milano, non è poi una cosa così banale.
Ma stamattina, oltre all’elicottero, guardando verso nord-nordovest vedevo delle altre montagne, così ad occhio quelle dalle parti del Rosa (o più probabilmente dell’alta Valsesia, mi dicono). Niente male davvero.
Ma quante ne sa, Formigoni
Rispetto a quanto scrissi, Galan ha pensato che forse non era il caso di candidarsi: in compenso, abbiamo il governatore calabrese Agazio Loiero che – visto che la Margherita non voleva metterlo capolista – ha pensato bene di candidarsi con la lista “Codacons-DC”. In compenso sembra che Massimo Grillo (UDC) abbia rifiutato il posto al Senato perché non voleva essere nella stessa lista di Totò Cuffaro. Strano se ne sia accorto solo ora, ma il gesto è apprezzabile data la scarsa propensione italiana per allontanarsi volontariamente dai cadreghini.
Ma fermiamoci a Formigoni. Credo sia utile che i miei ventitré lettori sappiano che la sua scelta di candidarsi non è di bandiera, come afferma Berlusconi, ma vera «proprio per una forma di rispetto per i cittadini. Essi sanno che se mi eleggeranno al Senato io poi sceglierò la soluzione migliore sulla base esclusiva di una valutazione del loro bene comune».
Credo che dovremmo tutti ringraziare una persona che ha così a cuore il nostro bene comune, e che non vuole affatto prendere una decisione a cuor leggero: quattro mesi di doppioscarpismo forse sono ancora pochi, ma Lui ce la farà.
Per saltare le code
Tutti dal papa. E allora?
Il rompimento di palle (nel senso di gazzarra caciarona) di oggi sembra essere la prossima visita di Casini Berlusconi e Clementone Mastella da Benedetto XVI, dieci giorni prima del voto.
Confesso che non capisco esattamente il problema. Se il fogliaccio scalfariano dice il vero, verrà invitata in udienza una delegazione di duecento parlamentari del PPE, che starà tenendo il proprio congresso a Roma. Potremmo chiederci che diavolo ci faccia Silvio nel Partito Popolare Europeo, ma quella è un’altra storia. Ma se qualcuno pensa che la cosa sposterà voti in un senso o nell’altro, è davvero credulone…
Diciamo che sarebbe simpatico che i vari politici invitati non rilasciassero dichiarazioni o interviste, ma conoscendo i tre tipi di cui sopra non ci credo nemmeno se lo vedo.
Numb3rs – la recensione
Alla fine sono riuscito a vedere il secondo dei due episodi trasmessi ieri sera. Giudizio sintetico: boh.
Non è che uno si aspettasse qualcosa di diverso dal giovane genio matematico borderline autistico, e non che uno si aspettasse chissà quale matematica dentro. Occhei, il principio di Heisenberg è fin fisica, ma lo accettiamo, ed è stato spiegato anche in maniera decente. Peccato che alla fine non sia stato applicato, o almeno non hanno specificato come è stato applicato.
Non parliamo poi della traduzione: “P contro NP” sembra un match di wresting più che un enunciato (che in italiano sarebbe “P è uguale a NP?”)
Poi è chiaro che se uno vuole vedere un telefilm poliziesco, va più che bene, ma di quei telefilm ce ne sono a bizzeffe.
Insomma, non credo continuerò a vederli.
Formigoni vuol fare il senatore
Il Governatore della Lombardia (ma anche Galan in Veneto, a quanto pare) ha deciso: scenderà in campo per portare alla vittoria le truppe della Casa della Libertà. Qualcuno si potrebbe chiedere “ma come, lascia un così bel posto per diventare uno dei tanti?” Ma no, non è così: pur immaginando che ieri Radiopop scherzasse, quando ha detto che se il centrodestra vincerà ci sarà una leggina ad (alteram) personam che permetta la compatibilità, la risposta è molto più semplice. Gli eletti hanno infatti 90 giorni di tempo per decidere quale cadreghino mantenere, e intanto uno può farsi un giretto a Roma.
Continuo a dire che la mia proposta di due anni fa (“ti candidi e ti eleggono? Lasci obbligatoriamente il posto che avevi prima”) dovrebbe essere presentata come legge.
Proprietà di linguaggio
L’anno scorso Nicola Calipari è stato ammazzato. Nelle commemorazioni che si sono tenute, il ministro della Difesa Martino è arrivato a parlare di “tragedia greca” e del “fato che impedisce all’eroe di cogliere il frutto del suo valore”. Questo deve essere sembrato troppo persino al governo, tanto che per fare una doverosa precisazione hanno scomodato nientemeno che Gianni Letta. Il modo con cui Letta è riuscito a dar torto a Martino merita di essere citato integralmente.
“La retorica ha sempre qualche piccola insidia. Forse nel tentativo di nobilitare la figura di Calipari è stata evocata la tragedia greca. Dove, è vero, è il fato che spiega tutto ciò che accade come conseguenza ineludibile di qualcosa che non è conoscibile né influenzabile dall’uomo: ma la tragedia greca è cosa antica, lontana, passata. [Oggi] la responsabilità impone di conoscere e agire coerentemente e conseguentemente. Anzi di agire per conoscere: solo così potremo onorare non soltanto a parole la memoria di un grande servitore dello Stato”.
Peccato che nessuno metterà in pratica queste parole.