Il terzo libro della raccolta dei problemi delle Olimpiadi della matematica (Gilles Cohen (ed.), Pitagora continua a divertirsi, Bruno Mondadori – Container 2006 [1997], pag. 144, € 9, ISBN 88-424-9846-7, trad. a cura del Centro Pristem) è curiosamente di formato ridotto rispetto ai primi due, il che rende più difficile riporlo in libreria. I problemi sono quelli di sempre: i primi sono davvero facili, adatti per ragazzi delle medie, ma anche gli ultimi non sono davvero complicati. Purtroppo le soluzioni sono esposte in maniera disuguale, oltre ad avere qualche refuso che però non rende impossibile la comprensione. Diciamo che avrei preferito trovare più spesso ragionamenti più astratti: in fin dei conti, spesso si impara anche leggendo il percorso che porta alla soluzione.
Sempre fortunello, io!
Ogni tanto compro Diario, quando ho un po’ di tempo a disposizione per leggerlo. Qualche settimana fa, avendo un po’ più di tempo, mi sono messo persino a rispondere al quiz della settimana; ieri mi è arrivato un librino, presumibilmente perché sono stato estratto tra quelli che hanno risposto esattamente. Nell’ultimo numero in effetti sono citato tra i fortunati solutori :-)
È anche vero che – come mi ha fatto notare Anna – noi avevamo già l’edizione rilegata del libro vinto; ma tanto quello che conta è il pensiero, no?
Mai più senza
Tra le offerte che da giovedì prossimo saranno disponibili al Lidl ci sono (verificate di essere seduti stabilmente)… gli occhiali da sole con MP3. Solo 89 euro per un articolo che farà indubbiamente tendenza. Hanno anche un registratore vocale incorporato, così chi è abituato a salvare i propri profondi pensieri finalmente non si deve preoccupare.
L’unica fregatura è che sarà disponibile solo nei punti vendita friulani e della parte orientale del Veneto…
Le particelle elementari
Così Prodi ha finalmente presentato la lista dei suoi ministri. Il mio personale giudizio è parecchio negativo. Non certo per gli stessi motivi di Schifani, che si lamenta perché non ci sono siciliani nel governo (statisticamente facendo la media con la scorsa legislatura non dovrebbero esserci distorsioni dalla media) e perché faranno giurare un ministro che non esiste come quello dell’Università (proprio come ha fatto la CdL cinque anni fa).
Però è vero che ci sono troppi ministri: 26, ben più di quelli che erano stati previsti dalla legge… Bassanini (che fino a prova contraria è un DS). I due vicepremier a me fanno tanto pensare ai due carabinieri pronti a scattare non appena Prodi farà qualcosa che non piace a DS e Margherita; un triste pensiero. Andando avanti, le donne ministro sono sei, ma solo una (la Livia Turco) ha un ministero con portafoglio, anche se pesante come la Sanità; sembrerebbe quasi che le altre siano state aggiunte tanto per fare numero. Infine, Clementone Mastella come guardasigilli mi sembra una scelta piuttosto opinabile, ben più del povero Tonino Di Pietro alle Infrastrutture. Speriamo in bene.
Non votateli
Tra dieci giorni si vota per le amministrative milanesi. Siamo pieni di manifesti, striscioni, camioncini pubblicitari, spot radiofonici, volantini in buca, santini consegnati a mano da amici conoscenti tipi visti una sola volta in vita nostra, e chi più ne ha più ne metta. Però ci sono anche dei limiti.
Ieri sera c’era una busta indirizzata a me, dove c’era la fotocopia di un articolo del Corsera e una circolare dove tal Giovanni Terzi spiegava quante belle cose ha fatto, quante ne farà se lo eleggeranno nuovamente; il tutto con “un amico comune” (comune a chi oltre che a lui, non si sa), tale Antonio Canino che si presenta a sua volta in zona 2.
Il problema? Banalissimo. Come fa questo tipo ad avere il mio indirizzo di casa? Il telefono è intestato ad Anna, sulla buca delle lettere c’è solo il mio cognome, quando compilo dati e moduli – oltre a stare molto attento a dire che non voglio pubblicità – modifico sempre leggermente il mio indirizzo. Peccato che questo sia il mio indirizzo “ufficiale”, il che mi fa pensare che arrivi direttamente dall’anagrafe milanese, alla faccia della privacy. Intendiamoci: non c’è scritto da nessuna parte da dove il mio indirizzo sia stato preso, ma temo che a pensar male ci si azzecchi anche stavolta.
Non avrei comunque mai votato per loro, ma ritengo personalmente doveroso cercare di fare campagna negativa per costoro. Invito pertanto eventuali miei lettori milanesi che voteranno per le liste che sostengono la Moratti di scegliere un partito diverso da Forza Italia, o perlomeno di non dare il voto a queste due persone… a meno che non pensino che il loro direct marketing sia una cosa normale, nel qual caso mi chiedo perché stiano a leggere quello quello che scrivo.
Aggiornamento: Mi fanno notare nei commenti che questo provvedimento dell’anno scorso afferma che “Possono essere anzitutto utilizzati, senza il preventivo consenso degli interessati, i dati contenuti nelle liste elettorali che ciascun comune tiene”. Adesso potete finalmente capire a che serve il garante per la privacy, che ha emanato questo provvedimento.
Resta il fatto che io continuerò a non votare nessun candidato che mi invii a casa alcunché.
Supermercati e tessere fedeltà
Non so quanti di voi vadano a fare la spesa nei supermercati, dove per “fare la spesa” non intendo “accompagnare la consorte e tirare fuori la carta di credito quando necessario”. Chi compra in prima persona sa che ormai praticamente tutti i supermercati hanno ideato queste ‘tessere fedeltà”. Il concetto non è poi così lontano da quello di Mefistofele con Faust. Per avere un qualche vantaggio terreno, vale a dire degli sconti, cedi la tua anima al diavolo: più prosaicamente, lasci loro una quantità di tuoi dati personali che loro possono utilizzare a piacere.
All’Iper qui a Rozzano, la cosa è ancora più chiara: assieme allo scontrino ogni tanto vengono automaticamente stampati dei buoni sconto personalizzati, che escono da un marchingegno denominato “Magic Market”. All’inizio ero convinto che la scelta dei buoni venisse fatta verificando la spesa fatta: ad esempio, quando io compravo le bottigliette di fermenti da bere al mattino, usciva il buono con un’offerta per i fermenti della concorrenza. Ma ormai questi trucchetti sono troppo banali, e la pubblicità demografica ha raggiunto nuove vette. È un pezzo che non compro più lì la pappa per le gatte; per due volte di fila il Magic Market mi ha tirato fuori dei buoni sconto per ritornare sui miei passi e prendere nuovamente le ottime buste e scatolette di una marca che non nominerò.
Purtroppo gli sconti offerti sono sempre gli stessi: io speravo invece in un’evoluzione stile suk dove l’incontro tra la domanda e l’offerta arrivasse a un prezzo più interessante. La vedete la fregatura dei sistemi monodirezionali?
Intercettazioni calcistiche
Sto rischiando grosso, ma credo che i miei lettori abbiano diritto di sapere davvero tutto sugli scandali calcistici che stanno venendo fuori.
Tra le telefonate ricevute da Moggi ce n’è una, datata ottobre 2004, dove la voce dell’interlocutore non è sempre completamente intellegibile; tra i frammenti più comprensibili si sente dire “mio tempo sta per giungere al termine” e “Figliolo, ora tu devi aiutare mia squadra di Katowice”. La telefonata termina con un mormorio strano: “…benedictio patriifilii et spiritussancti…”
l’ha detto il telegiornale wikipedia
Quando Giorgio Napolitano è stato eletto presidente della Repubblica, si sono messi in tanti a cercare notizie su di lui. Viene così fuori che Panorama affermi che «Dopo la laurea in giurisprudenza fondò nel 1942 un gruppo antifascista e comunista che nel corso della Seconda guerra mondiale prenderà parte a numerose azioni contro i nazisti».
Peccato che questo non sia proprio vero. Gli è che Panorama (e non solo loro…) hanno copiato da… wikipedia! C’era una voce su Napolitano che conteneva quel dato, e che è stata corretta solo successivamente, quando un po’ di gente si è messa a fare le pulci alla voce, che al momento afferma «In questo periodo si forma tuttavia il gruppo di amici storico di Napolitano che seppur militando ufficialmente nel fascismo guardava alle prospettive dell’antifascismo».
Inutile dire che quelli che copiano da Wikipedia (cosa assolutamente lecita di per sé) si dimenticano sempre di citare la fonte (cosa niente affatto lecita), e poi sono i primi a lamentarsi per la “scarsa qualità” della fonte…