Oggi su Leggo c’è un articolone (rispetto alla media liofilizzata che si può trovare su un giornale gratuito) a proposito della puntata pilota di una serie tv che in realtà non esiste: nei venti minuti (!) de Il quarto sesso si racconta “la vigilia di Natale di un Jesus demotivato, depresso e disoccupato, alle prese con un rivale pagano deciso a rubargli il ruolo di star spirituale”.
Ora, non capisco bene come il regista dica che il film (da venti minuti, ricordo) apparirà presto in DVD né perché la seconda puntata (con Karl Marx) si dovrebbe preannunciare rovente: anzi lo capisco e penso che sia un peccato perché l’idea mi pareva simpatica.
Ma quello che mi sconforta è l’ultima frase. «Con questo progetto volevamo mettere un dito nell’occhio al cinema italiano. Se non ci avesse finanziato una fondazione di arte contemporanea, non avremmo mai potuto realizzare una cosa del genere nel nostro paese. Abbiamo lavorato completamente senza censura». Ma cosa volevi fare, scusa? Un’opera d’arte o un serial televisivo? Nel primo caso è ovvio che i fondi li cerchi da una fondazione; nel secondo è parimenti ovvio che il committente ti dice cosa vuole. Certo poi che se il tuo vero scopo è solo mettere le dita negli occhi…
estate, forse ci siamo
Stamattina verso le 10:30 il termometro della mia auto, ferma da un’ora e mezzo al sole, segnava 42 gradi. A pranzo era sceso a 40, ma in compenso il trippometro, insomma il coso che segna i dati sul percorso, aveva deciso che non mi ero fermato a sufficienza. Solo alle 18:30, quando sono rientrato a casa, la temperatura era scesa a valori più umani.
Insomma, in dieci giorni è scoppiata l’estate. Vai di magliette di scorta!
153cm
Visto che oggi ero in auto per recuperare le famose valigie, ho pensato bene di passare durante la pausa pranzo a comprare un po’ di roba all’Iper. La spesa è consistita in un deodorante, un po’ di pappa per le gatte, sei bottiglie d’acqua gasata, dei fermenti lattici in versione normale e anticolesterolo, e una confezione mega di carta igienica. Pago, e il Magic Market sforna fuori uno scontrino della lunghezza di centocinquantatre centimetri. Gli appassionati del genere gioiranno nel sentire la lista dei buoni sconto:
– rifornimento al distributore del centro commerciale (un default sinergico)
– fiocchi di farro con frutta (se prendi i fermenti sei un tipo che fa colazione new-age)
– fermenti anticolesterolo di marca concorrente (che ci prova sempre, non ha capito che non mi piacciono come gusto)
– fermenti standard di altra marca concorrente (vedi sopra)
– detersivo per lavatrice (che in genere non compro all’Iper)
– sconto piccolo sulle pappe gatto che ho preso
– sconto meno piccolo su più confezioni delle pappe gatto che ho preso
– sconto nei weekend (compreso però il venerdì a pranzo) in uno dei ristoranti del centro.
Insomma, mancavano solo sconti per una maglietta e un telefonino e avevamo completato il giro. Eppure siamo in anticipo sull’ultima settimana del mese che dicono essere quella con le maggiori offerte!
Eminenza? Eminence?
paperless office
Pareggio?
Rep. cerca di convincere i lettori che “in Sardegna c’è stato pareggio”, visto che nei due capoluoghi il voto ha premiato da una parte la CdL e dall’altra l’Unione. Peccato che Carbonia, con tutto il rispetto, valga un po’ meno di Cagliari. E peccato che i sondaggi un paio di mesi fa dessero l’ora riconfermato sindaco indietrissimo.
Ma bisogna mantenere alto il morale delle truppe.
mondiali per interposta persona
Ieri, durante la partita dell’Italia, ho categorizzato le ultime foto che ho scattato e aggiornato un po’ il sito. Tanto nessuno mi disturbava, tranne al limite le gatte.
Tanto ho saputo esattamente quando gli azzurri hanno segnato, via botti provenienti dalla casa del vicino. Ma questo lo posso capire. Però qualcuno dovrebbe spiegarmi i caroselli d’auto per la vittoria nella prima partita contro il Ghana, che con tutto l’affetto non mi pare una potenza calcistica. Ci si accontenta davvero di poco!
Non ci sono più le stagioni di una volta
Generalmente ATM non perde l’occasione di passare all’orario estivo, e quindi ad attese prolungate dei mezzi, non appena finiscono le scuole, salvo passare ad agosto all'”orario estivo ridotto” che serve a farti capire quanto è utile avere un’automobile. Quindi mi ero stupito nel vedere il cartello con gli orari dei passaggi della metro che indicava “stagione invernale” fino addirittura al 7 luglio. Però la mia collega Elena con cui stavo tornando a casa mi ha fatto notare che hanno già tagliato corse, e infatti questo orario è in vigore da oggi.
Ora capisco che chiamarlo “estivo” non sarebbe stato bello, visto anche che ha cominciato a fare caldo oggi: ma “stagione invernale” non sembra un po’ esagerato?