<em>Experimenta '06</em> (mostra)

Ieri sono stato a Torino al battesimo di mia nipote Laura. D’accordo, il tempo era forse anche peggiore di quello che avevamo lasciato a Milano, ma lo sapete che quando arrivo nella mia città natia sono disposto a tutto: persino ad andare a vedere Experimenta ’06, l’ormai ventennale mostra sponsorizzata dalla regione Piemonte sulla “scienza portata al volgo”. Il tema di quest’anno è “Intorno al futuro – viaggio nelle tecnologie invisibili”: cose che io dovrei conoscere piuttosto bene, ma che non so spiegare.
Il mio esperto personale di formazione (Anna) mi ha assicurato che la mostra è fatta molto bene, anche se con alcune cadute come ad esempio il primo gioco che si trova appena entrati; lo “Zen Pong”, con una simulazione del famosissimo primo videogame proiettato su un giardino zen e dove si possono usare per muovere la racchetta un manopolone, un volante oppure l’equivalente di un telefono cellulare, è davvero triste. La mia anima di telecomunicazionista è in compenso andata in sollucchero nel vedere un selettore elettromeccanico funzionante: l’analogico continua ad avere un certo fascino. La cosa che mi ha più infastidito però sono state le numerose fanciulle, soprattutto nei primi padiglioni, che continuavano a cercare di convincerti a provare le bellissime cose che si trovavano – ammesso naturalmente che non fossero scassate, ma questo purtroppo capita anche nelle mostre corrispondenti all’estero. Quella che voleva costringermi a tutti i costi a crearmi il blog è stata il massimo: stavo per spiegarle che “ho già dato cinque anni fa, grazie”, ma per fortuna ha desistito. In compenso, ho apprezzato il ragazzo che stava all’interno del modulo della ISS, che è costretto a ripetere le stesse cose ogni dieci minuti.
L’ultima tristezza è stata non avere la possibilità di provare il ponte tibetano sul po, o perlomeno la versione breve dove scopri se ti può venire un attacco di panico quando ti trovi sospeso in una struttura di corde. Era aperto solo tra le 18 e le 20 di sabato e domenica… e per le 16 dovevamo essere al battesimo.

il Tronchetto si dimette

Beh, è ovvio che era tutta invidia per il Milan che fino all’anno scorso aveva Galliani come presidente della Lega Calcio: volete mettere fare il presidente di Telecom e della Federcalcio?
Più seriamente, non è cambiato assolutamente nulla. Dal comunicato del CdA si scopre infatti che Buora è stato nominato “vicepresidente esecutivo” e ha tutte le deleghe e i poteri che aveva Tronchetti Provera, tranne “le funzioni di general counsel e di gestione delle relazioni istituzionali”, che faranno capo a Guido Rossi. Considerando che Buora è sempre stato l’uomo di Tronchetti, oltre che il tagliatore del tagliabile, che cosa ci può essere di nuovo?

per finir la settimana lavorativa…

che c’è di meglio che vedere cosa ci hanno raccontato oggi i quotidiani gratuiti?
A dire il vero, Leggo è stato un po’ fiacco. L’unica cosa su cui potrei lamentarmi è l’articolo di Michele Galvani sul fiasco della prima puntata dell’Isola dei Famosi. Galvani, come da direttive del giornale, non perde l’occasione di girare il coltello nella piaga e sbertucciare la Ventura, cosa su cui si potrebbe anche essere d’accordo, come anche nel biasimare sue uscite lessicali come “Cassadei fa lo sborone”. Però forse potrebbe essere utile ricordargli che sotto la Toscana penso che “non fare lo gnorri” lo capiscano, visto che il termine non è un’invenzione della Gialappa’s ma una parola attestata in italiano almeno dal 1698.
Metro parla invece di tutto. Salute, con la Melandri che vuole dare la possibilità di dedurre le spese per la palestra esattamente come si fa per quelle mediche – le coop rosse hanno anche palestre? Cultura, con la “Notte Europea dei Ricercatori” che si terrà venerdì 22: non si sa perché, ma “a Napoli e anche in 30 città dell’Unione Europea, tra cui tre regioni italiane”; chi ha riassemblato il lancio d’agenzia ha dei grossi problemi con la lingua italiana. Letteratura, con la J.K.Rowling che merita addirittura lo strillo in prima pagina perché non si è voluta separare dal manoscritto di Harry Potter 7 che sarebbe dovuto finire nella stiva dell’aereo (ma non lo tiene su una chiavetta USB?). Politica, con il presidente sloveno Janez Drnov?ek che andrà in visita ufficiale in Spagna con l’automobile, perché “il governo gli ha tagliato i fondi considerandolo indisciplinato” e quindi non può prendere l’aereo.
City invece va sulle marchette, raccontando che il sindaco di Messina farà recapitare a tre americani in crociera, vittime di un lancio di uova tra studenti nelle vie della città, delle confezioni di dolci tipici; e che il prezzo di pane, pasta e dolci potrebbe salire alle stelle perché ci sono speculazioni sul mercato del grano – dice l’Associazione dei mugnai e pastai italiani – ma la Coldiretti replica che il costo del grano incide solo per il dieci per cento su quello finale. Per quanto riguarda il sesso, il titolo “Fa sesso con capra, costretto a sposarla” è fuorviante, perché in realtà il sudanese ha semplicemente dovuto pagare l’equivalente di una dote (e non viene accennato se almeno la capra gliel’hanno lasciata…)
Ma l’Insuperabile Fonte continua ad essere Repubblica, che racconta con dovizia di particolari (lasciati solo intuire, la possono leggere anche i bambini!) come durante il pranzo di nozze la neosposa scopre il marito a fare sesso… con il suo miglior amico (dello sposo, si direbbe). D’altra parte, non capisco tutta questa scena di gelosia. L’amico poteva dare al maritino sicuramente qualcosa in più della moglie!

rassegna stampa telecom

Non ho da dire molto sugli sviluppi degli ultimi due giorni dell’affaire Telecom, se non che non credo affatto che Rovati abbia preparato tutto quel bel piano e non abbia detto nulla a Prodi (e questa è l’ipotesi più caritatevole: l’altra è che Prodi abbia effettivamente commissionato lo studio a Rovati). Più che altro per comodità mia, raccolgo qua i collegamenti ad alcuni articoli e post che ho letto in questi giorni, con un microcommento.
Sui giornali:
Il Sole di ieri sul “piano Rovati” dello scorporo della rete. Da buoni confindustriali, si lamentano dell’ingerenza governativa (e stanno zitti sulla situazione dei conti di Telecom)
Il Il Corriere di ieri sullo stesso piano Rovati. Più interessante, perché fa numeri e non solo chiacchiere. Se uno si chiede come faccia il Corsera a sapere tutto questo, ricordo che l’opzione “TIMedia si fonde con RCS” non è così campata in aria, che Dagospia lo dica o no :-)
La Stampa e il il Corriere che raccontano di Rovati; Martini sulla Stampa cercando di affossarlo del tutto, Cazzullo sul Corsera più sullo stile “è un bravo ragazzo, solo un po’ impulsivo”
La Stampa di oggi, dove Francesco Manacorda, dopo aver raccolto lo sfogo di Tronchetti che si sentiva fatto fuori, propone il giochino “chi è stato a scrivere quel rapporto?”
Il Sole di oggi: per Marigia Mangano Tronchetti e Prodi erano perfettamente d’accordo, ma poi sarebbe successo qualcosa di non meglio definito
Il Giornale di oggi, che è l’unico del lotto a buttarla nella politica spicciola con Marcello Zacché che mette tutto in collegamento con la superbanca Intesa-Sanpaolo.
Altrove:
inPolitica.net, “Alex Prove Tecniche di Trasmissione”, un blogger di destra che vede (ovviamente da destra) cosa è successo in questi anni. Pieno di dati e numeri
Pier Luigi Tolardo di Zeus News è sicuramente coerente, visto che ce l’ha con Telecom da una decina d’anni almeno :-); però ho capito cosa lui non vorrebbe, ma non cosa vuole.

L’assassino dalle calze verdi e altri enigmi matematici (libro)

[copertina]
Un’ennesima raccolta di problemini matematici, che poi a volte sono semplicemente problemi logici. (Ian Stewart, L’assassino dalle calze verdi e altri enigmi matematici [The Mayor of Uglyville’s Dilemma And other mathematical puzzles and enigmas], La Gaja Scienza 806 – Longanesi 2006 [2005], pag. 124, € 9.60, ISBN 88-304-2361-0, trad. Riccardo Cravero). Il formato è ultratascabile, il prezzo forse un po’ alto, anche se bisogna tenere conto che il libro è rilegato. Perché prenderlo, allora? Beh, ad esempio perché è sempre divertente risolvere i problemini, soprattutto quando ci si riesce; poi perché con gli anni lo stile di Ian Stewart si è affinato, e le storielle di contorno sono sempre divertenti. Tra l’altro Riccardo Cravero ha giustamente scelto di tradurre anche molti dei nomi dei personaggi, e nel farlo si deve essere divertito anche lui. Inoltre, anche se alcuni dei problemi sono noti a chi è interessato a queste cose, la maggior parte di loro è nuova, e quindi in effetti c’è materiale per i propri denti. Al limite, poi, potete sempre regalarlo a qualcuno… amico o nemico, fate voi.

letteratura per email

DailyLit è una di quelle idee che sarebbe potuta venire in mente solamente a un americano. Visto che la gente non ha tempo di leggersi un libro in santa pace, ma è sempre attaccata all’email, che si fa? Gli si manda il libro – anzi l’ebook – in tanti comodi messaggi, la cui frequenza si può schedulare a piacere: tutti i giorni, nei giorni lavorativi, tre volte la settimana.
Sto ancora cercando di capire se è un’ideona o una tavanata galattica…

AAA mogol-battisti cercasi

La scorsa settimana sono riuscito a perdermi il secondo CD della collezione Mogol-Battisti che sta uscendo con Sorrisi e Canzoni TV. Qualcuno ha idea di come posso procurarmelo? (pagandolo, è chiaro)

qual è quella parola?

Oggi in tutta Italia ci sono ventiquattr’ore di sciopero degli autoferrotranvieri appartenenti ai Cobas, per il rinnovo del contratto. Vabbè. Oggi a Milano sta diluviando, e quindi l’ipotesi di prendere la bicicletta e farsi un’ora sotto la pioggia, per poi starsene otto ore fradicio in ufficio, viene cassata a monte. Vabbè. Andare in automobile oggi non è stata chiaramente considerata un’opzione possibile: sono un tipo nervoso, e vorrei evitare di spaccarmi il fegato e magari la macchina. A questo punto ieri mi ero messo a fare due conti. Lo sciopero inizia alle 8:45, visto che prima c’è la fascia protetta. Io in genere arrivo in ufficio tra le 9 e le 9:10. A questo punto anticipo di venticinque minuti la partenza di casa e sono a posto.
L’inizio del piano era anche andato bene: mentre Radiopop sentenziava che erano le 7:47 stavo chiudendo la porta di casa. La gialla era strapiena, ma nella verde si stava anche benino; risalgo in piazza Abbiategrasso alle 8:20, pronto a inzupparmi ma in perfetto orario con la tabella di marcia. Peccato che tra le 8:25 e e le 8:30 sarebbero sì passati un 3 e un 15, ma entrambi i tranvieri hanno deciso che il loro turno di lavoro era finito, e hanno usato il binario laterale per tornarsene in deposito. Fosse passato l’orario di inizio dello sciopero l’avrei accettato, ma così l’unico modo in cui mi viene da chiamarli è una parola di sette lettere che fa rima con “gonzi”.
Mentre cercavo disperatamente un piano B per trovare qualche collega che riuscisse a passare a prendermi, e intanto cercavo di avvicinarmi alla meta prendendo un 3 che almeno al suo capolinea di Gratosoglio ci arrivava, fortunatamente la tranviera del 7001 (e i suoi colleghi sul 7011 e 7017 che all’arrivo a Rozzano erano a ruota: immagino che i tram fossero in ritardo di loro visto il casino che ci sarà stato in centro) è spuntata e ci ha caricato tutti. Alla fine sono arrivato in ufficio esattamente alla solita ora, e ancora con la beffa finale: prendo un cappuccino alla macchinetta del caffè, e me lo ritrovo senza latte. Decisamente, non è giornata.