ancora sul deficit

Ieri su lavoce.info è uscito un commento di Tito Boeri sul calo del fabbisogno statale nel 2006, di cui avevo parlato la settimana scorsa.
Consiglio di leggerlo, perché spiega in maniera semplice molte cose. Dal mio punto di vista, sono abbastanza felice perché ci avevo azzeccato abbastanza, come il fatto che il deficit 2006 sarà molto più alto del 2.7% del fabbisogno: mi mancavano però alcuni punti. A quanto pare, la forbice tra il 2005 e il 2006 è stata quasi tutta ottenuta nel secondo trimestre, e da un lato è frutto delle una tantum del governo Berlusconi III che erano state sottostimate, mentre dall’altro deriva dall’aumento del gettito Iva, che è cresciuto più della crescita dell’economia mentre negli anni scorsi capitava l’opposto. Questa seconda parte può effettivamente dipendere, anche se non ci sono certezze, dal fatto che il governo dell’Unione ha già detto che non farà condoni. Per il resto, le misure Bersani hanno dato poco gettito – ma tanto lo sapevamo che erano più di principio che altro – e soprattutto negli ultimi tre mesi di quest’anno la forbice si è leggermente ridotta, il che non è affatto bello e in un certo senso si può leggere come una delusione per quanto (non) è stato fatto.
Chissà se di tutte queste cose a Caserta ne stanno parlando… ma sono pessimista.

che è successo alla free press?

Io non me n’ero accorto, ma Senera me l’ha fatto notare. In questi giorni, i giornali gratuiti sono più smilzi del solito. La triade milanese (Leggo, Metro e City) è composta di 24 pagine, mentre ad esempio City del 21 dicembre che è rimasto sulla mia ordinatissima scrivania di pagine ne aveva 36 e quello dell’8 gennaio (primo dopo la pausa) 28.
Ragione di questo calo della foliazione? immagino il calo della pubblicità. Ho fatto un conto spannometrico sui tre numeri di City che mi sono ritrovato per le mani, ed ecco i valori.
21 dicembre: 19.5 pagine su 36 (54%)
8 gennaio: 9.25 pagine su 28 (33%)
11 gennaio: 7.66 pagine su 24 (32%)
Resta da capire se il calo delle inserzioni pubblicitare è solo momentaneo, oppure è un indice che il mercato è stato saturato e quindi prima o poi ci troveremo qualche cadavere.

Questi ciclocomputer…

Ho appena scritto che il ciclocomputer che avevo comprato l’anno scorso non riesce a sentire il sensore. La scorsa settimana ne ho comprato uno nuovo (più schifoso, ma non sarebbe stato un problema) all’Iper: se sto fermo in ufficio parte per conto suo e segna 199.9 Km/h (ottimista…), mentre attaccato alla bicicletta non si schioda dallo zero se non per segnara ogni tanto 1 Km/h (pessimista…). Mi sa tanto che prenderò il vecchio computer e lo attaccherò col velcro :-(

bici nuova? paga da bere!

Stamattina ho inaugurato (seriamente, non col giro dell’isolato ma andandoci in ufficio) la bicicletta che Anna mi ha regalato per Natale. Mi preoccupa il fatto che ho fatto tutto il percorso, tranne il cavalcatangenziale a Rozzano, col rapporto più pesante, il che significa che poi tanto pesante non è: e mi sconcerta il fatto che il cavalletto sia troppo alto, e la bici tenda a cascare dal lato opposto (dovrò spostare la borsa sull’altro lato, mi sa).

Atletica in tacchi a spillo

Ieri mi sono dimenticato di commentare la “Stiletto Run” che hanno fatto a Berlino: diciamo che Metro scriveva “quest’anno” ma qua parlano del 19 agosto scorso… anche perché il nostro albergo era praticamente in Kurfürsterdamm e non avevamo visto nulla se non le decorazioni natalizie con le renne. Le partecipanti – a quanto pare, la gara era sessista, e le drag queen non erano accettate – dovevano correre per cento metri con tacchi alti almeno sette centimetri, e larghi al massimo un centimetro e mezzo. In una notizia correlata che però sono sicuro fosse già passata persino da me, negli USA sarebbe di moda un corso di ginnastica denominato “Stiletto strenght” dove le fanciulle devono arrivare con otto centimetri di tacco. Il corso è pensato “per donne manager”, ma aperto a chiunque – sempre con questa ingiusta divisione sessista.

Gmail e il mio pc: tutto spam?

È un paio di settimane che quando accendo il mio portatile e mi connetto a Gmail, invece che vedere sul tab Firefox scritto “Gmail – Inbox (4)” o cose del genere mi trovo il testo bloccato come “Gmail – spam”. Se mi sconnetto e mi riconnetto, torna a funzionare, ma se esco da Firefox e ci rientro ottengo di nuovo il titolo “spam”. Ho provato a cancellare tutti i cookie, ma a quanto sembra il risultato non cambia: ribadisco che capita solo sul mio portatile, e non su quello di Anna o sui PC in ufficio. Suggerimenti?
Aggiornamento: (16 gennaio) È tornato a funzionare tutto perfettamente. Forse un’estensione era un po’ farlocca, ed è stata corretta?

rientro fortunello

Oggi sono andato in ufficio coi mezzi, ero troppo addormentato per la bici. Scendo a prendere la gialla: mi parte mentre arrivo davanti. Cambio con la verde: mi parte mentre arrivo davanti. Salgo in piazza Abbiategrasso: il 15 mi parte appena spunto dalla scala mobile (e questo è il peggio, perché per la successiva ci vuole quasi un quarto d’ora, checché scrivano sulle paline o nel sito). Stasera Tullio mi dà un passaggio fino a Missori, scendo a prendere la gialla: mi parte mentre arrivo davanti.
O che ho avuto un po’ di sfiga?

da slashdot

due link magari interessanti per qualcun altro:
Previsioni per Internet, anno 1995. Come sono cambiate le cose in dodici anni! Ad esempio, una predizione era “Internet access via ISDN will see a massive growth spurt”.
Bill Joy racconta di vi, eliminando in un colpo le leggende metropolitane sul fatto che l’avesse programmato in un weekend, e ci avesse messo dentro il multiscreen ma fosse saltata la corrente senza che lui avesse un backup, togliendogli la voglia di rifare tutto il pezzo da capo.