(Ho ricevuto questo libro via LibraryThing Early Reviewers)
Ho avuto un po’ di difficoltà all’inizio della lettura di questo racconto lungo (Anne Charnock, The Enclave, NewCon Press 2017, pag. 68, € 3,46, ISBN 9781910935347) (circa 70 pagine). Magari il mio inglese non è così perfetto, ma non riuscivo a capire cosa succedeva. Pian piano la storia si è chiarita: a parte un breve momento di perplessità all’inizio della seconda sezione dove la voce narrante cambia non ho più avuto problemi ad arrivare in fondo.
Il libro fa parte di una serie, ed è ambientato in quello che potrebbe essere un futuro sin troppo prossimo: innesti cerebrali per le persone “migliori” che vivranno nelle città principali, altri agglomerati satellite (come l’enclave che dà il titolo al libro) dove la gente ricicla materiale comprato poi dall’élite; infine i migranti, come il protagonista Caleb, che cercano disperatamente di poter entrare nelle città. Tutto questo è solo accennato nel libro, non so se perché già spiegato nel primo libro della serie o perché non è l’interesse principale di Anne Charnock. In generale, a parte qualche brano un po’ paternalistico, la lettura è stata interessante.
Ultimo aggiornamento: 2017-04-18 11:01
Non ci crederete, ma i matematici amano giocare con la matematica e creare e risolvere problemi. Ecco la logica alla base di questo libro (Miodrag S. Petković,
Gli “ingegni minuti” che danno il titolo a questo libro (Lucio Russo ed Emanuela Santoni,
Henri Poincaré è stato l’ultimo grande fisico matematico dell’Ottocento. Nonostante questo, e le sue intuizioni come quelle sulla teoria del caos che sono state riprese solo mezzo secolo dopo la sua morte, non ha lasciato una sua scuola; la strage di matematici francesi nella prima guerra mondiale e il successivo avvento del gruppo Bourbaki ha spostato l’accento dalle considerazioni geometriche di Poincaré a un formalismo molto spinto. Claudio Bartocci nella sua lunga introduzione a questo libro (Henri Poincaré,
Questo libro (Luca Serianni,
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