Gli Elii sono noti per la loro musica ma non solo, nel senso che forse quella è la parte meno importante dei loro spettacoli. Intendiamoci: hanno una tecnica favolosa, ma se non si considera tutto il contorno non si riesce a comprendere il fenomeno. Questo libro (Elio e le storie tese, Vite bruciacchiate, Bompiani 2012, pag. 330, € 9,90, ISBN 9788845271663) cerca di colmare questa lacuna, presentando la storia del simpatico complessino raccontata sia dai componenti che dalle persone con cui hanno avuto a che fare artisticamente. Il risultato è però piuttosto disuguale, con ripetizioni varie e salti temporali che rendono la lettura piuttosto ostica almeno nella prima metà del libro: poi dalla storia si passa agli omaggi e la cosa si dipana meglio… a parte perdersi ogni tanto almeno nella versione elettronica, perché non ci accorge che è finito l’intermezzo di uno degli Elii e ha ripreso a parlare la voce narrante di quel capitolo. Probabilmente la cosa migliore da fare è prendersela con calma e leggere un capitolo (cioè una persona: gli Elii intervengono all’interno, dialogando con il raccontatore) per volta.
Ultimo aggiornamento: 2017-04-18 11:02
(Ho ricevuto questo libro via
Non ci crederete, ma i matematici amano giocare con la matematica e creare e risolvere problemi. Ecco la logica alla base di questo libro (Miodrag S. Petković,
Gli “ingegni minuti” che danno il titolo a questo libro (Lucio Russo ed Emanuela Santoni,
Henri Poincaré è stato l’ultimo grande fisico matematico dell’Ottocento. Nonostante questo, e le sue intuizioni come quelle sulla teoria del caos che sono state riprese solo mezzo secolo dopo la sua morte, non ha lasciato una sua scuola; la strage di matematici francesi nella prima guerra mondiale e il successivo avvento del gruppo Bourbaki ha spostato l’accento dalle considerazioni geometriche di Poincaré a un formalismo molto spinto. Claudio Bartocci nella sua lunga introduzione a questo libro (Henri Poincaré,
Questo libro (Luca Serianni,
Comincio la recensione parlando della traduttrice di questo libro, Valeria Lucia Gili. Ogni tanto, mentre leggevo, trovavo qualcosa che non mi tornava: c’era però una nota, nella quale lei spiegava la sua scelta; ed effettivamente aveva il suo senso. È stato davvero bello vedere tutta questa passione. E il libro (Adam Kucharski,