Archivi categoria: recensioni

La congettura dell’anima (libro)

[Disclaimer: ho ricevuto il libro dall’autore]
Non c’è che dire. La figura di Grigorij Perel’man sembra fatta apposta per scriverci su un romanzo. Ma a questo punto bisogna decidere come trattarlo: la matematica sarà anche bella, ma è difficile da rendere in modo appassionante per chi matematico non è. Giovanni Calia in questo suo libro (Giovanni Calia, La congettura dell’anima : Storia dell’uomo che ha scoperto la forma dell’universo, Altrimedia 2020, pag. 135, € 18, ISBN 9788869600791) sceglie un approccio inconsueto: abbiamo sì un Grigorij che riesce a dimostrare la congettura di Poincaré e poi sparisce, ma non si chiama Perel’man bensì Pavlovič. Lavorare in un universo alternativo dà ovviamente una maggiore libertà nello sviluppare la storia, come sappiamo bene da quando è nato il romanzo storico: non so quanto sia comune che sia il protagonista a cambiare volto, però l’idea è molto buona e – come l’autore scrive nel romanzo – ci permette di ricostruire un puzzle diverso da quello che noi abbiamo conosciuto entrando nell’uomo e non fermandosi al matematico. Io addirittura avrei lasciato i link alla storia reale in un’appendice, in modo da evitare la commistione tra realtà e narrativa: ma quelle sono scelte stilistiche su cui non posso certo sindacare. Devo però aggiungere che mentre la parte finale del libro scorre bene, in quella iniziale sono rimasto più perplesso: da un lato i pensieri dei protagonisti sono molto spesso esplicitati in un modo che mi ricorda più la pulp literature che un romanzo; dall’altro ci sono alcuni punti che potevano essere resi in modo più scorrevole. Ma alla fine non preoccupatevi: non serve sapere di matematica per leggerlo!

Ultimo aggiornamento: 2020-07-15 17:29

Good Omens (libro)

Io non ho la prima edizione rilegata, ma posseggo coumunque il paperback originale del 1991 di Good Omens acquistato al tempo, con la carta ormai ingiallita e uno sgorbio che dovrebbe essere un autografo di Pratchett: non ricordo se mi era arrivato – dall’ormai chiuso Andromeda Bookshop britannico – già autografato o se me l’ero portato quando Pterry venne a Milano nel 2007. Dopo aver visto la miniserie televisiva mi sono accorto che mi ricordavo alcune battute ma non mi ricordavo come andasse avanti la storia: è anche possibile che trent’anni fa il mio inglese fosse parecchio peggiore di quanto lo sia oggi. Ho così deciso di rileggermi il libro (Terry Pratchett e Neil Gaiman, Good Omens, Corgi 2019 [1990], pag. 412, Lst. 8,99, ISBN 9780552176453) e ho fatto alcune scoperte. Innanzitutto è vero che c’è stato un aggiornamento dei personaggi. Pepper nell’originale è rossa di capelli, con la pelle del viso che a volte spunta tra le lentiggini; Gabriele è solo nominato per caso in un punto; il finale in St. James’s Park non vede il rapimento di Aziraphale e Crowley. Ma la miniserie è stata davvero fedele all’originale, con digressioni riportate praticamente verbatim. In compenso mi ricordavo di altre digressioni non presenti nella trascrizione televisiva :-) Quello che ho notato, a parte divertirmi ancora una volta, è che il romanzo ha un punto di vista più filosofico; il concetto “noi contro loro” è trattato molto più seriamente, e credo sia il punto intorno al quale si era condensato il libro. Insomma, è valsa comunque la pena di rileggerlo!

Open source, software libero e altre libertà (libro)

Pensavo di saperne abbastanza sulle definizioni di “libero” nel mondo digitale, ma mi sono dovuto ricredere dopo aver letto questo libro (Carlo Piana, Open source, software libero e altre libertà : Un’introduzione alle libertà digitali , Ledizioni 2018, pag. 157, € 16, ISBN 9788867057665), che Wikimedia Italia ha regalato a chi contribuisce alla conoscenza libera. Ho visto che alcuni commentatori si sono lamentati dello stile di scrittura troppo leguleio: è chiaro che non hanno mai visto come scrive davvero un avvocato. Personalmente ho invece trovato il testo molto leggibile, giusto con qualche scivolata leguleia leguleica qua e là: io devo sempre fare mente locale per ricordarmi chi è il convenuto. Consiglio vivamente il testo a chiunque voglia avere un’idea di come il mondo del copyright e dei brevetti è un vero casino. Ah, una segnalazione: a pagina 110, la “dissenting opinion” del giudice Mayer in realtà è una “concurring opinion”.

Ultimo aggiornamento: 2020-07-08 22:00

The Book of Why (libro)

Ho preso questo libro (Judea Pearl e Dana Mackenzie, The Book of Why : The New Science of Cause and Effect, Basic Books 2018, pag. 423, € 15,99, ISBN 9780465097616) perché un mio amico me l’ha caldamente suggerito; e questo mio amico è un pezzo grosso della ricerca, non un banale compagno di chiacchierate. Però non mi è piaciuto affatto. Sono perfettamente d’accordo sulla tesi di fondo, che cioè dobbiamo affrancarci da un approccio statistico a-causale, fatto puramente di correlazioni. Possiamo filosoficamente chiederci se effettivamente esista la causalità: ma visto che noi esseri umani agiamo pensando che ci sia tanto vale usarla anche nei nostri modelli. Però mi sono trovato un libro dove per buona parte Pearl scrive di come lui è bravissimo e praticamente da solo ha rovesciato il paradigma secolare della statistica; la parte più tecnica (quando parla di confonditori e mediatori, e fa i diagrammi con le frecce) è mischiata in modo tale che almeno io non sono riuscito a studiarla. Insomma, non mi sono portato a casa nulla. Ah: non c’entra con il libro, ma c’è stato un momento in cui il paperback costava cinque euro meno dell’ebook: poi il prezzo è stato allineato. Uno si chiede come mai ci siano queste variazioni…

Prime Suspects (libro)

Il giudizio su questa graphic novel (Andrew e Jennifer Granville, Prime Suspects : The Anatomy of Integers and Permutations, Princeton University Press 2019, pag. 229, $22,95, ISBN 9780691149158) non è facile. Diciamo che se non siete matematici probabilmente non riuscirete a capirci nulla; e onestamente parte della storia l’ho compresa solo leggendo la parte di testo finale che racconta in termini “classici” la storia. Un matematico invece si metterà a cercare all’interno della storia tutti i riferimenti, al limite arrabbiandosi scoprendo – sempre dalla parte finale del libro – di averne perso qualcuno. In definitiva, diciamo che lo consiglierei solo a chi non si spaventa per la matematica! Ah: in appendice c’è lo spartito di Reverie in Prime Time Signatures, opera musicale composta per la versione teatrale della storia. Sono andato a cercarla su YouTube, e nonostante il modo in cui è stata creata devo dire che non mi è dispiaciuta!

Il barboncino di Schopenhauer (libro)

Nulla di male nel decidere di comporre una rapida carrellata di filosofi dall’antichità a oggi, lasciando delle pillole di ciascuno. Sicuramente poi saper disegnare e quindi fare degli schizzi dei protagonisti è un plus. Anche lo stile è divertente, e ben tradotto da Rossella Franceschini. Per esempio divide la storia dei filosofi in tre periodi e ricorda che tipicamente il filosofo «non è sposato: nell’antichità amava i ragazzi, nel Medioevo la Chiesa e nei tempi moderni il suo ego». Detto tutto questo, il libro (Helme Heine, Il barboncino di Schopenhauer : e altre curiosità filosofiche [Oh… Diese Philosophen], Vallardi 2019 [2016], pag. 151, € 9,90, ISBN 9788869879197, trad. Rossella Franceschini) alla fine non mi è piaciuto troppo; Heine ha parlato di curiosità e ha parlato del pensiero dei filosofi, ma il secondo risulta spesso incomprensibile, e spesso mi pare fuori dal tema principale; e le prime sono molto disuguali.

Ultimo aggiornamento: 2020-11-26 16:14

Our Own Devices (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing] Questo libro (Gilles Messier, Our Own Devices, Petra Books 2013, pag. 240, € 2,99, ISBN 9781927032060) comprende nove racconti con un tema comune: sono tutti ambientati tra il 1940 e il 1969, e parlano di scienza. D’accordo, la fantascienza dovrebbe scrivere di scienza, ma in questo caso siamo anche oltre la hard sf: il libro ha persino un’appendice che spiega quali sono i fatti alla base dei racconti, oltre che varie fotografie d’epoca. Devo però dire che il testo non mi è piaciuto molto. Secondo me le storie sono troppo asciutte: sembra quasi che Messier sia più interessato a mostrarci vicende plausibili che a costruire una storia accattivante. C’è qualche eccezione, però: mi sono piaciute The Fisherman and the Genie (anche se non ho capito il riferimento alle Mille e una notte), The Highest Step e soprattutto In The Ocean Of Storms, che è un gioiellino.

Ultimo aggiornamento: 2020-06-24 18:52

Fatti di musica (libro)

Per primissima cosa, un plauso alla traduzione del titolo di questo libro, già pubblicato nel 2008 e ora uscito in una nuova edizione (Daniel J. Levitin, Fatti di musica : la scienza di un’ossessione umana [This Is Your Brain on Music], Codice 2019² [2006, 2008], pag. 273, € 26, ISBN 9788875788162, trad. Susanna Bourlot). Il titolo originale, come spiega il testo, è un riferimento alla frase “Your brain on drugs”, perché la musica può fare un effetto sul cervello simile a quello delle droghe. Levitin racconta cosa (non) si sa su come il nostro cervello gestisce la musica, con uno stile a volte un po’ ripetitivo ma comunque apprezzabile; la traduzione di Susanna Bourlot è scorrevole, anche se io mi sono trovato un po’ a disagio con tutte le note (del redattore, non sue) che a mio parere rallentavano la lettura. Fate attenzione ad alcuni refusi, soprattutto nella parte iniziale dove Levitin fa un corso accelerato di teoria musicale: se non sapete già un po’ di cosa si parla potreste essere tratti in inganno…