Giovedì scorso sono andato all’Hangar Bicocca a vedere la mostra di Bruce Nauman in visita guidata (da Stefano Bartezzaghi, direi un’ottima scelta visto il tipo di opere di Nauman). Purtroppo avevo un altro impegno e non ho potuto rimanere fino in fondo, saltando tra l’altro l’opera Raw Materials all’esterno della struttura – o meglio, ci sono passato così di fretta che non ho potuto apprezzarla.
Cosa ha capito un ignorante come me? Che Nauman non è un autore per claustrofobi, come si può vedere nei corridoi da lui creati dove si può passare solo stando girati oppure che finiscono in una stanzetta triangolare; ma anche nella doppia gabbia dove si può entrare per sentirsi davvero circondati. Ho però notato che usa anche altre tecniche, come i neon (tipo la buonanima di Dan Flavin), spesso insieme ai giochi di parole; la giovanile Get Out of My Mind, Get Out of This Room è poi una rappresentazione plastica del “non pensare all’elefante”, come ha detto Bartezzaghi. Sicuramente gli ampi spazi dell’Hangar Bicocca sono un ottimo contrasto a opere di questo tipo, che vengono evidenziate ancora di più. È chiaro che se l’arte concettuale non vi dice nulla potete lasciar perdere la mostra, e probabilmente tutto l’Hangar Bicocca; in caso contrario potete però divertirvi.
Ultimo aggiornamento: 2022-11-17 10:48