Ora posso dirlo pubblicamente: lo sapevo sin dall’inizio, ma era un segreto… I primi due volumetti del ciclo Foederatio Romana sono stati scritti come riscaldamento per questo libro ben più imponente (Paolo Sinigaglia, Orbis Sufficit, 2014, pag. 324, € 12, ISBN 9781502897787) Il libro racconta il tentativo di due navi romane, la Inceptio e la Viatrix, di circumnavigare l’Ecumene, cioè il mondo conosciuto duemila anni fa, in un’esplorazione della durata prevista di cinque anni.
La storia della seconda nave, che tentava di trovare un passaggio a nord-est agli ordini di un comandante troppo preso dal tentativo di vincere la tenzone per accorgersi che c’era qualcosa che non andava, dovrebbe essere basata sull’Anabasi di Senofonte: ma non sono riuscito a seguirla tropo bene. Non ho invece avuto molti problemi con il diario astral… ehm, navale del capitano I. Tiberius Dominicus, con i suoi ufficiali come Caledonius alle macchine e Aktis (che significa “scintilla” in greco: provate a tradurlo in olandese…) sul ponte di comando. Come avrete immaginato, il libro gioca molto sulla parodia e il divertimento del lettore è trovare i tantissimi riferimenti non solo all’universo di Star Trek ma a tanti altri fatti, il tutto per quanto possibile basato su ipotesi verosimili – a parte naturalmente l’assunto di base, che cioè Ottaviano Augusto morì prematuramente e quindi la Repubblica Romana non si trasformò in un impero ma divenne una federazione.
Ultimo aggiornamento: 2015-01-24 21:42
Nick Harkaway è figlio di John Le Carré. Qualcosa dal padre deve avere assorbito, perché in questo libro (Nick Harkaway,
Le gare di matematica, quando si arriva a livello universitario o comunque alla fine delle superiori, sono un massacro. Peggio ancora: per risolvere quei problemi occorre conoscere una serie di minuzie che non hanno molto a che are con quello che si studia a scuola. Fin qua non c’è nulla di male: ciascuno ha il diritto di divertirsi come vuole, finché non fa male agli altri. Io mi diverto (anche) così, e quindi ogni tanto cerco qualche libro che mi insegni nuovi trucchi. In questo caso (Edward Lozansky e Cecil Rousseau,
Come tutti i libri di Andrea Vitali, anche questo (Andrea Vitali,
La quarta di copertina di questo vecchio libro (Peter Maurice Holland Kendall e Gerry Michael Thomas,
Stefano Bartezzaghi è sempre stato un attento osservatore della “lingua italiana pratica”, quella insomma che viene (ab)usata ogni giorno: nelle sue rubriche non si contano gli esempi di quelle che chiama frasi matte, più o meno volute. In questo libro (Stefano Bartezzaghi,
Come usuale, anche per la mostra Numeri che si sta tenendo in questi mesi nel Palazzo delle Esposizioni a Roma è stato preparato un “catalogo”. (Claudio Bartocci e Luigi Civalleri,