Questo libro (Luca Sofri, Notizie che non lo erano : Perché certe storie sono troppo belle per essere vere, Rizzoli 2015, pag. 247, € 16, ISBN 9788817079266) nasce da una rubrica settimanale che appariva sulla Gazzetta dello Sport e che segnalava appunto la notizie che erano state pubblicate sui quotidiani anche blasonati ma non erano mai esistite davvero, nascendo magari da un equivoco e autoalimentandosi. La parte probabilmente più interessante è sparpagliata tra le pagine del libro, con i nomi dei giornali anglosassoni che indulgono spesso in tali notizie (Daily Mail, Sun, New York Post a cui aggiungerei la tedesca Bild) e con le frasi tipiche, nei titoli ma non solo, che sono il segnale che il giornalista sa bene che quello che scrive è da predersi molto con le molle: tutti i condizionali, per esempio, oppure le pseudointerviste che iniziano con “Io (virgola)”, o ancora la formuletta “è giallo” che di solito è il modo usato per smentire quanto scritto in precedenza, fischiettando per darsi un contegno. Naturalmente non è quasi mai “colpa di Internet”, sia perché le notizie in rete sono quasi sempre tratte dai media sia perché sarebbe compito dei giornalisti verificare; ma ormai ci si gioca tutto sul filo dei minuti, questo sì per l’effetto moltiplicativo di Internet, e quindi le cose temo rimarranno così. Quello che secondo me manca nel libro è una pars construens: avrei visto con piacere un capitolo che spiegasse cosa fanno all’estero i giornali seri quando toppano una notizia (la correggono online, ma aggiungono in calce cosa c’era di errato nella versione originale).
Ultimo aggiornamento: 2015-09-12 13:29
Se dovessi definire in una sola frase questo libro (Victor Grauer,
Randall Munroe è l’autore di xkcd, una striscia tridimensionale di fumetti nerd dove i protagonisti sono “stick men”, uomini disegnati come se fatti di bastoncini: ma non lasciatevi trarre in inganno, è chiaro che sa disegnare. Un altro suo progetto, da cui è tratto questo libro (Randall Munroe,
Non lasciatevi intimidire dalla mole di questo libro (James Gleick,
Era tanto tempo che non trovavo un libro di matematica ricreativa così scoppiettante. Intendiamoci: comincio ad avere il sospetto che nella perfida Albione l’idea di base nel parlare di matematica al mondo consista nel fare pessime battute, e anche se Matt Parker è di origine australiana mi pare abbia fatto propria la lezione di Ian Stewart. Ma se si riesce a sopportare i vari pun, il libro (Matt Parker,
Se non sbaglio la conversione delle classi scolastiche, questa raccolta di problemi matematici (Zbigniew Romanowicz e Bartholomew Dyda,