_Scienza del magico_ (libro)

Ero dubbioso quando ho cominciato a leggere questo libro (Matt Kaplan, Scienza del magico [Science of the Magical], Codice 2016 [2015], pag. 232, € 17,90, ISBN 9788875785888, trad. Jasmina Trifoni, link Amazon): in fin dei conti scienza e magia non vanno certo d’accordo. Mi sono però dovuto ricredere. Kaplan, nel classico stile anglosassone, prende le antiche leggende e cerca di scoprire su che cosa potrebbero essersi fondate, prima del loro ingigantirsi sull’impossibile. Il tutto è fatto seguendo gli articoli scientifici, e non avendo timore di rifiutare i risultati se fossero stati in seguito confutati. Esemplare il caso della teoria sulla possibilità che il carbonato di calcio, o il metallo delle coppe, potesse impedire l’avvelenamento da arsenico: dopo una serie di esperimenti condotti dallo stesso Kaplan insieme a suoi amici ricercatori, la risposta è stata un secco “no”. Il risultato è una serie di informazioni che non ci cambieranno certo la vita, ma ci fanno comunque scoprire tante cose nuove. Non so dare un giudizio sulla traduzione di Jasmina Trifoni: non c’è nulla che balzi agli occhi, ma ogni tanto mi rimaneva una sensazione strana.

_Langue(dot)doc 1305_ (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto iI libro via il programma Early Reviewer di LibraryThing] Gillian Polack è una medievalista. Come si può parlare di medioevo in un libro? Per esempio si potrebbe fare un romanzo storico. Polack ha invece scelto di mandare un gruppo di ricercatori del prossimo futuro nella Linguadoca del 1305, nel primo esperimento di viaggio a ritroso nel tempo. In teoria i ricercatori dovrebbero tenersi alla larga dalla popolazione locale, per evitare di creare paradossi temporali: inutile dire che la pratica sarà piuttosto diversa e si direbbe che è proprio la loro esistenza che fa precipitare gli eventi e li fa diventare quelli che noi tutti conosciamo dai libri di storia. Il libro (Gillian Polack, Langue(dot)doc 1305, BookViewCafe 2018, pag. 224, € 24,26, ISBN 9781611387469, link Amazon) non è classificabile come fantascienza, ma appunto sul medioevo. Il passo è piuttosto lento, non aspettatevi chissà quali colpi di scena: nulla di male, in fin dei conti. La narrazione del Medioevo è interessante, come ci si poteva aspettare; quello che mi fa abbassare il giudizio è il modo in cui i personaggi sono pitturati. Non c’è un vero protagonista: la storica Artemisia è quella che si avvicina di più ma anche il suo personaggio dà spesso l’aria di essere solo tratteggiato senza portare i suoi tratti alla logica conclusione. Inoltre ogni tanto Polack passa a raccontare i pensieri di altri personaggi, sempre però en passant. Secondo me si poteva fare di meglio.

_Primo Levi di fronte e di profilo_ (ebook)

Questo (Marco Belpoliti, Primo Levi di fronte e di profilo, Guanda 2015, pag. 729, € 9,99, ISBN 9788823513716, link Amazon) è il lavoro definitivo sull’opera di Primo Levi. Belpoliti ha raccolto tutto il materiale che aveva scritto negli anni – e infatti si trovano tante ripetizioni, come l’autore stesso ha segnalato nella prefazione – aggiungendone ancora molto altro per ottenere un trattato filologico sulla costruzione dei libri di Levi. Tra le righe si può ricavarne anche una biografia, ma non è questo il punto principale del libro. Belpoliti ha probabimente ragione: non è un’opera da leggersi dalla prima all’ultima pagina come ho fatto io, ma da prendere a pezzi e soprattutto da tenere come testo di riferimento. Dal testo emerge un Levi più sfaccettato di quanto possa apparire dai suoi libri: il giudizio che dà di sé stesso (“un ibrido, un centauro”) è davvero corretto.

_Eloquent Javascript_ (libro)

Javascript è piuttosto pervasivo nel mondo web. In questo libro (Marijn Haverbeke, Eloquent Javascript : A Modern Introduction to Programming No Starch Press 2014², pag. 478, $39.95, ISBN 9781593275846) Haverbeke cerca di dare un’idea dell’ecosistema alla base del linguaggio, senza nascondere sotto il tappeto le sue magagne (ogni linguaggio di programmazione ha punti di forza e di debolezza); i vari capitoli terminano sempre con esercizi da svolgere nella sandbox creata nel sito collegato, e ogni tanto il fluire dei capitoli è inframmezzato da un progetto di più ampio respiro. Detto questo, io mi sono trovato abbastanza a disagio. Il libro, o almeno i primi capitoli è pensato per chi ha solo una minima base di programmazione: ma chi come me proviene da un linguaggio come il C fa fatica a comprendere le differenze logiche di struttura, che non sono mai racchiuse in comode tabelle al termine del capitolo ma sono appunto sparse nel testo. Come si suol dire, “Your mileage may vary”. Mi sono trovato meglio con la parte su HTML e HTTP, ma solo perché i metodi sono relativamente standard, e naturalmente li conosco da una vita.

_Beyond Infinity_ (libro)

[Nota: il libro è anche disponibile in italiano, con titolo La matematica dell’infinito: io ho letto la versione originale, però] Eugenia Cheng ha un modo molto personale di parlare di matematica: nel suo libro precedente paragonava la teoria delle categorie al cucinare dolci, qui (Eugenia Cheng, Beyond Infinity: An Expedition to the Outer Limits of Mathematics, Profile Books 2017, pag. 295, Lst 7.99, ISBN 9781782830818, link Amazon) il viaggio verso l’infinito è costellato di ricordi di vita personale. Il lettore che sappia già un po’ di cose sulla teoria degli infiniti forse non troverà molto di nuovo; il libro in fin dei conti si limita a sfiorare i problemi posti dalla teoria cantoriana. Il neofita invece troverà un grande vantaggio, perché Cheng batte moltissimo sulla constatazione che non possiamo fare matematica dell’infinito con le regole solite, e soprattutto mostra esplicitamente dove e come queste regole saltano. In questo modo si evitano tutti i danni dell’approccio scolastico tipico “si deve fare così”, che rende la matematica troppo simile a una collezione di articoli di legge da imparare a memoria. (Sì, anche in diritto le leggi non nascono dal nulla ma hanno un razionale: ma ci siamo capiti).

_La Lega degli Straordinari Gentlemen vol. 2_ (libro)

Alan Moore aveva concepito la Lega degli Straordinari Gentlemen come una specie di Justice League vittoriana, prima di litigare con DC. I suoi supereroi sono quindi quelli della fine dell’Ottocento, e anche la storia di questo secondo volume (Alan Moore e Kevin O’Neill, La Lega degli Straordinari Gentlemen vol. 2 [The League of Extraordinary Gentlemen, Vol. 2], BaoPublishing 2013 [2003], pag. 224, € 20, ISBN 9788865431672, trad. Michele Foschini e Leonardo Ricci, link Amazon) è un misto tra La guerra dei mondi e L’isola del dottor Moreau (secondo me con un teaser iniziale di John Carter di Marte). Ciò detto, dopo un inizio un po’ fiacco la storia procede bene, anche se forse ci sarebbe voluto un formato più grande per le tavole. Ma la parte che più mi ha divertito è l’appendice (tradotta da Leonardo Ricci, mentre il fumetto è stato tradotto da Michele Foschini) con un racconto dei vari luoghi e popoli misteriosi del mondo: un tour de force che va da quanto raccontato nella scespiriana Tempesta ad Alice nel paese delle meraviglie (pardon, A.L.: i riferimenti nel testo sono spesso volutamente ellittici, e mi sa che ne ho persi molti. Fortuna che Wikipedia ha una voce al riguardo!) con strizzate d’occhio a tutta la letteratura fantastica. In California si parla della Volpe, in Florida abbiamo la palude di Pogo, e il Capitano Nemo afferma di aver sentito parlare di un altro sottomarino colorato vistosamente e guidato da un certo sergente Pepper…

_Le 17 equazioni che hanno cambiato il mondo_ (libro)

Le equazioni del titolo italiano di questo libro (Ian Stewart, Le 17 equazioni che hanno cambiato il mondo [In Pursuit of the Unknown], Einaudi 2018 [1996, 2017], pag. 518, € 16, ISBN 9788806237103, trad. Giorgio P. Panini, link Amazon) sono solo i simboli dei temi scientifici di cui Stewart intende parlare. Alcune non sono neppure equazioni quanto definizioni, la maggior parte nascono dalla fisica e non dalla matematica. Tutte però hanno in comune la volontà degli umani di andare a caccia dell’ignoto, come recita il titolo originale. Rispetto ad altri suoi libri qui Stewart indulge molto poco ai giochi di parole, il che se avete presente cosa scrive di solito è un vantaggio. Nota molto negativa per la traduzione di Giorgio P. Panini, che spesso prende cantonate mica da ridere, e per il revisore del testo. Se ci sono delle frasi che non stanno in piedi in italiano vuol dire che nessuno ha riletto, e se per questo non c’è stato nessun controllo nemmeno quando il libro è stato ristampato in economica. Non sono proprio cose che mi sarei aspettato da Einaudi.