Archivi categoria: povera_matematica

Sessanta milioni di statistici

È ben noto che noi italiani siamo pronti a esprimere il nostro giudizio “informato” su qualunque argomento i media portino alla nostra attenzione. Quindi non mi stupisce che con il coronavirus siamo diventati tutti virologi. Quello che però mi lascia perplesso è sentire la gente discettare sulle curve di contagio, sparando modelli più o meno a caso senza considerare che i dati che abbiamo a disposizione sono ancora relativamente scarsi e soprattutto non coerenti: raccontavo sul Post di un picco cinese legato a un cambiamento di metodologia. Però possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno: forse la paura del contagio fa ridurre un po’ quella dei numeri :-)

(Se volete un articolo chiaro, vi consiglio quello di Paolo Giordano di qualche giorno fa: è molto più bravo a fare il divulgatore che lo scrittore, secondo me…)

Ultimo aggiornamento: 2020-03-08 22:07

La moltiplicazione dei lettori

Quella qui a fianco, meritoriamente sbertucciata da Luca Sofri e segnalatami da FF, è un’infografica davvero interessante. Come potete vedere, si considerano tre categorie di lettori (di quotidiani, settimanali e mensili), si calcolano le loro percentuali rispetto alla totalità della popolazione e infine si sommano questi valori per “mostrare” come negli ultimi 30 giorni ci siano stati ben 40 milioni di persone che hanno letto un quotidiano, un settimanale oppure un mensile. Secondo me la stima non è stata portata alle estreme conseguenze. Ho come il sospetto che se si fossero aggiunte le persone che hanno sfogliato almeno un bimestrale/trimestrale e quelle che hanno sfogliato numeri unici nell’anno appena trascorso forse saremmo riusciti a superare la soglia psicologica del 100% della popolazione, e mostrare che anche i clandestini sono avidi lettori, non si sa bene se usando i famigerati 35 euro oppure facendolo a sbafo… (Se poi volessimo essere puntacazzisti potremmo anche metterci a discutere su quel “carta e/o sfogliatore digitale”. Se io avessi sfogliato un quotidiano e poi mi fossi connesso su MLOL per leggerne online un altro, sarei stato contato per due?)

Una sola cosa: prendersela contro l’italica stampa che non aziona il neurone è cosa buona è giusta, ma il primo colpevole a quanto pare è l’ufficio stampa di Audipress che poi come capita spesso viene pedissequamente copincollato. L’unica domanda che mi viene da fare è se certi strafalcioni siano o no voluti…

Sommare anni ed euro

Da ieri vedevo girare su Facebook questa tabella di ItaliaOggi. Mi era chiaro che i totali non avevano senso, ma non riuscivo a capire come fossero stati ottenuti. Ho dovuto leggere un commento postato su Twitter per capire cosa era successo: l’ignoto preparatore della tabella aveva sommato tutti i numeri delle colonne, compreso quello dell’anno. Tra gli innumerevoli danni portati da Excel dobbiamo insomma anche aggiungere l’incapacità di accorgersi di cosa si sta facendo quando si applica una funzione. Che il tutto sia stato pubblicato sul secondo quotidiano finanziario italiano aggiunge solo tristezza.

Ah: nel contesto è un bruscolino, ma sommare il gettito previsto in quattro anni per fare un titolo più a effetto è qualcosa che dovrebbe essere vietato dalla legge prima che dal buonsenso. Ma d’altra parte è la stessa ragione per cui si continuano a finanziare costi strutturali con gettiti una tantum…

Ultimo aggiornamento: 2020-01-26 18:02

I biscotti Misura e le tabelline

quanto fa 8 per 9? Quella che vedete nell’immagine è la confezione di un sacchetto di frollini integrali Misura (potete cliccarci su per ingrandirla). Come potete leggere nel punto 1, la confezione conteneva 630 grammi di biscotti. Inoltre – e questa è una novità, o almeno io non me ne sono mai accorto prima – è anche specificato che la confezione contiene circa 90 biscotti, come indicato nel punto 2. Fin qui nulla di particolare. Però, come leggete nel punto 3, un biscotto pesa 8 grammi. Ora, quanto fa 8 per 9?

Matematica vorrebbe che un biscotto pesi 7 grammi: in realtà ho fatto un test per amore della scienza, ho preso dieci biscotti, li ho pesati e ho trovato un valore di 84 grammi. La confezione non è più piena, pertanto non ho potuto contare il numero totale di biscotti: tra l’altro ce ne sono spesso di rotti, quindi il conto non sarebbe neppure così semplice. Ma è possibile che nessuno rilegga quello che viene scritto nelle confezioni prima di mettere sul mercato un prodotto?

(ah, buon Natale a tutti!)

Il “genio matematico” e l’insipienza dei media

Non avrei avuto proprio voglia di parlare della “scoperta matematica” di Chika Ofili, ragazzino dodicenne che è finito sui giornali di mezzo mondo. Non certo per invidia, ma perché il suo criterio di divisibilità per 7 è noto più o meno da sempre: basta prendere Wikipedia in italiano e spulciare la cronologia della voce “criteri di divisibilità” per trovarla. Stamattina ho perso un po’ di tempo a cercare quando è stata fatta la prima modifica alla voce con quel criterio, e ho scoperto che il 26 settembre 2006 – quando il ragazzino non era ancora nato… – era stato aggiunto anche quel criterio, come post scriptum al criterio simile prendendo le cifre da sinistra a destra e moltiplicandole per 3 anziché per 5. Provate a indovinare chi aveva fatto quell’aggiunta :-)

Ma la cosa più interessante è che i media – italiani e non solo, immagino che i nostri abbiano direttamente tradotto – affermano che Ofili abbia vinto il Trulittle Academic Hero Award 2019. Beh, no. Era un Nominee, come si può vedere dalla cache di Google, ma il premio è poi andato a un altro ragazzino. Tutto questo per dire quanta attenzione viene data a controllare le fonti. A parte questo banale particolare, io notoriamente penso male: ma sono abbastanza convinto che la notizia acchiappaclic abbia avuto più copertura delle usuali 12 ore solo perché si parlava di complicatisime operazioni numeriche, e poter scrivere che un undicenne avesse scoperto qualcosa sfuggito alle grandi menti matematiche deve aver dato un frisson agli estensori degli articoli… e ai lettori, naturalmente.

Un’ultima considerazione. Non c’è nulla da togliere a Ofili: è possibile che abbia letto del criterio da qualche parte, ma è più probabile che se lo sia scoperto per conto proprio, e questa è una cosa davvero importante anche se esso era già noto presumo da un paio di millenni. La cosa bella della matematica è manipolare degli oggetti (reali o immaginari non importa) e vedere che miracolosamente tutto torna a posto. La gioia è nella scoperta. Poi c’è sempre tempo per scoprire qualcosa di nuovo!

Ultimo aggiornamento: 2019-11-21 13:57

trenta tonnellate per due centimetri e mezzo quadrati

Sto leggendo il primo volume dell’antologia di racconti di Arthur Clarke, pubblicato in Italia da Urania. In “I fuochi dentro” trovo scritto a un certo punto “la pressione ora doveva essere di almeno trenta tonnellate per ogni due centimetri e mezzo quadrati”.

Che diavolo vuol dire? Evidentemente l’originale avrà avuto “30 tons per square inch” ed Enzo Verrengia ha deciso di tradurre parola per parola. Peccato che in italiano la cosa non abbia nessun senso, anche se formalmente corretta. Io avrei banalmente arrotondato i “due centimetri e mezzo” quadrati (cioè 6,25 cm², nel caso non ve ne foste ricordati) a sei, e quindi scritto “almeno cinque tonnellate per centimetro quadro”. Non che a me lettore questo numero dica qualcosa in più, e ammetto di non avere provato a fare i conti – ma mi fido di Clarke; ma almeno sembra italiano corretto…

(Ho controllato: Verrengia è del 1955, insomma non è così anziano…)

Le distanze torinesi

Il comune di Torino pare abbia scoperto l’acqua calda: se i tram fanno meno fermate, ci mettono meno tempo da un capolinea all’altro e quindi possono fare più corse.

Non entro nel merito se 500 metri tra una fermata e l’altra siano troppi oppure no, però non posso non commentare l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra che “spiega «Di fatto, con una distanza massima tra una fermata e l’altra di 500 metri, ogni cittadino avrà una fermata del bus o del tram a meno di 250 metri di distanza “da casa”». Immagino che un qualunque ragazzino un po’ sveglio comprenda che se il percorso del tram è rettilineo l’affermazione di Lapietra sia corretta solo nel caso in cui il cittadino abiti lungo il percorso del tram, o più precisamente all’interno dei due cerchi di raggio 250 metri centrati sulle fermate: altrimenti nisba. Ho fatto anche un disegnino per sicurezza, e sapete bene quanto mi costi fare disegnini :-) La mia domanda è semplice: l’assessora si rende conto di quello che ha detto, oppure no?

Ultimo aggiornamento: 2019-08-07 11:25

Sommare IVA e IRPEF

A quanto pare, Sandra e Raimond… ehm, i nostri vicepresidenti del consiglio, sono fiduciosi sulla nostra economia, anche perché è sulla buona strada. Affermano infatti che ce lo dicono «I maggiori incassi dell’Irpef e dell’Iva quasi dell’8 per cento e la diminuzione della disoccupazione rispetto al 2018 nei primi quattro mesi di quest’anno».

Come hanno fatto notare in molti, quello che è successo davvero è che l’Irpef è cresciuta del 3,6% e l’Iva del 4.2%. Certo, 3,6+4,2 fa quasi 8: ma come dovrebbe essere chiaro dalle elementari non si possono sommare quelle due percentuali di crescita ma fare una loro media pesata. (Occhei, alle elementari non si parla di media pesata, ma almeno ti dicono di non fare quei conti). Chi non è convinto della cosa può suddividere in una ventina di sottovoci i gettiti delle due imposte, sommare tutte le percentuali ottenute e scoprire che probabilmente siamo riusciti a raddoppiare il totale!

La vera domanda da farci è se il duo pensa che nessuno vada a vedere i numeri reali oppure se pensa che la gente anche quando li veda non sappia come combinarli. Non saprei dirvi qual è l’ipotesi peggiore…

Ultimo aggiornamento: 2019-06-07 18:19