Corrado Passera ha deciso che vuole diventare il sindaco di Milano, e per farsi conoscere sta battendo tutte le strade, compresa quella degli “annunci sponsorizzati” (insomma, pubblicità) Facebook. Mi è capitato così di finire a cliccare su questa pagina, e di vedere il “grafico” (scusate le virgolette, ma ci vogliono) riportato nella figura qui a fianco sulla spesa corrente per abitante.
Lasciamo perdere banalità tipo il fatto che la fonte del “grafico”è semplicemente indicata come “bilanci comunali” e quindi non verificabile. (Ma quello non è solo un problema di Passera. Ho provato a guardare SoldiPubblici.Gov.It e DatiOpen.it, ma non sono mica riuscito a trovare dati aggregati per comune). Qualcuno potrebbe obiettare che la spesa corrente per abitante è anche usata per dare servizi agli abitanti stessi, ma presumo che Passera sia un liberista e quindi giustamente non interessato a fare di queste distinzioni. Mi chiedo perché nella lista ci sia Genova e non Torino e Palermo che hanno più abitanti, ma questa indubbiamente è una curiosità oziosa. No, il problema è un altro. Guardate bene quel grafico. Le barre non hanno alcuna relazione con i numeri, se non che a barra più alta corrisponde barra più bassa: ma la differenza tra la spesa procapite di Napoli e Genova (29 euro) appare essere la stessa di quella tra Roma e Napoli (377 euro) e di quella tra Milano e Roma (604 euro). Un grafico così lo farebbe un ragazzino di otto anni che non ha ancora ben capito come funziona la correlazione tra numeri e barre, non (lo staff di) un candidato sindaco. E la cosa che fa più specie è che un grafico corretto, con le barre proporzionali alla spesa, darebbe esattamente la stessa impressione: insomma non c’era nessun motivo per fare quella schifezza, se non mostrare un’ignoranza della matematica.
