Archivi categoria: politica

Chi verrà eletto al Senato

Mentre tutti parlano, a NoiseFromAmeriKa agiscono, e hanno preparato la tabella con i seggi che verranno ripartiti tra i vari partiti al Senato e i corrispondenti eletti – a meno di modifiche nelle intenzioni di voto e a seconda di dove i pluricandidati opteranno di essere eletti.
Guardando i vari sondaggi, si nota che se si votasse oggi il PdL e il Fedele Alleaten (la Lega) avrebbero comunque la maggioranza assoluta: nella peggiore delle ipotesi, il sondaggio SWG, arriverebbero a 158 seggi dei 315 assegnati. In quel caso, effettivamente, i due senatori UDC sarebbero forse utili, e occorrerebbe comunque vedere il comportamento dei senatori a vita: ma a parte Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro che immagino sarebbero contro a priori, non so cosa farebbero gli altri. Ma in tutti gli altri sondaggi il PdL raggiungerebbe almeno i 162 senatori che gli darebbero in ogni caso la maggioranza assoluta… se non metteranno un loro uomo alla presidenza del Senato.
Ma cosa potrebbe cambiare, in queste due settimane? Beh, ad esempio in nessun sondaggio la Destra ottiene il quorum. Ma se nel Lazio salisse all’8%, a scapito del PdL, i berluscones potrebbero anche perdere la maggioranza relativa, e i risultati cambierebbero piuttosto pericolosamente per Silvio. Dall’altra parte, la variabilità dei seggi assegnati alla Sinistra Arcobaleno implica che in molte regioni i sondaggi dicono che il partito patchwork è intorno all’8%: anche in questo caso un piccolo spostamento di voti effettivi potrebbe dare un risultato piuttosto diverso, pur non cambiando i rapporti in gioco a meno che – simmetricamente al caso precedente – siano voti spostati dal PD e facciano loro perdere la maggioranza, oppure sono voti in regioni rosse che erodono il bottino “di minoranza” del PdL.
In pratica, considerando che in queste ultime due settimane preelettorali i sondaggi non possono essere pubblicati, probabilmente i vari partiti si concentreranno più che altro sulle regioni in bilico. In Lombardia sentirò insomma quasi solo quelli della Sinistra Arcobaleno :-)

Ultimo aggiornamento: 2008-03-29 09:06

Parliamo un po’ di Silvio

È vero: ultimamente, oltre che contro rep.it, sembra che ce l’abbia solo contro Uòlter. Per par condicio, prendo allora questo articolo su Silvio e lo commento un po’.
Innanzitutto, se i suoi sondaggi «confermerebbero un vantaggio del Pdl sul Pd dell’8,6%», direi che in effetti la differenza attuale stimata è sul 5%, forse anche un po’ meno. Andando avanti, è interessante leggere «Tutti i sondaggi ci dicono che nessun partito minore raggiungerà la soglia dell’8% necessaria per andare in Senato». I casi sono due: o Calderoli non ha detto a Silvio che la soglia al Senato è regionale, oppure lui lo sa benissimo però fa finta di nulla… in modo da poter dire «ogni voto dato ai partiti minori rappresenta un voto tolto al Pdl, l’unico che ha le possibilità di vincere e quindi un voto dato a Veltroni», dove ovviamente i “partiti minori” sono i traditori dell’UDC e di Tabacci/Baccini e i bravi ragazzi traviati da Storace. Infatti dai komunisti è tutto diverso: c’è «pericolo di accordo tra Veltroni e la Sinistra estrema, la Sinistra Arcobaleno in alcune Regioni». Mi chiedo solo cosa sia Sinistra Critica, se la Sinistra Arcobaleno è quella estrema…
Vabbè, l’avete capito: con Silvio non c’è mai storia, non è che un quotidiano si debba mettere a fare i salti mortali: bastano già le sue dichiarazioni!

Ultimo aggiornamento: 2008-03-28 23:05

Votometro

Ho anche provato a fare il Votometro, creato da emigrati italiani dell’università di Westminster – almeno credo siano “cervelli all’estero” – e che ti fa le solite trenta domande: questa volta però c’è anche la possibilità di dare un voto all’importanza della domanda stessa, possibilità che ho subito sfruttato. I risultati del mio questionario sono i seguenti:
SA +20.2, PS +17.57, PD +16.25, IDV +15.2, Destra +6.51, PdL +1,51, Lega -11.38, UDC -11.64
Confesso di non essere riuscito a capire una cosa: non tanto come mai io risulti così sinistrorso, quanto il significato di punteggi positivi per tanti partiti con una media che è tra l’altro ben lontana da zero. Ci sarà sicuramente una logica dietro, logica che però mi sfugge, e non sono riuscito a trovare nessuna spiegazione, nemmeno nelle FAQ.
Interessante – ma questo capitava anche su iosonoqui – il fatto che il “centro” in realtà se ne sta ben lontano dal centro, come è abbastanza naturale visto che le idee di Casini non sono facilmente sintetizzabili come sinistra-destra, nel bene e nel male (ok, per me più nel male, ma questo è un giudizio personalissimo!)
D’altra parte, mentre compilavo il questionario su Firefox ho aperto Opera, sono andato sul sito del Votometro, e ho compilato un controquestionario: il peso che ho assegnato alle varie risposte è stato esattamente lo stesso, mentre la risposta è stata esattamente quella opposta (per la cronaca, non ho poi compilato la parte sui dati demografici, così non dovrei avere inquinato più di tanto i loro risultati). Essendo io un matematico dentro, mi sarei aspettato un risultato esattamente simmetrico: invece no. Ecco qua il risultato di .uam.:
UDC +13.62, Lega +11.51, Destra -1.38, PdL -6.38, IDV -14.8, PD -19.8, SA -19.8, PS -26,12
Stavolta sono molto negativo; l’ordine relativo è più o meno lo stesso ma con una differenza di dieci punti relativi esatti tra Destra e PdL – e i numeri troppo esatti mi sanno sempre di qualche errore – e i quasi dieci punti di differenza relativa per i socialisti. Non che mi aspetti molto da questi sondaggi, diciamo che li prendo come i quissss per vedere quale personaggio dei Simpson io sono, però forse sarebbero da tarare un po’ meglio :-)
Aggiornamento (31 marzo): rispetto a quando ho fatto il test io, adesso i risultati sono un po’ diversi: la scala di punteggi è più alta, e in teoria potrebbe arrivare a 100 se uno rispondesse proprio come il politico intervistato, e i valori sono arrotondati all’intero. Ho riprovato a fare il test: sarà che dopo un weekend uno ha le idee un po’ diverse e quindi non ho dato le stesse risposte della prima volta, ma il nuovo risultato è
PD +46, IDV +31, SA +22, PS +12, PdL 0, UDC -9, Destra -11, Lega -18
che direi rispecchia abbastanza quello che credo di pensare. L’ho sempre detto, che sono una persona di centro ;-)

Ultimo aggiornamento: 2008-03-28 14:12

finalmente i quisss elettorali!

Mentre quest’anno si sono messi tutti a disquisire sul Porcellum, notavo che – a differenza di due anni fa – non si erano ancora visti i quiz che ti permettevano di sapere dove ti ponevi nel panorama politico italiano. Invece voisietequi.it, in collaborazione con openpolis.it, riaggiorna in salsa 2.0 il programma che aveva già preparato due anni fa.
Ci sono ancora dei problemi, e in effetti mi sa che il link sia ancora a una versione alfa: ad esempio gli approfondimenti non ci sono e quando ci sono non si vedono con Firefox, e l’immagine da mettere nel blog punta a un sito inesistente. Ma sono quisquilie: i curiosi che vogliano vedere la mia posizione politica – che del resto è abbastanza nota a chi mi legge – possono cliccare qua oppure sulla mia copia locale. Il quiz si compone di 25 (brevi) domande, con sei risposte possibili: numero pari per far fuori gli indecisi, chiaramente. Le posizioni di tutti i partiti sono indicate chiaramente nel sito, il che aiuta anche chi vuole avere delle idee un po’ più chiare rispetto ai comunicati tv: manca purtroppo l’idea di un questionario a doppia risposta (quanto uno è o meno favorevole, ma anche quanto uno è o no interessato al tema: un giudizio pesato è molto più importante di uno semplice).
Chicca finale che sarà sfuggita a molti: il pallino violetto con la strana sigla BCdL è in realtà la sovrapposizione di PCdL (Partito Comunista dei Lavoratori) e SC (Sinistra Critica). In pratica i due partiti danno esattamente le stesse risposte alle 25 domande poste loro: ma seguendo le migliori tradizioni della sinistra se ne stanno ciascuno per contro proprio :-)
(via Ipazia, che di per sé è un po’ più in alto di me)

Ultimo aggiornamento: 2008-03-26 14:21

Porcellum: può convenire non votare per il partito preferito

Uno dei tanti effetti malefici del Porcellum è che ci sono regioni in cui a un elettore può convenire votare un partito diverso da quello che vorrebbe, per migliorare il risultato complessivo per la sua parte. La cosa è piuttosto complicata, e anche se sul sito del Senato c’è il testo unico della legge elettorale (inutile guardare la legge stessa, che è composta da una serie di modifichine qua e là alla legge precedente) ci si può perdere. Come servizio pubblico, alla facciaccia di ciaoFabio, ho pensato di fare un esempio numerico per spiegare cosa succede.
Prendiamo ad esempio l’ultimo sondaggio sulla regione Umbria – la scelta è stata fatta solo perché era il più recente sondaggio regionale che ho trovato – e guardiamo le intenzioni di voto al Senato. In questo momento le intenzioni di voto danno PD: 43.5%, PdL: 36%, S.Arc.: 7.5%, Rosa Bianca: 6%, altri: quisquilie (oltre a un 26% di indecisi… ma questa è un’altra storia).
Se il risultato finale fosse effettivamente questo, le uniche due coalizioni che oltrepasserebbero la soglia di sbarramento all’8% sarebbero PD e Pdl. Quindi l’ufficio elettorale rinormalizzerebbe le loro percentuali relative normalizzate[1] a 54.7% e 45.3%. Ci sono sette seggi in palio: il riparto proporzionale dà 3.8 e 3.2 relativo, ma c’è il premio di maggioranza che porta immediatamente a 4 i seggi per il PD, lasciandone 3 al PdL. Già qua si capisce com’è che nonostante ci sia una legge maggioritaria il risultato finale al Senato sarà meno netto che alla Camera: non c’è un “il primo prende tutto” ma un “il primo prende un po’ di più”.
Ma adesso arriva il divertente. Supponiamo che l’1.5% di persone NON voti PD ma Sinistra Arcobaleno. (Basta anche lo 0.5%, in realtà, ma avevo voglia di avere un po’ di cifre tonde). Adesso avremo tre liste che raggiungono il quorum, e per la precisione PD: 42%, PdL 36%, S.Arc. 9%. Rifacciamo i conti: le percentuali normalizzate sono 48.3%, 41.4%, 10.3%. Ma c’è il premio di maggioranza, quindi il PD continua a prendere quattro dei sette seggi. Gli altri tre seggi devono essere divisi tra gli altri due partiti. La divisione dà 2.4 e 0.6 seggi rispettivamente; l’articolo 17 comma 5 della legge dice che si assegnano prima i valori interi (2 e 0 rispettivamente), e quello che resta va dato ai resti più alti. Lo 0.6 di S.Arc. è maggiore dello 0.4 del PdL, quindi l’ultimo seggio va alla Sinistra Arcobaleno.
Risultato finale: spostando dei voti dal PD alla Sinistra Arcobaleno, il PD rimane uguale mentre il PdL perde un senatore. Detto ancora in altro modo: l’elettore umbro del PD che vuole fare una differenza (non tanto come persone, visto che il Porcellum lo vieta, ma come schieramenti) dovrebbe controllare i sondaggi al Senato e spostare il proprio voto sulla Sinistra Arcobaleno. Semplice, no? No, non è affatto semplice, lo so: altrimenti non mi sarei messo a scrivere il pippone.
Per la cronaca, non vale la stessa cosa a destra: o meglio, se gli elettori PD votano la Rosa Bianca e le fanno raggiungere il quorum tolgono un senatore al PdL ma a vantaggio dei centristi, e se i votanti del PdL si spostassero al centro farebbero perdere il loro partito. In pratica, il gioco lo si può fare se (a) il proprio partito è quello di maggioranza relativa e (b) la differenza con il secondo partito è sufficientemente grande per non rischiare che il premio di maggioranza passi all’altro partito.
Spero di essere stato abbastanza comprensibile… sennò provate a chiedere nei commenti :-)
[1]tutti i voti per i partiti che non hanno raggiunto il quorum vengono tolti dal totale, proprio come si tolgono le schede bianche e nulle: insomma è come se nessuno avesse votato per loro… salvo il fatto che se hanno raggiunto l’1% i partiti ricevono le prebende i rimborsi elettorali. Uno statistico parla appunto di percentuali rinormalizzate.
Aggiornamento: (2 aprile) In Lombardia la situazione è ancora più divertente – o tragica, a seconda del punto di vista.

Ultimo aggiornamento: 2008-03-25 15:34

Vendita voti pro Uòlter

Sabato scorso Alberto Biraghi (l’anima di OneMoreBlog, voce molto dura della sinistra milanese) ha pubblicato un appello, anzi “una proposta che non si può rifiutare”, a Uòlter Weltroni e di conserva al PD. In poche parole, dice “io – e chi mi vorrà seguire – vendo il mio voto che altrimenti annullerei a te se prometti che farai queste cinque cose”. Le cose sono: (1) vere primarie locali per il PD milanese; (2) commissione di inchiesta sul G8 del 2001; (3) fine del baciapilismo; (4) una legge vera sul conflitto di interessi; (5) far fuori (politicamente) Filippo Penati. Chi vuole saperne di più, vada a leggere il tutto.
Al momento ci sono già più di 400 persone che hanno promesso di “vendere il loro voto”. Io non ci sono, perché ho già affermato che fino a che ci sarà il Porcellum non voterò, ma magari qualcuno dei miei lettori può essere interessato… L’evoluzione della storia si trova qua, per la cronaca.

Ultimo aggiornamento: 2008-03-24 11:31

Rialzati, Alitalia!

Il líder lo si riconosce da quanto è troppo avanti rispetto a noi. Nessuno aveva capito che “Rialzati, Italia!” stava in realtà per “Rialzati, Alitalia!”.
Il líder lo si riconosce da come è capace a far parlare d’altro, per distogliere la gente dalle vere domande. Prendiamo la famosa risposta alla “precaria”, «ma che sposi un milionario». Tralasciamo che la precaria è figlia di una famiglia abbastanza nota della Capitale, e notiamo invece che nessuno si è messo a parlare delle proposte di Berlusconi al riguardo. D’altra parte, si sarebbe dovuto ad esempio parlare del previsto “quoziente familiare”, un modo molto carino per dire “se la femmina se ne sta a casa a fare la calza, pagherete meno tasse”… Il punto è che però avere i giornali anti-Silvio che lo sbertucciano non sposta nemmeno un voto, visto che chi si adonta per la “pessima figura” del nostro tanto non l’avrebbe votato mai, e chi lo vota è gente che apprezza quel tipo di battute.
Ma torniamo ad Alitalia, un’azienda che sta perdendo da anni almeno un milione di euro al giorno, e sta facendo piangere Letizia e Formicone perché quei cattivoni di Air France non vogliono Malpensa impedendo ai padani di andare all’estero. Non so voi, ma io ci sono sempre riuscito… e vorrei anche sapere quanti milanesi amano Malpensa, oltre ai due di cui sopra che speravano di farci su tanti soldi con le prebende alla Sea. Alitalia è già virtualmente fallita, e in quel caso altro che i duemila posti di lavoro che si perderanno.
Bene. Che dice Silvio? Si sveglia una sera, alla festa di compleanno del suo amicone Maroni – che si tiene a Roma, perché lì sono ladroni ma sanno come divertirsi – e dice “nema problema, Alitalia la salvo io, anzi i miei figlioli che sono quasi meglio di me”. Uno magari si chiede perché non si è svegliato nell’ultimo anno e mezzo: beh, a parte che c’erano spallate da dare, la ragione è molto banale: non ha nessuna voglia di cacciare l’euro. Non per nulla, quando il mattino dopo si è svegliato, è subito andato a dire “massì, i soldi ce li mette Intesa-Sanpaolo” (che subito hanno detto “vabbè che siamo ancora in Quaresima, ma non ce n’è proprio”) e poi “ma il governo Prodi potrebbe fare un prestito-ponte, che poi tra qualche mese glielo ridiamo indietro” (facendo finta di dimenticare che il giorno prima la UE ha ricordato che non si potevano fare aiuti di Stato). Di nuovo, dov’è il problema? o meglio, dov’è il problema per Silvio? Lui fa il suo lavoro, che è ricordare al suo potenziale elettore quanto è bravo, strafregandosene di quelli che tanto potenziali suoi elettori non sono (oltre che strafregandosene di dire qualcosa di fattibile in pratica). Visto che nessuno vede i suoi bluff ma tutti si limitano a tirare fuori le macchiette, riesce a fare in modo che anche gli avversari facciano il suo gioco. Chiamatelo stupido.

Ultimo aggiornamento: 2008-03-21 11:12

riforma elettorale e promesse da parlamentari

Beh, ammetto che all’inizio avevo letto che la proposta di cambiare subito la legge elettorale fosse di Maroni, e la cosa mi pareva abbastanza ironica, visto che la legge in questione è del suo amicone Calderoli. Poi ho controllato meglio, il propositore è il povero Marini che dopo solo due anni ha perso il suo posto di lavoro, e mi sono tranquillizzato.
Detto questo, faccio notare che per due anni ci hanno rotto i cosiddetti spiegando che la legge elettorale non la si può cambiare se non a fine legislatura, perché delegittimerebbe gli attuali eletti. Io non sono mai stato convinto della cosa, ma non importa. Quello che importa, adesso, è un’altra cosa: con che faccia cambierebbero idea, i nostri líder minimi?

Ultimo aggiornamento: 2008-03-19 11:43