Archivi categoria: politica

Silvio IV

Diamo atto a Silvio non solo di avere presentato il governo a tempo record (sì, lo so che per la Costituzione il PresConsMin propone i nomi al Presidente della Repubblica, bla bla) ma soprattutto di avere davvero solo dodici ministri con portafoglio, come da legge non rispettata né da Silvio II, né da Silvio III, né da Prodi II. Lo so, le donne – tranne la Prestigiacomo e la per me ignota Gelmini – sono lì a fare tappezzeria o calendario, ma non mi aspettavo nulla. Sì, il Guardasigilli non c’entra un tubo, ma su questo – e su tante altre cose – ha scritto meglio Leibniz*, di cui linko anche i giudizi monoriga sui ministri (ma Zaia non è uno sconosciuto, è quello pescato a 192 all’ora in autostrada).
E ora? boh. L’unica cosa che mi viene in mente è che potrò chiamare Calderoli “Simpli(fi)cio”.

Ultimo aggiornamento: 2008-05-07 21:12

gravità relativa

Giusto per capire di quali tutti sarà presidente della Camera Gianfranco Fini, basta leggere quanto ha sentenziato: «Tolleranza zero» contro chi ha ammazzato Nicola Tommasoli, ma «molto più gravi» le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.
Per mettere le cose in chiaro: so perfettamente che quando Fini ha pronunciato quelle frasi Tommasoli non era ancora ufficialmente morto. E ritengo quelli che hanno bruciato le bandiere israeliane affermando «Un gesto forte lo sappiamo ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano» siano dei perfetti imbecilli, a meno che qualcuno mi dimostri che con la loro azione diminuiranno i civili palestinesi morti (e notate che taccio sui civili israeliani morti, che ovviamente per Askatasuna sono semplicemente danni collaterali, immagino). Detto questo, qual è per voi la gravità relativa di bruciare una (qualunque) bandiera e di pestare a sangue una (qualunque) persona? Se, come me, pensate che il secondo sia ben peggiore del primo cominciate a prepararvi a quello che ci capiterà. Se, come Fini, pensate il contrario allora mi piacerebbe sapere perché mai mi state leggendo. Spero sia stato solo per sbaglio.

Ultimo aggiornamento: 2008-05-05 21:45

Alitalia oggi

A parte la battutina di stamattina, credo sempre più nell’imminente fallimento di Alitalia, e devo dire che la cosa non è che mi impedisca di dormire la notte. Mi sono anche oziosamente chiesto di chi è la colpa, e le risposte che mi sono dato credo non siano completamente in linea con gli altri commentatori più o meno augusti.
Ad esempio, secondo me Berlusconi non ha colpa. Occhei, messa così è un po’ brutale, visto che le sue dichiarazioni dell’ultimo mese sono state la base per tutto quello che è successo. Ma una qualunque persona raziocinante sapeva perfettamente che stava raccontando delle balle giusto per recuperare un po’ di voti, e se si è basato su queste balle pensando di ottenere chissà che cosa il problema è suo, non di Sìlviolo. Chissà se adesso costoro si sono accorti che avere l’Expo a Milano non cambia assolutamente nulla; a dire il vero, magari ad Air France questa cosa rompeva anche più le scatole. Tanto non importa, se uno non ha ancora capito come opera Berlusconi non potrà certo cambiare idea.
Tutto questo porta subito al sindacato, anzi ai sindacati. Non so quante sigle sindacali siano presenti in Alitalia, tra confederati, autonomi e altro. So solo che sono troppe, e che mi sembrano più occupate a lottare tra loro che a farlo per i lavoratori. Nessuna sigla che abbia avuto il coraggio di dire “Non va bene, ma capiamo di dovere accettare: negoziamo solo un’uscita [ribadisco, uscita] soft per chi non si può tenere”. Al limite, però, avrei anche apprezzato qualcuno che rifiutasse chiaramente di trattare, per la serie “si muore tutti insieme”. Invece no: tutti a dire “la proposta è irricevibile” sperando in chissà quale folgorazione di Spinetta sulla via di Malpensa. Il risultato lo si è visto.
Restano infine i tempi infiniti di Prodi e Padoa Schioppa per far partire la cerca delle offerte. È vero che alla fine ce l’hanno fatta, il che non si è certo potuto dire di Berlusconi: ma quando una compagnia è così malmessa non sarebbe meglio cercare una cura il prima possibile? No? Aggià, siamo in Italia.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-22 15:33

Rutellata

È una vergogna che questi intracomunitari di rumeni si mettano a violentare donne africane proprio adesso che c’è il ballottaggio per le comunali di Roma, si deve essere detto Rutelli. E si è dovuto scervellare per trovare una risposta da dare immediatamente in pasto ai media. Risultato? Eccolo qua. (Notate che ho preso il testo da un quotidiano che dovrebbe essere filorutelliano).
Tra le Misure Di Sicurezza Molto Forti spicca indubbiamente la proposta di “braccialetti SOS per donne e anziani”. In pratica, sei tu cittadino onesto che devi abdicare alla tua privacy, invece di fare sì che tu possa girare per le vie in maniera relativamente tranquilla. Almeno avesse poi azionato in precedenza il cervello, e suggerito qualcosa dal nome diverso da “braccialetto” che fa venire subito in mente quello messo ai detenuti. No. I suoi neuroni probabilmente sono in agitazione permanente. Inutile dire che Alemanno ha subito colto l’assist rispondendo «Ritengo che il braccialetto sia umiliante per le donne perché rappresenta la resa da parte delle istituzioni incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini». Non posso nemmeno dargli torto.
Poi Alemanno ha esagerato, affermando che Roma ha bisogno di un «commissario governativo per la sicurezza» perché «I poteri del sindaco non sono sufficienti». Ma è anche vero che chi è probabilmente intenzionato a votare per lui apprezza queste uscite, a differenza del popolo di centrosinistra. Chissà, forse l’ex piacione ha subconsciamente deciso che non vuole più fare il sindaco.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-21 14:48

inutile prendere un’imitazione

In Italia, le uniche due volte dopo la seconda guerra mondiale in cui la sinistra (in un’accezione molto ampia del termine) è andata al governo sono state quelle in cui a capo di una coalizione molto – troppo – ampia c’era Romano Prodi, con la sua aria di parroco di campagna.
In Paraguay, dove il partito di destra dei Colorados era al governo dal 1947 (!), devono avere pensato qualcosa di simile, ma facendo le cose in grande. Nelle elezioni di ieri il leader dell'”Unione” locale, che ha anche vinto, era così Fernando Lugo, di professione ex-vescovo cattolico. “Ex” perché è stato sospeso a divinis, il che però – a quanto mi consta – in casi come questo è più o meno un’aspettativa forzata: persino Baget Bozzo, dopo che ha smesso di fare il deputato, è stato reintegrato nella possibilità di dire messa e amministrare i sacramenti.
Secondo la BBC, Lugo è un novizio della politica, anche se non sono riuscito a capire se è sottinteso che non ne capisca un tubo oppure hanno fatto una semplice constatazione. Io invece mi chiedo se la sua coalizione durerà più di quella prodiana

Ultimo aggiornamento: 2008-04-21 12:22

Election Day After

Dopo la batosta alle politiche, il centro e la sinistra sono stati bastonati anche alle elezioni locali che si sono tenute in contemporanea: Brescia e Friuli-Venezia Giulia passate alla destra, ballottaggio a Roma città e provincia, e via discorrendo (la Sicilia non conta, lì non c’è mai stato gusto). Qualche politico locale si è così lamentato con Uòlter, dicendo che è stata colpa sua che ha voluto fare l’Election Day e così il crollo alle politiche si è portato dietro il crollo alle comunali provinciali regionali.
Non so voi, ma quando leggo queste cose mi viene sempre da chiedermi se i politici pensano davvero che gli italiani siano così stupidi da non riuscire a votare due partiti diversi su due schede diverse – se ritengono naturalmente che il secondo partito localmente si sia comportato bene: ma in caso contrario non lo voterebbero lo stesso, no? – oppure se gli italiani sono effettivamente così stupidi.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-18 10:02

analisi post voto

Come sapete bene, le analisi post voto sono il modo con cui i politologi (e i tuttologi, che in quanto tuttologi sono anche politologi) dimostrano che in realtà non sono stati loro a ciccare le previsioni ma il mondo che non si è adeguato, e per fare ciò sbagliano a indicare le cause. Inutile dire che non c’è dubbio che io mi butti a pesce, sono le cose che mi riescono meglio.
Cosa penso io di questi risultati, insomma?
Il PdL ha vinto. Nonostante il Porcellum, ha una maggioranza sufficientemente ampia, naturalmente tenendo conto che dovrà seguire la Lega al Senato… ma direi che visti gli ultimi sette anni non è certo quello il suo problema. Le piazzate di Sìlviolo sul “voto utile” sono servite per arginare la diaspora dei voti soprattutto a destra.
Il PD ha perso, ma anche vinto. Il suo risultato al 33% è mediocre, però non è una disfatta: e credo che Uòlter, sotto sotto, non sia poi troppo scontento del quadro parlamentare che si è delineato. Certo che avere dei dubbi se l’eletto più a sinistra sia Emma Bonino o Rosi Bindi è un po’ sconcertante, ma vedrete che ci si abitua presto.
La Lega ha stravinto. L’8.3% su base nazionale è un’enormità, ma vederla al 12.3% in Piemonte e al 7.1% in Emilia dal mio punto di vista è ancora più sconcertante del 20% lombardo e del 26% veneto. Un milione di votanti in più non sono bazzecole. Se così tanti italiani votano un partito dichiaratamente xenofobo una ragione c’è: ho dei dubbi che le soluzioni che loro propongono servano a qualcosa, visto ad esempio che molti rom sono nati in Italia e quindi cittadini italiani, ma tanto non credo che se ne accorgeranno.
Di Pietro ha vinto. Ha quasi raddoppiato i consensi: in parte immagino da gente che ha paura di cosa incontra in città ma non arriva a votare Lega. Anche questo la dice lunga.
L’UDC ha perdicchiato. Nemmeno troppo, a dire il vero, e credo che sotto sotto Casini e i suoi non siano troppo tristi. Barcamenarsi come vaso di coccio non è mai facile. (Ferrara non è nemmeno riuscito a farsi pubblicità andando in giro a raccogliere fischi per qualche titolone di giornale, ma non mi aspettavo nulla di diverso)
La Destra ha perso. Non tanto sul piano nazionale, dove non mi aspettavo un risultato tanto diverso – diciamo che pensavo un 3% – quanto in regioni come il Lazio dove credevo davvero avessero un seguito maggiore. Forse la Santanchè avrebbe dovuto promettere di darla a un po’ di fortunati sorteggiati tra i suoi elettori.
La sinistra ha straperso. Ma di più. I socialisti, nonostante le tonnellate di pubblicità, sono tornati alle loro percentuali da prefisso telefonico, ma questo me lo aspettavo; il Partito Comunista dei Lavoratori, più Sinistra Critica, più Per il Bene Comune messi insieme hanno raggiunto l’1.4% che poi è il classico risultato della sinistra pura e dura (e spezzettata come i frammenti di marron glacés), ma il 3.1% di La Sinistra – L’Arcobaleno era assolutamente imprevisto da tutti, tranne The Right Nation; inutile, a destra hanno i sondaggisti giusti. Ma ancora più sconcertante è vedere le loro percentuali nelle regioni (ex?) rosse: Emilia 3.8%, Toscana 5.1%. O se preferite, a Sesto San Giovanni, con il 5.17% (al Senato, alla Camera ancora meno) contro il 10.88% della Lega. Non sono d’accordo con chi ha commentato che è tutta colpa di Uòlter, a meno che per “colpa di Uòlter” si intenda non avere voluto la coalizione. Onestamente, la sua campagna elettorale guardava al centro, e non l’ho mai sentito parlare di “voto utile” o cose del genere. Che molti possibili elettori se ne siano stati a casa, o abbiano scelto un altro schieramento, significa che non solo i loro leader hanno perso credibilità come forza di governo – e fin qua non ci voleva molto – ma anche come forza di lotta, visto che chi li votava sapeva benissimo che a questo giro sarebbero stati all’opposizione. Io personalmente non sono per nulla intristito dalla cosa, visto quei rappresentanti. Non che immagini che oggi come oggi in Italia ci sia spazio per una sinistra moderata seria (il PD è un partito di centro, ricordo). Ma magari ci sono dei trentenni svegli, anche se non credo.
Ultima nota: gli exit poll hanno cannato anche questa volta alla grande. Ricordiamocelo :-)

Ultimo aggiornamento: 2008-04-15 12:10

il risultatone della Lega

Prima che tutti si chiedano come mai la Lega sia così alta negli exit poll, ricordo che è allegato con l’MPA (quelli siciliani di Lombardo… magari si sono confusi col nome del leader), che da solo potrebbe portare loro quasi l’1% su base nazionale.

Ultimo aggiornamento: 2008-04-14 15:34