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Tremonti e le pensioni

Il nostro ministvo dell’Economia Giulio Tremonti è tutto felice, tanto che racconta a destra e manca che non era affatto un refuso la norma inserita nella manovra finanziaria che fa saltare il tetto dei quarant’anni di contributi per avere il diritto di andare in pensione, e anzi che «la riforma è stata fatta passare in Italia con un emendamento senza alcuna protesta, nella pace sociale, senza un solo giorno di sciopero».
Lasciamo perdere che a me sta estremamente sulle palle uno che si vanta di avere fatto le cose di nascosto, come se fosse un merito; c’è un’altra cosa che non mi torna per nulla. Ormai la parte di lavoratori che va in pensione con il sistema retributivo (tot % della media degli ultimi stipendi per ogni anno di lavoro) si sta riducendo, e tra qualche anno arriveranno quelli col metodo misto come me. Per noi la fregatura era già insita nella riforma Dini, che dice a grandi linee “più giovane tu vai in pensione, meno soldi ti do ogni anno, perché il sistema deve funzionare con la tua speranza di vita”. Niente da eccepire, la cosa di per sé è giusta. Questo però significa che allo Stato – se le cose sono state fatte bene – non cambia nulla se io voglio andare in pensione prima o dopo, visto che i soldi che tirerà fuori saranno sempre gli stessi. E allora perché bisogna togliere obbligatoriamente il tetto dei quarant’anni di contributi?

Ultimo aggiornamento: 2010-07-13 21:57

parliamo un po’ con i testi davanti

Sono andato a cercare sul sito della Camera informazioni su cosa succede con questo disegno di legge sulle intercettazioni: ecco qua il risultato.

Art. XXX:
[omissis]
2. E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.
3. Se si procede al dibattimento, non è consentita la pubblicazione, anche parziale, degli atti del fascicolo per il dibattimento, se non dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, e di quelli del fascicolo del pubblico ministero , se non dopo la pronuncia della sentenza in grado di appello. E’ sempre consentita la pubblicazione degli atti utilizzati per le contestazioni.
[omissis]
5. Se non si procede al dibattimento, il giudice, sentite le parti, può disporre il divieto di pubblicazione di atti o di parte di atti quando la pubblicazione di essi può offendere il buon costume o comportare la diffusione di notizie sulle quali la legge prescrive di mantenere il segreto nell’interesse dello Stato ovvero causare pregiudizio alla riservatezza dei testimoni o delle parti private. Si applica la disposizione dell’ultimo periodo del comma 4.
[omissis]
Art. YYY
1. Salve le sanzioni previste dalla legge penale, la violazione del divieto di pubblicazione previsto dagli articoli 114 e 329 comma 3 lettera b) costituisce illecito disciplinare quando il fatto è commesso da impiegati dello Stato o di altri enti pubblici ovvero da persone esercenti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato.
2. Di ogni violazione del divieto di pubblicazione commessa dalle persone indicate nel comma 1 il pubblico ministero informa l’organo titolare del potere disciplinare.
Art. ZZZ
1. L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione è consentita nei procedimenti relativi ai seguenti reati:
a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’articolo 4;
c) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
d) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;
e) delitti di contrabbando;
f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono;
f-bis) delitti previsti dall’articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1 del medesimo codice.
[omissis]

Vi pare che sia un testo così liberticida? Parliamone.
Aggiornamento: (13 luglio) Contrordine, compagni e amici! a causa di una deprecabile serie di refusi non ho postato il testo del ddl intercettazione, ma gli attuali articoli 114, 115 e 266 del Codice di procedura penale, come del resto correttamente citato nei link qui sopra. Mi scuso per il deplorevole errore.

Ultimo aggiornamento: 2010-07-12 16:45

Il Legno Storto

Non sono praticamente d’accordo con nulla di quanto scritto qua, e generalmente non sono d’accordo nemmeno sul resto (vedo ad esempio un bannerino in altro a sinistra, “Comitato Il Ponte subito”; e non riesco proprio a vedere l’utilità del ponte sullo Stretto di Messina).
Ma ci sono questioni di principio, e mi sembra molto più preoccupante che quelli del Legno Storto siano stati citati a giudizio, naturalmente solo civile, per diffamazione a mezzo stampa. Ho letto quelli che sono indicati come articoli incriminati, e per quanto mi riguarda non vedo nulla di diffamatorio; però è chiaro che io non sono un magistrato e quindi la mia parola conta poco. Ma detto questo continuo a ritenere che la risposta è una causa penale e non civile, cosa che non mi pare sia capitata nemmeno in questo caso.
(Sulla rapidità della causa essendo coinvolto un magistrato penso solo che se un anno per arrivare alla causa è poco siamo davvero messi male)
(via Fabio Forno, per la cronaca)

Ultimo aggiornamento: 2010-07-06 07:00

Vogliono proprio farsi imbavagliare?

Repubblica, ma anche La Stampa e il Corsera, danno ampio spazio alla festicciola / festino / spettacolo folcloristico a cui avrebbe partecipato il nostro PresConsMin mentre era in visita ufficiale in Brasile.
So what? Se io sono interessato a questo tipo di notizie vado a comprarmi Novella 2000, che me lo tratta anche meglio. Capisco che l’italico maschio – e fors’anche l’italica femmina, visto che la cosa continua imperterrita – sbavi per la colonna morbosa dei nostri quotidiani; ma se a Berlusconi queste cose piacciono e non salta nessun meeting ufficiale per sollazzarsi la scelta è solo e unicamente sua.
Il peggio è che poi “notizie” come queste sono perfette come testa d’ariete per convincere l’opinione pubblica che è giusto imbavagliare la stampa; e questo sì che mi dà fastidio.

Ultimo aggiornamento: 2010-07-02 14:20

Ma che gli è preso a Nappy?

Sono convinto, come credo la maggior parte degli italiani che si sono accorti della storia, che la promozione di Aldo Brancher da sottosegretario alle Riforme a ministro non-si-sa-bene-a-che-cosa non sia dovuta a uno scatto di anzianità ma sia stata un regalino del PresConsMin in modo che A.B. potesse invocare il legittimo impedimento e non essere interrogato nel processo Antonveneta in cui è imputato.
Detto questo, il comunicato odierno del Quirinale è assolutamente anticostituzionale. Lo cito in toto, visto che tanto è breve.

A proposito dell’incarico di ministro senza portafoglio all’on. Brancher
Nota
In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell’on Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento, si rileva che non c’è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l’on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio.
Roma, 25 giugno 2010

Per prima cosa, notate l’ironia: “Ho letto sui giornali una cosa e mi preme far notare che”. Questa non può essere del sacco di Napolitano. Non gli crederebbe nessuno. Cossiga sì che era capace di dire queste cose con una faccia da poker, anche se probabilmente avrebbe scritto in prima persona. Ciampi avrebbe forse fatto qualcosa del genere, ma non si sarebbe mai nascosto dietro la scusa “l’ho letto sul giornale”. Ma Napolitano no. Un funzionario PCI, per quanto della corrente migliorista, non è geneticamente in grado di essere ironico.
Ma passiamo al merito: la legge sul legittimo impedimento non parla affatto di ministri con o senza portafoglio; l’articolo 1 comma 2 dice semplicemente «Per i Ministri l’esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento, [omissis]». Ma se anche non fosse così, Napolitano non avrebbe alcun titolo per fare una constatazione del genere; sarà anche il capo del CSM, ma questi sono giudizi che deve dare il giudice. Prassi vuole ormai che il Presidente della Repubblica dica in maniera più o meno ufficiosa cosa pensi delle varie leggi e leggine, ma scrivere una nota del genere non si era mai visto.
Considerato che formalmente questa nota non è contro Berlusconi ma che tutti la vediamo tale, che è successo al presidente più silente della storia della Repubblica Italiana? Dobbiamo preoccuparci che una qualche entità aliena si sia impossessata di lui?

Ultimo aggiornamento: 2010-06-25 23:12

antiPorcellum

Libertà e Giustizia propone una raccolta di firme per una legge popolare che cancelli l’attuale legge elettorale e ci faccia tornare a quella precedente (il Mattarellum). Occhei, la pagina inizia con la barzelletta del mese («La presidenza di Libertà e Giustizia lancia un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a restituire al cittadino il potere previsto dalla Costituzione di eleggere propri rappresentanti alla Camera e al Senato»: chi glielo fa fare a tutti i parlamentari a tornare da un parlamento nominato da cinque persone a uno dove l’elettore può scegliere?). Occhei, sappiamo tutti che una proposta di legge popolare serve a poco o a nulla, visto che il Parlamento può farne quello che vuole… e inoltre vedi sopra. Però se LeG mettesse su un banchetto andrei anche a firmare, per asserire il mio punto di vista.
Ma la raccolta di firme online no. Mi spiace, ma quella non serve davvero a nulla, se non ad autocompiacersi.

Ultimo aggiornamento: 2010-06-23 12:14

Zaia e l’inno di Mameli

Con tutti i problemi che abbiamo, non riesco proprio a capire perché mettersi a piangere perché il governatore veneto Zaia non ha fatto suonare l’inno di Mameli all’inaugurazione di una scuola (o l’ha fatto suonare solo dopo Va’ pensiero, cosa che a questo punto dovrebbe essere ancora peggiore).
L’inno di Mameli non è ufficiale, non c’è nella Costituzione, e ci ricordiamo che esiste solo quando ci sono le partite della Nazionale; una volta ci si lamentava perché i calciatori non lo conoscevano (come se fossero in tanti gli italiani che saprebbero cantarlo), ora ci si lamenta perché sembra che il momento dell’inno sia diventato simile a quello del giuramento a militare, dove invece che “lo giuro” si urla di tutto, da “l’ho duro” (in tema…) a “paguro”. Io lo so cantare, la marcetta non mi dispiace nemmeno, ma non lo sento come una roba “che fa l’Italia”. Più che altro, bisognerebbe spiegare ai legaioli che l’inno verdiano è tanto carino ma non c’entra una cippa né con l’Italia né con una ipotetica Padania, a meno che uno non sia stato deportato a Lamezia Terme o giù di lì e sia convinto che il nostro Paese sia stato riunificato dai Borboni. Scegliessero La canzone del Piave almeno avrebbero una giustificazione storico-geografica (tralasciando tutti i terroni che furono mandati al fronte nord-est, chiaro)
Ma io spero sempre in un atto di bontà degl Elii; se donassero alla nazione La terra dei cachi perché ne venisse fatto l’inno ufficiale avremo finalmente qualcosa di cui essere fieri.

Ultimo aggiornamento: 2010-06-14 11:53

macché uguaglianza!

A quanto pare Viviane Reding ha deciso di usare il pugno di ferro e costringere Sacconi a innalzare immediatamente (beh, tra un anno e mezzo invece che sette anni e mezzo) l’età pensionabile per le donne nel comparto statale dai 60 anni attuali ai 65, come per gli uomini.
Io avevo già parlato della cosa a suo tempo, e resto sempre della stessa idea. Il punto non è che le donne, andando in pensione prima, fossero svantaggiate: già da parecchio tempo hanno la possibilità di prolungare volontariamente il loro lavoro fino a 65 anni. Ufficialmente la sentenza della Corte Europea nacque per la disparità a sfavore degli uomini, tanto che era stato detto “se volete, potete anche permettere agli statali maschi di andare in pensione prima; per noi è lo stesso”.
Io sono come sempre dietrologo, ma credo che questa improvvisa accelerazione sia banalmente dovuta alla volontà (non so se della Commissione, del governo italiano che così può dare la colpa a qualcun altro, o di entrambi) di far vedere che loro sì che pensano a fare qualcosa contro la crisi finanziaria europea. Bah.

Ultimo aggiornamento: 2010-06-08 12:35