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Signora maestra, gli metta la nota!

Il Silvio e l’Umberto hanno scritto una nota, che contiene la seguente frase: «Il presidente Berlusconi e il ministro Bossi nei prossimi giorni chiederanno di incontrare il presidente della Repubblica per rappresentargli la grave situazione che pone seri problemi al regolare funzionamento delle istituzioni». La “grave situazione”, nel caso assai improbabile non l’aveste capito, è che Gianfranco Fini non ha nessuna voglia di lasciare la Presidenza della Camera.
Ora possiamo dire tante cose di Berlusconi e Bossi, ma non certo che non sappiano che Napolitano non ha alcun potere al riguardo: potrebbe al più adoperare la famigerata moral suasion, ma non credo proprio che lo farà. Quindi è chiaro che la nota è stata studiata semplicemente per lasciare alla gggente l’impressione che Nappy sia colluso con “gli altri”.
Però nemmeno il PresRep è stupido; sono ragionevolmente certo che se e quando B&B andranno al Colle risponderà con un’altra nota. Mi resta solo da immaginare quale sarà il tenore; scommetto su qualcosa del tipo “comprendo la difficoltà della situazione attuale, ma i Presidenti dei due rami del Parlamento sono espressione dei parlamentari regolarmente eletti, e il Presidente della Repubblica ai sensi della Costituzione non può interferire. Chiaramente però non potrebbe non tenere in conto il risultato di una mozione di sfiducia.” Detto in altri termini, “sfiduciatevelo voi”: cosa che allo stato dei fatti è chiaramente impossibile, a meno che Silvio paghi davvero tanti soldi. Insomma, la telenovela continuerà ancora per un bel pezzo.

Ultimo aggiornamento: 2010-09-07 09:56

Mira, bello!

Che si può dire del discorso di ieri di Gianfranco Fini? Mah, mi sa che certifichi la sua debolezza intrinseca. Debolezza che non significa necessariamente una forza di Berlusconi, intendiamoci: ma quella è un’altra storia.
Fini è stato molto attento a ribadire che lui è un uomo di destra, e non il compagno Gianfranco come molti nell’opposizione pensavano già. D’altra parte un partito di destra nell’attuale opposizione c’è già (no, sciocchini, non è il PD! quello è un partito di centro. Sto pensando a Italia dei Valori) e sembrerebbe strano fare un doppione, anche se nella politica italiana la cosa non è poi così inusuale. La scommessa del presidente della Camera è se volete un remake di quanto fatto nel 1994 con il passaggio dall’MSI ad AN attraverso le acque di Fiuggi: eliminare le nostalgie fasciste e far nascere un partito di destra europea con il quale attirare i voti degli elettori moderati che non sopportano Berlusconi (e ce ne sono tanti). Paradossalmente, l’abbraccio di questi due anni nel PdL è persino vantaggioso: Fini può dire che ha visto cosa vuol dire essere sotto un Duce e ha (finalmente…) capito che Ciò Non È Bello.
Tutto questo però ha bisogno di molto tempo per concretizzarsi seriamente, e da qui nasce l’offerta di un patto di legislatura con chi l’ha appena cacciato. Ma Berlusconi non è certo un idiota, e sa bene che il tempo gioca a suo sfavore, tanto che potrebbe davvero decidere di andare subito al voto pur sapendo di restare appeso per il collo alla Lega. Tanto i suoi interessi e quelli di Bossi sono ortogonali: la posizione migliore per un bel do ut des. Inutile dire che una cosa del genere risulterebbe neutra per Casini, neutra per la sinistra (che tanto non entrerebbe comunque in Parlamento), ininfluente per Di Pietro che non guadagnerebbe più di tanto anche perché i grillini gli fregherebbero parecchi voti. Per quanto riguarda il PD, potrebbe essere finalmente l’inizio della sua fine, non certo rimpianta da nessuno che non sia l’attuale PresConsMin :-)

Ultimo aggiornamento: 2010-09-06 10:34

Che gli è preso a Nappy?

In questo settembre sembra che il nostro Presidente della Repubblica si sia improvvisamente svegliato. Ha iniziato mercoledi, chiedendo ai giornalisti che fine avesse fatto il disegno di legge sulle intercettazioni. Ha proseguito ieri, dicendo sempre ai giornalisti, mentre parlava della necessità per l’Italia di avere una politica industriale seria, che visto che al momento e negli ultimi quattro mesi il ministro in questione non c’è allora avrebbe “passato la voce…”.
Io ne ho accennato umoristicamente nella mia vignetta, ma vedo che anche il Post ha fatto almeno inizialmente lo stesso parallelo, pur non condividendolo. La cosa che mi stupisce è che sicuramente Napolitano sa che questo non è il tipo di battute apprezzate da Berlusconi (e da parecchi parlamentari PdL, anche se sono certo che molti di loro le capiscono perfettamente e magari di nascosto le apprezzano anche); non credo che abbia semplicemente voglia di scherzare un po’ con i giornalisti o divertire un po’ di italiani, quindi significa che ci dev’essere qualcosa dietro. Mi sa che il più preoccupato in questo momento è Gianni Letta :-)

Ultimo aggiornamento: 2010-09-03 12:48

sviluppo economico

Leggo dal Post che sono tre mesi che non abbiamo il ministro dello Sviluppo Economico, o meglio abbiamo l’interim del PresConsMin. Leggo anche che c’è chi si lamenta perché in un momento di crisi rimanere senza una politica di sviluppo è suicida.
Ma onestamente: quando c’era Scajola, a parte le felicitazioni per i pochi morti, c’è stato uno sviluppo dell’Italia? E negli scorsi dieci – ma facciamo pure quindici – anni c’è stato uno sviluppo dell’Italia? Mettiamola così: stiamo risparmiando uno stipendio.

Ultimo aggiornamento: 2010-08-03 10:49

trent’anni dopo

Oggi è il trentesimo anniversario della strage di Bologna. Come probabilmente sapete, non ci sarà nessun rappresentante del governo: come ha argutamente spiegato Ignazietto La Russa, «Cos’è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta.»
Beh, mi sarei aspettato una mossa a sorpresa di Gianfranco Fini, in qualità (formale) di presidente della Camera e quindi espressione del parlamento oltre che di bolognese. Chiaro che di fischi se ne sarebbe presi ancora di più, lui che in fin dei conti è un ex missimo e quindi parente di quelli che la strage l’hanno fatta (anche se Paolo Guzzanti non è d’accordo… ma si sa che lui pensa sempre e solo ai russi). Non credo però che i fischi lo scomporrebbero più di tanto, e la mossa gli sarebbe andata benissimo per sparigliare ancora di più le carte.
Si sa, io e la politica non andiamo d’accordo.

Ultimo aggiornamento: 2010-08-02 09:30

che farà il compagno Gianfranco?

Né la Costituzione né il regolamento della Camera parlano della sfiduciabilità del Presidente della Camera. Credo sia possibile, almeno in linea teorica, un voto di sfiducia; se la maggioranza dei deputati si dimettesse, è forse possibile che Napolitano sciolga solo quel ramo del Parlamento; ma onestamente mi sa che ci si tiene Fini fino alla fine della legislatura. Fine che non è detto sia così vicina; il compagno Gianfranco è abbastanza furbo da far dire ai suoi che continueranno ad appoggiare lealmente il governo restando nella maggioranza, e credo che lo faranno, salvo forse per qualche legge troppo ad personam.
Gli è che questa è una situazione lose-lose: se si andasse a votare adesso, il blocco PdL-Lega rischierebbe davvero di non avere la maggioranza rispetto a una Grosse Koalition PD-UDC-Fini (possiamo anche infilare Rutelli, ma non conta nulla), con il solito esplicito programma di governo “fuori dalle balle il Berlusca” che potrebbe persino attirare Tonino Di PIetro, che in fin dei conti è un uomo di destra come tutti i partiti della Grosse Koalition. È insomma una brutta scommessa per tutti, e quindi le cose non cambieranno. Il guaio è che anche lasciando tutto uguale il governo sarà completamente ingessato: avete presente il Prodi II?
Vedremo a settembre che cosa capiterà, ma non sono molto ottimista.

Ultimo aggiornamento: 2010-07-30 09:48

giusto e sbagliato

L’intervista che Repubblica ha fatto al governatore piemontese in bilico Roberto Cota è interessante per vedere come un politico – persino leghista – riesca a mischiare cose corrette e strafalcioni nella propria difesa.
La sua affermazione che se si rivotesse oggi il suo margine di vittoria sarebbe ben maggiore di quello dello scorso maggio è chiaramente fuori classifica; diciamo che è la classica frase a cui non si dà attenzione alcuna, perché è richiesta dalla posizione in cui ci si trova. Per il resto, Cota ha perfettamente ragione quando afferma che per quanti dubbi ci siano lui non si dimetterà per indire nuove elezioni: non lo deve fare non tanto per i venticinque milioni teorici di spesa di una nuova elezione, ma perché i dubbi sono appunto dubbi e finché non ci sono certezze in un senso o nell’altro il governatore è lui. Ha anche ragione quando dice che anche se putacaso tra i voti dati alle due liste cancellate ci fossero più dei novemila voti del suo vantaggio rispetto alla Bresso non significa che la vittoria passerebbe alla sua avversaria: nessuno può dire che avrebbero fatto gli elettori se quelle liste non ci fossero state. (Nemmeno nel caso della momentaneamente stralciata lista “Pensionati per Cota”, no; è vero che nel simbolo c’era scritto “Cota”, per quanto ne sappiamo potrebbero aver pensato “mi fido di una lista pensionati, non mi interessa chi appoggi”)
Però Cota ha torto quando afferma che la lista di Scanderebech ha potuto evitare di presentare le firme proprio come il PD per una leggina voluta dalla Bresso. O meglio, ha ragione da un puro punto di vista formale, e non importa se presumibilmente anche l’allora opposizione avrà votato a favore di quella legge. Però si è dimenticato di aggiungere che Scanderebech non ha presentato le firme dicendo di far parte dell’UDC, che l’aveva appena espulso dal gruppo consiliare e soprattutto aveva deciso di allearsi con l’altra fazione. Piena facoltà di scegliere in che campo appartenere, ma allora ci si prenda le proprie responsabilità. E soprattutto ha torto marcio quando dice che le elezioni sono state indubbiamente valide perché il voto è stato libero. Che vuole dire “libero”? Che nessuno ha avuto una pistola puntata alla tempia nella cabina elettorale? Facciamo un esempio probabilmente più chiaro a metà della popolazione italiana. Si gioca il campionato di calcio, e vince una squadra, diciamo la Dinamochi?[1]. Durante il campionato qualcuno si accorge che la squadra ha mandato in campo calciatori che non potevano essere tesserati, e terminata la stagione il Tas afferma che in effetti è così. Direste forse che il campionato è stato libero?
Per i miei amici e conoscenti piemontesi di centro-destra: non preoccupatevi. Finirà come nel campionato di calcio, a tarallucci e vino; qualche sentenza che sanerà il tutto la si troverà, ci potrei scommettere. E sennò il PD perseverà nell’errore e ripresenterà la Bresso, che perderà di nuovo :)
[1] “Dinamochi?” col punto interrogativo finale, sì. È un insider joke che non credo sarà riconosciuto da nessuno dei miei ventun lettori :)

Ultimo aggiornamento: 2010-07-19 07:00

andiam, andiam, andiamo a ricontar!

Ma Cota trema davvero, ora che il Tar ha approvato un riconteggio parziale? Mah, ho dei dubbi.
Tralasciando che il Consiglio di Stato potrebbe annullare la sentenza del Tar – si sa che noi italiani, proprio come cerchiamo sempre più pareri medici, vogliamo anche più sentenze contraddittorie – resta un punto fondamentale. È indubbiamente vero che il trucchetto di presentare una lista facendo finta di essere ancora associati a un partito nel consiglio regionale uscente è una bastardata da sanzionare (e soprattutto se non ci fossero queste leggine probabilmente si risparmierebbe molta carta e non si avrebbero decine e decine di listucce personali). È anche probabilmente vero che molti dei 15000 voti andati alle due liste di Scanderebech e di Forza Consumatori non hanno anche il voto esplicito a Cota e quindi potrebbero essere annullati; ma non ci vuole molto a tirare fuori le controdeduzioni e dire che per quanto ne sappiamo noi gli elettori non hanno messo la doppia croce perché tanto sapevano di votare per Cota con il voto alla lista, e quindi siamo pari e patta.
Resta fuori il vero ricorso, quello sulla lista faidatè (nel senso che tutte le firme degli ignari candidati sono taroccate dall’ossimoroso capolista Giovine) della lista Pensionati; ma lì c’è una denuncia alla magistratura, e i tempi si allungheranno ancora di più. Insomma, cari ex-corregionali, Cota ve lo terrete per tutti e cinque gli anni, mi sa.

Ultimo aggiornamento: 2010-07-16 11:15