In queste settimane è rimontata la polemica contro la chiesa cattolica che non pagherebbe l’ICI sulle sue proprietà: basta che abbiano una piccola cappella al loro interno. Ho letto tutto e il contrario di tutto, dal nonsolismo (anche sindacati e onlus non pagherebbero) a post come questo in cui Sandro Magister riesce a buttare all’aria duemilacinquecento anni di logica da Aristotele in poi e convincersi che avendo trovato un (1) esempio di ICI pagata da un ente religioso anche in eccesso questo significa che tutta la chiesa dà a Cesare quel che è di Cesare…
No, in effetti questa non è la metafora giusta: se è vero che la legge permette di non pagare in certi casi è corretto che non paghi. Solo che io, e penso la maggior parte di noi, non posso sapere cosa è vero e cosa no. A questo punto mi è venuta in mente un’idea: se qualcuno conosce direttamente il PresConsMin gliela può mica suggerire? (ah, naturalmente la mia idea si applica a tutti coloro attualmente esenti dall’ICI, mica devo fare favoritismi).
L’idea: ora che si passa dall’ICI all’IMU, gli immobili esenti diventino immobili ad aliquota zero. E qual è la differenza, direte? Semplice: occorrerà comunque fare la dichiarazione, dichiarazione che dovrà necessariamente essere fatta per via telematica. Tutti questi enti non sono certo la vecchina, quindi non avranno problemi a usare l’internette. Inoltre tutte queste dichiarazioni verranno rese pubbliche: le attuali esenzioni sono per immobili privati ma di uso pubblico, quindi non è che ci sia chissà quale problema di privacy a rendere noto quali siano. Solo a questo punto sarà effettivamente possibile capire di che ordini di cifre si sta parlando e soprattutto se si può davvero parlare di elusione oppure no. Troppo semplice?
Ultimo aggiornamento: 2011-12-12 10:53