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iosonoqui

Anche quest’anno quelli di OpenPolis hanno preparato l’ormai usuale questionario sul posizionamento politico: venticinque domande, rispondendo alle quali uno può sapere quale partito è più vicino alle proprie opinioni. Sono state interpellate tutte le liste, e hanno risposto quasi tutte, tranne M5S (mannò!), Fli (probabilmente non sono riusciti a trovare qualcuno che potesse parlare) e – udite udite – Pd (probabilmente volevano parlare in troppi).
Per i curiosi, la mia posizione è qui. In pratica, sono così spalmato su Bersani (rectius, su come OpenPolis pensa che Bersani pensi) che avrebbero fatto più in fretta a darmi direttamente un posto sicuro in lista. Mi fa specie vedere che i due più vicini dopo il Pd siano i radicali e Tabacci (vabbè, su quest’ultimo potrei in effetti essere un Marxista per Tabacci…), ma tant’è. Da adesso potete togliermi il saluto.

Ultimo aggiornamento: 2013-02-13 13:25

giornalisti

Ho ascoltato l’intervista che Giovanni Floris ha fatto a Silvio Berlusconi nella puntata di martedì di Ballarò (sì, sono in ritardo. Ho anche altre cose da fare nella vita). Non ho problemi a dire che mi sono deciso a farlo dopo aver visto la vignetta di Makkox: ognuno si sceglie i propri opinionisti politici.
A priori era chiaro che Berlusconi è messo male, se è costretto a infilarsi nella tana del nemico. Il nemico non era Santoro: Santoro è della stessa pasta di Berlusconi, ha bisogno di raccattare consensi, e lo si è visto nella puntata di Servizio Pubblico. Floris è schierato, su quello credo siano tutti d’accordo: ma dopo questa intervista l’ho rivalutato parecchio, perché ha fatto quello che uno si aspetterebbe faccia un giornalista in un paese civile: fare domande. Per fare domande non bisogna urlare – e io già non ci riuscirei, quando mi trovo dall’altra parte uno che quando attacca non la smette più: secondo me un qualunque confronto con Berlusconi può solo essere fatto usando gli orologi da scacchisti e azzittendo il microfono dopo che il tempo concesso per la risposta è scaduto. Per fare domande bisogna essersi preparati sull’argomento, e Floris lo è stato: il tormentone del cartello da mostrare non appena Berlusconi diceva qualcosa è stato rivelatore, ma lo è stata ancora di più la faccia che ha fatto per un istante quando ha detto all’ex PresConsMin che stava confondendo la riduzione del debito con le operazioni di cassa e l’altro gli ha risposto che tanto è la stessa cosa, basta mettere i soldi dall’una o dall’altra parte. Per fare domande bisogna essere in grado di mostrare le contraddizioni nel ragionamento altrui, come il chiedere quale sarebbe la differenza oggi rispetto al passato, visto che dice che non ha potuto govoernare a causa degli infidi alleati che guarda caso sono gli stessi (ah, questa legge elettorale non l’ha voluta Lui)
Poi intendiamoci, non credo che queste interviste spostino voti o sveglino in un senso o nell’altro possibili astenuti; i fan di una parte e dell’altra rimarranno sui loro spalti. Però è bello vedere per una volta un tentativo di fare parlare i fatti.

Ultimo aggiornamento: 2013-02-07 16:58

vietato autocoalizzarsi!

Bisogna dire che al Giornale hanno imparato bene ad avere la faccia di tolla. Notizia di oggi: salta il confronto televisivo RAI tra i sei candidati premier (oops… non lo si può dire!). Questo perché il PDL ha fatto sapere che il regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai dice che lo spazio è riservato ai leader delle coalizioni: ma Giannino Grillo Ingroia (in rigoroso ordine alfabetico), non avendo una coalizione, non possono esserci. Bene: che scrive Luca Romano, dipendente di Paolo Berlusconi? Che questa è tutta una mossa di Bersani perché ha paura del confronto faccia a faccia con Silvio Berlusconi. Monti, che pure una coalizione ce l’ha, è evidentemente irrilevante: nel faccia a faccia previsto da Romano probabilmente farebbe da cuscino per il candidato meno alto.
Innanzitutto è ormai certo che Maroni ha accettato (ex articolo 14bis comma 3 della legge elettorale) che il capo della coalizione in cui si trova è Silvio B., ma questa non è chissà quale notizia. Beh, non è nemmeno una grande notizia che al PDL non riescano a concepire il fatto che ci possa essere un partito che non voglia coalizzarsi preventivamente con nessuno: se paradossalmente esistesse un’unica coalizione e tanti partiti separati, secondo la loro interpretazione, il capo della coalizione avrebbe una tribuna elettorale tutta per sé.
Ma è istruttivo leggere il resoconto della riunione della Commissione di Vigilanza che ha approntato il regolamento elettorale, soprattutto negli emendamenti accolti. Nella bozza si parlava infatti di “candidati premier”, e solo nella riunione tutti si sono affrettati a correggere il testo in “capi della coalizione” prima che il presidente della Repubblica facesse loro notare che almeno per il momento la Costituzione non prevede il candidato premier. Naturalmente si sarebbe dovuto correggere la bozza scrivendo “i capi delle forze politiche e delle coalizioni indicati nei programmi elettorali depositati”, ma scrivere leggi e regolamenti non sembra più alla portata dei nostri legislatori…

Ultimo aggiornamento: 2013-01-29 17:51

è stata tua la colpa

Il pensiero di Silvio Berlusconi sull’esclusione dei cosiddetti “incandidabili” (vedi qui, anzi guarda il video così lo senti dalla sua viva voce) è chiaro. «Abbiamo dovuto chiedere ai nostri amici e colleghi di rinunciare ad essere presenti nelle liste elettorali perché dei pm politicizzati li avevano attaccati e questo fatto è stato divulgato dai media ed era qualcosa che poteva diminuire il consenso.» Insomma, il problema non è tanto che gli amici e colleghi siano stati attaccati (leggasi inquisiti – e garantisco che non lo sto dicendo come giustizialista ma solo come dato di fatto, perlomeno fino a quando non ci sono condanne definitive), ma che i media l’hanno raccontato, e pertanto candidarli poteva diminuire il consenso. Ergo, se riusciremo a far tacere la stampa allora potremo di nuovo tornare a candidarli. Lineare, no?
(Poi è chiaro che questi qua sono dilettanti: Lui è attaccato dalla magistratura politizzata, i media divulgano tutto su di Lui, ma Lui il consenso lo porta, non lo toglie mica. E questo è indubbiamente vero: ma del resto non può essere un caso se Lui è Lui)

Ultimo aggiornamento: 2013-01-22 15:09

sì, ma

Il post odierno di Gilioli è interessante. Un riassunto in forma twitter è “Io già prima non mi sognavo proprio di votare PD. Però il PD adesso sta facendo in modo di riuscire a perdere, ed è colpa di quello che ha fatto”.
Ma se tanto non lo voti (scelta più che legittima e magari condivisibile), e soprattutto se sei convinto che la sua politica sia troppo di destra, che ti importa di quello che fa?
(Attenzione: non vale la risposta “sì, ma Gilioli ha detto che potrebbe votare SEL, che è in coalizione col PD, per riequilibrare a sinistra la coalizione”. Primo, perché non è detto che lo voti effettivamente; secondo perché non puoi fare affidamento sulle spalle di qualcun altro)

Ultimo aggiornamento: 2013-01-16 10:49

Strategie politiche

Cosa significa lo smarcarsi di Monti, che ha iniziato ad attaccare pesantemente Berlusconi? Semplice: è un favore a quel mattacchione del penultimo PresConsMin.
Guardiamo le cose disinteressatamente: i sondaggi favorevoli al PD degli ultimi mesi erano dovuti da un lato al disinnamoramento dei fan di Silvio e dall’altro dallo spostamento di una parte di centristi verso un partito che avrebbe potuto garantire una governabilità senza essere davvero di sinistra. Non so se le uscite di mariomonti$$ servano a ricondurre all’ovile berlusconiano i delusi – probabilmente no, ma per quello ci penserà da solo il vecchio piazzista – ma sicuramente fanno travasare voti dal PD alla Lista Monti, il che in un sistema fintoproporzionale come quello del Porcellum è letale per entrambi i partiti.
Sarebbe interessante scoprire quali saranno a questo punto le mosse di Bersani: se non lui almeno il suo staff deve avere chiara la situazione, chissà se hanno anche delle soluzioni…

Ultimo aggiornamento: 2013-01-15 09:57

ho sbaglmpf

E così Berlusconi ha amabilmente lasciato il titolo “Berlusconi presidente” sul suo simbolo elettorale, costringendo Calderoli ad andare in fretta e furia in Viminale a cambiare quello della lega con su scritto “Maroni presidente”, visto che non ci possono essere due galli nel poll… ehm, due capi della coalizione. Insomma, almeno una parte di quanto scrissi qui è sbagliata: rimane la Lombardia con Maroni candidato governatore, ma a questo punto chissà se la base leghista apprezzerà il tutto.
Restate sintonizzati per le nuove emozionanti avventure del teatrino del Porcello1

Ultimo aggiornamento: 2013-01-13 17:57

Senatori a vita

Questa volta sono d’accordo con Giorgio Napolitano, che in un’intervista al direttore della Stampa ha affermato di non voler nominare altri senatori a vita in questo ultimo scorcio del suo mandato.
Devo dire che ho scoperto solo da pochissimi anni la ratio dell’articolo 59 della Costituzione, quello appunto che permette al PresRep di nominare senatori a vita fino a cinque «cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». In pratica, è un residuo del Regio Senato, i cui membri non venivano eletti ma nominati (a vita…) dal re. Come tanti articoli della Costituzione, anche il 59 è stato tirato per la giacchetta, a partire già da Einaudi che nominò don Luigi Sturzo o perlomeno Gronchi che nominò Giuseppe Paratore: dal mio punto di vista nominare senatore a vita un politico è un controsenso. Peggio ancora Sandro Pertini, che decise che le cinque nomine erano “per presidente” e non in assoluto, rischiando così di inquinare la proporzionalità del Senato: è vero che viste certe nomine la cosa potrebbe essere anche positiva, ma non sono convinto si debba giocare con le regole in questo modo. A partire da Scalfaro si è tornati alla vecchia interpretazione: la morte di Pininfarina e Levi Montalcini hanno così (cinicamente) lasciato due posti liberi. Ma proprio perché le nomine sono dell’istituto della presidenza e non del presidente, non ha un grande senso farle alla fine del mandato… ergo è corretto lasciare il pacchetto al successore :-)

Ultimo aggiornamento: 2013-01-11 11:54