Archivi categoria: politica

Non è il ridare

Matteo Renzi spergiura: «Ridaremo ai sindaci quanto togliamo abolendo Imu e Tasi». Anche se fosse davvero così – e non ci fossero poi tagli ai trasferimenti per qualsivoglia altra ragione – i conti non tornerebbero lo stesso. Si può decidere che gli enti locali non abbiano risorse proprie, e sia lo Stato a gestire tutti i trasferimenti: è una scelta politica che può avere vantaggi e svantaggi. Ma almeno fino a che abbiamo una decentralizzazione, è non solo giusto ma anche doveroso che siano gli enti locali a decidere quanti soldi chiedere ai loro residenti, e non aspettare che la partita di giro faccia piovere i soldi dall’alto.
Certo, dire “tolgo le tasse sulla casa” è sempre stata una mossa che porta voti, Berlusconi lo sa benissimo: ma a parità di gettito sarebbe molto meglio rimodulare le aliquote Irpef per fare arrivare i soldi a tutti.

Ultimo aggiornamento: 2015-09-08 22:00

Il dibbbattito per gli italiani

Non è che io sia mai stato un fan di Serenella Fucksia, parlamentare M5S. Ma leggere dei commenti ricevuti al suo ricordo del senatore Donato Bruno mi chiedo come abbiamo potuto scendere così in basso. Fucksia ha rispettosamente ricordato un suo avversario politico: non era tenuta a farlo, ma evidentemente le sembrava giusto. Ma a quanto pare per parecchi grillini questo è un reato. Per quello che può valere, a Fucksia va la mia solidarietà.

Ultimo aggiornamento: 2015-08-18 16:15

Andiam, andiam, andiamo ad emendar

Scusate se ritorno sulla riforma del Senato. L’ineffabile Calderoli ha infatti presentato mezzo milione di emendamenti, e minacciato di raddoppiarli se il governo non accetterà di tornare al Senato elettivo.
Tralasciamo per il momento la ricerca del programma software che genera tutti questi testi – immagino sia un adattamento di quelli che postano commenti spammosi sui blog – e limitiamoci allo scenario più probabile a questo punto: Renzi chiede la fiducia, i senatori della sinistra dem mugugnano e votano, e il risultato pratico è l’opposto di quanto il Dentista proclama di voler fare.

Scegliete voi se sta facendo l’amico del giaguaro o se l’unico suo interesse è tornare sulle pagine dei giornali: che non ci arrivi è onestamente impossibile.

Ultimo aggiornamento: 2015-08-07 21:52

Senato elettivo

Non mi importa che Re Giorgio abbia scritto che non si può tornare indietro dalla proposta renziana di un Senato di nominati perché cadrebbe tutto l’impianto della riforma (davvero?). Non mi importa nemmeno che la minoranza dem sia a favore di un Senato elettivo, anche perché – diciamocelo – se Renzi l’avesse proposto loro sarebbero subito passati a un Senato di nominati. Il mio punto di vista continua a essere lo stesso.
Il problema con il nostro bicameralismo piuccheperfetto è duplice: da un lato le leggi vengono rimpallate tra i due rami del Parlamento, magari aggiungendo emendamenti che non hanno nulla a che fare con la legge originaria; avere poi da una parte un maggioritario su base nazionale e dall’altra un maggioritario su base regionale porta a distribuzioni dei seggi diverse. Nominare i senatori non risolve questi problemi, tanto che comunque è necessario togliere poteri al Senato. A questo punto sarebbe bastato definire le materie della Camera e del Senato, dire che una legge può avere al più tre passaggi partendo dal “suo” ramo e che la terza lettura è solo una votazione sì/no sugli emendamenti introdotti dalla seconda. O pensate davvero che senatori che devono già seguire le leggi regionali si mettano a studiare (aggratis) quelle nazionali? Non scherziamo: i voti saranno irreggimentati e quindi inutili in pratica.

I tempi cambiano

Chi ha una certa età dovrebbe sapere cos’è la Triplice: sono i sindacati CGIL, CISL e UIL quando fanno trattative insieme con le aziende o il governo… o forse dovrei usare il passato, visto che sono sempre più rare le occasioni unitarie. Di per sé non è un male che si abbiano idee diverse, sono contro il sindacato unico proprio come sono contro il partito unico, però quando le idee sono troppo diverse magari c’è qualcosa che non va.
Forse avete letto sui giornali che in questi giorni presso il Ministero dello Sviluppo Economico c’è un incontro a tre parti sulla questione Telecom. La storia delle 4000 assunzioni bloccate è abbastanza fuffara, perché Patuano aveva detto chiaramente che per farlo voleva che il governo finanziasse la solidarietà espansiva: in pratica Telecom non ci metteva denaro, e a pagare sarebbero stati gli attuali dipendenti che sarebbero stati a casa mezz’ora al giorno e lo Stato che avrebbe dato loro parte dei soldi non guadagnati. Soldi statali non ce ne sono, e quindi amen. I tagli allo “staff” (che però è un termine un po’ più ampio di quanto si intende di solito) rispecchiano il fatto che in questi due anni di solidarietà difensiva non è che si sia riusciti a internalizzare tanta roba e quindi si continuano a subappaltare attività; la creazione di una società del caring rispecchia il fatto che nel nuovo contratto (il vecchio è scaduto a dicembre) le aziende TLC tutte cercheranno di abbassare i costi del servizio clienti. Come rituale, finito l’incontro c’è stato un comunicato stampa aziendale e anche i sindacati hanno emesso comunicati stampa. Quello che non è rituale è che il comunicato congiunto è FISTel-CISL, UILCom-UIL e … UGL Telecomunicazioni (che per la cronaca si è anche fatta un comunicato suo)
Che non ci sia SLC-CGIL è abbastanza naturale visto da dove nasce tutta la storia: SLC si era opposta all’accordo sul Caring dell’inizio del dicembre scorso (che rimandava la societarizzazione nell’attesa di vedere come si sarebbe evoluta la situazione), ha siglato obtorto collo un accordo leggermente migliore a metà dicembre, ma poi ha fatto campagna contro l’accordo, tanto che il referendum tra i lavoratori ha visto una maggioranza di no e quindi è andato tutto all’aria. Non so se quell’accordo fosse buono o cattivo: mi limito a raccontare i fatti. Vedere però il sindacato nato dalle ceneri della CISNAL non solo essere d’accordo con gli altri – capita – ma firmare congiuntamente continua a lasciarmi perplesso…

mi hai fatto piangere

Per quello che può valere la mia opinione, io sto con Alberto Biraghi, che nella vicenda di Angela Merkel e della ragazza palestinese piangente fa notare che la cancelliera ha scelto di seguire le regole ben conscia che da un lato se avesse detto “ghe pensi mi” avrebbe sicuramente migliorato la propria immagine, ma dall’altro avrebbe commesso un’ingiustizia nei confronti di tutti gli altri profughi che non sono sufficientemente telegenici da far parte del pubblico di una trasmissione televisiva.

Ultimo aggiornamento: 2015-07-17 09:27

Com’è finita con la libertà di panorama?

Ricordate la discussione all’Europarlamento sulla riforma del copyright, e l’emendamento proposto dal deputato francese Cavada che avrebbe eliminato in tutta Europa il diritto di panorama? Dopo la visita di ieri di Tsipras (che non dovrebbe aver modificato nulla) oggi c’è stata la votazione finale. Risultati:

The negative text by Cavada was dropped by 502 to 40.
The positive text by Schaake didn’t pass by 228 to 303.
The report as a whole was accepted with 445 to 65 with 32 abstentions.

L’emendamento di Schaake puntava a inserire esplicitamente il diritto di panorama nella legislazione europea, e quindi man mano in quelle nazionali. Insomma, il risultato finale è un nulla di fatto: non c’è un testo né che lo permette né che lo vieta, e ogni nazione farà quello che le pare. (Le voci che ho sentito per l’Italia sembrano portare a un minimo alleggerimento della normativa attuale, che non renderà più illegale postare una foto del Colosseo su Facebook ma non permetterà comunque che un italiano la carichi su Wikimedia Commons).

Poteva andare meglio, ma poteva anche andare molto peggio. Quel 40% di eurodeputati che hanno votato a favore dell’emendamento liberale sono un segnale incoraggiante. D’altra parte, pensateci un attimo: conoscete qualcuno, o qualche società, che si faccia i soldi con le immagini di monumenti pubblicate volontariamente in rete dai loro autori? Il punto è semplicemente questo. Pieno rispetto del copyright, intendiamoci, ma libertà di decidere che il proprio lavoro può essere usato da tutti!

Ultimo aggiornamento: 2015-07-09 19:57

Grecia

Se i tedeschi avessero senso dell’umorismo, ora Angela Merkel avrebbe annunciato un referendum da tenersi la settimana prossima in Germania con la domanda “volete rinegoziare il debito greco?”. Ma notoriamente i tedeschi non hanno senso dell’umorismo. Senza contare che sarebbe ancora più divertente vedere cosa succederebbe se vincessero i sì, allora sì che si aprirebbero “scenari inediti” (cit.)

Ultimo aggiornamento: 2015-07-06 09:34