l’inno di Papeete

Fossi stato un direttore di giornale, la notizia del VicePresConsMin che fa il deejay con l’inno di Mameli e balla con le cubiste sarebbe giusto stato un trafiletto di cronaca, soprattutto senza foto (occhei, siamo in estate, capisco che il maschio italiano voglia vedere carne femminile, ma allora fate la foto solo alle cubiste). L’importanza della “notizia” era infima e il vilipendio nullo, e poi vuoi vedere che magari qualcuno finalmente impara le parole.

A me ha dato molto più fastidio la conferenza stampa al Papeete. Se fai una conferenza stampa sei nel tuo ruolo ufficiale, e allora mi fai il favore di andare in prefettura (anche senza giacca e cravatta, tranquillo).

con questa opposizione, chi ha bisogno di una maggioranza?

L’altro giorno Ivan Scalfarotto è andato a Regina Coeli a sincerarsi delle condizioni – non solo fisiche ma anche per esempio relative alla lingua – dei due autori dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Io tipicamente non apprezzo Scalfarotto, ma in questo caso non posso che plaudire: anche ai più forcaioli del resto dovrebbe essere chiaro che meno appigli per un’eventuale estradizione si lasciano, meglio è.

Eppure questa visita ha suscitato una quantità incredibile di polemiche: non solo da destra ma persino dal PD stesso. Vabbè, il Giornale ovviamente ci marcia su; ma in effetti mi pare che Salvini possa dormire tra quattro guanciali…

Von der Layen e i pentastellati

Insomma Ursula von der Layen ce l’ha fatta a diventare presidente della Commissione Europea, anche se al pelo: ha superato la maggioranza richiesta per nove voti… e ci sono stati a suo favore i 14 voti di M5S. Come probabilmente sapete, i pentastellati hanno fatto una legislatura di opposizione per principio: in quella piccola parte che ho seguito direttamente, la direttiva sul copyright, M5S come anche la Lega non mi sono sembrati avere una posizione definita sul tema, salvo qualche rara eccezione come Isabella Adinolfi.

Come mai questo cambio di rotta, tra l’altro in una legislatura in cui M5S non è riuscito a formare un gruppo parlamentare e quindi conta virtualmente nulla? Io sono un gran peccatore e mi chiedo se per puro caso non abbiano fatto una scommessa per ottenere un posto da commissario e uscire quindi dalla sindrome “zero tituli” che al momento condividono con il partito di Salvini: paradossalmente il PD è messo meglio, con la presidenza – anche se solo per metà legislatura – di Sassoli; anche nelle commissioni parlamentari i due italiani eletti presidenti (Tajani e Gualtieri) sono FI e PD. Inutile ricordare che M5S non ha grandi nomi da spendere: alla fine c’è il rischio che arrivi un posto di peso politico scarso, insomma. Vedremo.

Savoini e Bibbiano

Per me è sempre difficile capire cosa pensa davvero la gggente: la mia bolla è molto schierata e ho imparato da un pezzo che non ha molto a che fare con quello che succede là fuori. Però ho il sospetto che la faccenda Savoini sia il primo momento in cui Salvini si trovi un po’ in difficoltà. Credo che il suo errore sia stato quello di disconoscere il suo sodale, senza pensare che anche se un po’ in ombra era comunque sempre presente. Capisco che non si sia fidato di scaricarlo subito, dandogli del mariuolo; ma venticinque anni non sono passati invano per la capacità di trovare fonti in rete che hanno sbugiardato il Capitano. Anche mostrare in diretta Facebook la busta con proiettile dentro è un simbolo di debolezza: sono pronto a scommettere che gliene arrivino tre o quattro la settimana, solo che se le tiene da parte per i momenti peggiori in cui serve un’arma di distrazione di massa.

Fosse solo stato quello, però, non sarei ancora stato convinto del tutto. Quello che mi ha convinto è il riciccio della battaglia sulle presunte violenze sui bambini a Bibbiano. A parte le urla di Mario Giordano davanti alla telecamera, vorrei segnalare questo tweet di Francesco Amodeo:

Non me ne frega un c***** dei #rubli dalla #Russia. La magistratura farà il suo corso.
Ma riportate immediatamente i fatti di #Bibbiano in prima pagina.

Io non so chi sia Amodeo. Leggo dal suo profilo Twitter “Giornalista Pubblicista. Scrittore. Autore dei libri/inchiesta: Azzannate Le Iene e La Matrix Europea sui legami tra politici italiani e Cartello finanziario.” e tanto mi deve bastare. Ora, rileggete quel tweet. Perché per i rubli russi bisogna lasciar fare il suo corso alla magistratura e per Bibbiano no? Personalmente sono convinto che proprio per la delicatezza dell’inchiesta che tocca dei minori è di gran lunga meglio che non se ne parli sui giornali almeno fino al processo… a meno naturalmente che qualcuno non speri di aumentare le copie vendute, perché si sa che la gggente di cui sopra brama questo tipo di gossip, oppure a meno che qualcuno speri di sviare volontariamente l’attenzione in questo modo bieco. (tra l’altro, qui lo dico pubblicamente: sono pronto a scommettere che le violenze a Bibbiano alla fine spariranno dal processo e ci si limiterà ai soldi presi illecitamente).

Ecco: un fuoco di fila di questo tipo a me fa pensare a una campagna ben orchestrata. Voi che ne pensate?

Ergastoli italiani per gli ufficiali sudamericani assassini

L’avevo udito ieri mattina al GR di Radio Popolare, l’ho riletto ieri sera sul sito della BBC. Sono stati condannati all’ergastolo in secondo grado ventiquattro ufficiali sudamericani per gli omicidi da loro voluti durante le dittature in quei paesi. La cosa che può apparire strana è che la condanna è stata comminata da un tribunale italiano.

No, non siamo al livello delle famigerate inchieste della procura di Trani che ama citare a giudizio tutti. Qui la cosa, anche se a prima vista strana, ha un senso: tra quegli omicidi ce ne sono stati di cittadini italiani, e quindi è stata possibile un’azione legale “locale”. Certo, la probabilità che anche dopo il giudizio della Cassazione qualcuno dei condannati – ammesso siano ancora vivi – sia estradata è nulla; però credo che abbia comunque senso ricordare anche in questo modo un periodo buio della storia mondiale.

Chi conta

È bellissimo (si fa per dire). Siamo impallati nella definizione delle cariche europee, con il FacenteFunzione che prima dice che gli va bene Timmermans e poi dice che si era confuso. Intanto che cosa succede? Che il presidente (formale, vista la situazione attuale) della Libia Sarraj vola in Italia a parlare… con il ministro degli Interni. E ovviamente il dialogo non avviene a Roma, anche perché prima si sarebbero dovute togliere tutte le ragnatele dal Viminale.
Come li chiamate voi? Messaggi trasversali?

Milano-Cortina

Un anno fa di questi tempi c’era la Grande Sfida Nazionale tra Torino, Milano e Cortina per diventare la città candidata per le Olimpiadi invernali 2026. Io, torinese expat a Milano, ero a Cortina con il cappellino Wikimedia Italia, venivo dunque intervistato e ovviamente mi chiedevano per chi tifassi. Alla fine Appendino ha detto che lei non giocava più, Sala e Ghedina hanno fatto buon viso a cattivo gioco e si sono alleati, e alla fine hanno prevalso su Stoccolma-Åre. A parte quello che scrivono i giornali sulla “presentazione entusiasmante e poliglotta” come se i delegati decidessero così all’ultimo momento vedendo chi è più carino, sono convinto che la vittoria sia dovuta alle stesse ragioni per cui Milano si aggiudicò Expo 2015: è stata una delle rare volte in cui c’è davvero stato un lavoro di squadra da parte delle forze politiche (a parte M5S, che però a Milano contano zero e al governo contano epsilon: alle sindache non è restato che congratularsi con due tweet fotocopia, evidentemente preparati da Casalino o chi per lui.

Vediamo ora che succederà. Il grande vantaggio è che il piano proponeva relativamente pochi nuovi impianti, e cose come il villaggio olimpico a Porta Romana si sarebbe comunque fatto sotto altro nome, quindi non si dovrebbe essere troppo in ritardo :-)