Il mio pensiero sul referendum costituzionale prossimo (ma non troppo) venturo l’ho già espresso su Medium e non perdo tempo a ripeterlo. Tanto in tutta onestà non penso che in nessun caso ci saranno davvero cataclismi immani.
Però continuo a stupirmi di vedere miei conoscenti tipicamente posati che su Facebook scrivono status apocalittici su cosa succederà se prevarrà la scelta opposta alla loro. I sostenitori del NO temono scenari in cui senza né mah né beh arriveremo a una dittatura (di Renzi o di beppegrillo™; la possibilità che il famigerato combinato disposto porti a un regime Salvini non mi è mai apparsa), mentre quelli del SÌ bollano gli avversari come biechi oscurantisti che vogliono che non si cambi nulla per poter continuare a dire che si farà qualcosa di meglio prima o poi, ma soprattutto poi. Il tutto tralasciando le invettive “vuoi mica votare come X/Y/Z?” (e io che pensavo di votare su una riforma costituzionale, e non su chi buttare giù da una torre).
Quello che mi preoccupa davvero in tutto questo è che pensavo di essermi oramai abituato al becerismo pentastellato che ha portato a un nuovo livello il berciare sulle simpatie/antipatie e non sui fatti, ma temo che per le prossime politiche scenderemo ancora più in giù.
Ultimo aggiornamento: 2016-11-07 17:30
